Santa dimenticanza

Avevo voglia di fare due chiacchiere e padre Ercole mi sembrava la vittima migliore. Lo trovai in canonica che stava armeggiando con degli ombrelli.
«Cosa sta facendo, padre?»
«Oh ciao. Sto dando una mano alla divina Provvidenza.»
«Con degli ombrelli?»
«Sì, proprio. Confido nella distrazione della gente.» Il suo sorriso era divertito e il tono della voce stranamente cordiale. Poi, accorgendosi che non avevo una faccia granché convinta, mi spiegò:
«Mi son fatto dare da alcuni parrocchiani degli ombrelli usati. Poi sono andato da Renzo il rottamaio che, come sai, a tempo perso fa anche le targhette metalliche, quelle dei citofoni. Gli ho chiesto di prepararmene qualcuna.»
Mi avvicinai circospetto per vedere meglio. Tra le sue dita grassocce c’erano effettivamente delle piccole targhette di metallo e lui le stava avvitando ai manici degli ombrelli. Riuscii a leggere: ‘Se hai questo ombrello vuol dire che l’ho perso. Tienilo pure, ma fa’ un’offerta per la nuova chiesa.’
«E siccome la gente continua a perdere gli ombrelli…» continuò a sciorinarmi come se si fosse trattato di un teorema «e se poi ogni nuovo possessore fa il suo dovere…»
Guardai padre Ercole stupefatto:
«Se questa cosa non fosse stata pensata da un prete…» gli feci sincero «direi che è semplicemente diabolica.»

11 pensieri su “Santa dimenticanza

  1. Ingegnoso il prete…non ho potuto fare a meno di vedere la somiglianza dei modi col mio parroco.”Mio” per modo di dire..è chiamato simpaticamente “Don Euro”…Cattiva la gente, eh?

  2. Grazie d’essere passato/a ??? a trovarmi…….Se i racconti sono farina del tuo sacco : complimenti !!!
    Questo SI’, che vuol dire SAPER SCRIVERE…………
    Che l’ Energia sia con TE…….Bye,bye………..

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