Tipi da Blog

In tutti questi anni di blog mi sono imbattuto in vari tipi di blogger. I più sono ‘normali’, ben inteso, come dovremmo essere tutti quanti, altri invece sono quanto meno ‘ particolari’ o caratteristici.

Innanzitutto c’è il ‘lurker‘. Quello cioè che legge, ma non lascia mai un commento, nemmeno per sbaglio. Lo fa un po’ per pigrizia, un po’ per timidezza, ma anche perché ritiene di non dover necessariamente lasciare una traccia di sé; a volte è anche perché è convinto (spesso a torto) di non avere nessuna cosa intelligente da scrivere.

Poi c’è la ‘groopie‘. Ti imbatti nel suo blog e ti accorgi che ha tutto quello ti riguarda: dallo stemmino al banner, dal servizio di newsletter ad alcune vignette; comprendi ben presto che ha letto pressoché tutto del tuo sito, compresi i settecento racconti di cui è costituito. Il che non sarebbe inquietante di per sé se non fosse per il fatto che nel blogroll ha un solo link: il tuo. E allora ti allarmi perché, al contrario del lurker, diventa una presenza costante. Ed è come averla sullo zerbino di casa ogni volta che cerchi di uscire.

Un’altra figura caratteristica di blogger o di commentatore è quello che è sempre  ‘di passaggio‘. Arriva sul tuo sito, di fretta, e di fretta se ne va (per andare a visitare altri blog, sempre di fretta). Una specie di ape bottinatrice, ma senza nettare. Dice che non ha tempo ma che tornerà per leggere di più e meglio (e spesso non ritorna). Non legge assolutamente nulla di tuo, men che meno il post da ultimo pubblicato, e ti lascia un commento che il più delle volte è un augurio: dal buon mattino alla buona notte, dal buon compleanno al buon ‘tutto’ (così letteralmente), quando non ti augura ‘buona vita’ che uno, subito si va, prima a confessare e poi a fare una polizza assicurativa suppletiva. Spesso ti incolla, a suggello del suo commento, giusto perché non sembri poca cosa quello che ha scritto, un’immagine enorme fuori squadra (perché non sa modellarla) che appesantisce oltre misura la pagina oltre a squinternarla, un’immagine che ritrae un orsetto che fa ‘ciao ciao con la zampetta’ o un angioletto che svolazza gioioso o una rosa che si apre e si chiude con una stilla di rugiada che cade.

Una variante di questo tipo di blogger è quello che legge le ultime righe del post che hai pubblicato. Ovviamente non capisce assolutamente nulla del senso del post e anzi spesso lo travisa o lo fraintende non comprendendo (o non potendo comprendere) magari l’ironia che lo governava, per cui finisce con il lasciare un commento non coerente e incongruo che suona a volte involontariamente comico.

L’ultima figura di blogger ha un non so che invece di patologico. Almeno una volta all’anno mi imbatto in quello che ho definito lo stalker-blogger (o troll) È un soggetto che lascia commenti che, per toni e contenuti, diviene ben presto molesto e sgradevole. E tale atteggiamento è mantenuto nel tempo fino a quando ottiene, proprio per il suo proporsi in modo provocatorio e ostentato, visibilità e attenzione. Lui critica quindi esiste. Le sue opinioni sono per lo più aspramente sarcastiche, fine a se stesse, demolitrici, mai costruttive e stimolanti.

L’intento è di imporsi per il suo linguaggio scomposto o volgare o per il presentarsi come ‘di rottura’ del sistema: insomma spesso è contro tutto e contro tutti. Si nasconde per lo più dietro l’anonimato o dietro a un account di un proprio blog che, a sua volta, non dice nulla se non che non avrebbe nessun titolo per esprimere giudizi letterari sprezzanti. C’è molta supponenza e ignoranza in questo modo di comportarsi che spesso è dovuta a rabbia mal repressa e bassa autostima oltre a un’infanzia spesso difficile.

L’errore che si può fare con lo stalker-blogger (salvo che non diventi offensivo sopra ogni limite di tolleranza) è quello di entrare in polemica con lui o, peggio ancora, come alcuni fanno, di chiudere il blog o di renderlo privato. In realtà l’unico modo per dissuaderlo è l’indifferenza, come se non scrivesse affatto, come se non esistesse. Prima o poi, non ottenendo ciò che vuole (visibilità e attenzione che evidentemente gli mancano molto), si stanca per rivolgersi altrove, perché l’incostanza è un’altra delle sue caratteristiche di fondo (per un approfondimento sulla gestione dei commenti, in questa stessa Sezione –> No comment).

I tipi da blog ovviamente non finiscono qui. Ne parlerò qualche altra volta, se ce ne sarà occasione.
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2 pensieri su “Tipi da Blog

  1. patriziatarganiiachino – Italy – Mi chiamo Patrizia Targani e sono un'imprenditrice, nel senso che è una vera e propria impresa gestire la mia piccola azienda a conduzione familiare. Siamo due ...soci e abbiamo due dipendenti. L'azienda è in crescita costante da più di trent'anni, nonostante piccole e normali divergenze dei due soci nella conduzione. La mia è un'azienda molto attiva: il centralino è perennemente intasato da telefonate giornaliere delle quali mi occupo personalmente. Esiste un ufficio reclami, un ufficio S.O.S. voce amica e una chat, nel senso che "ciattello" spesso e volentieri! Ma il settore di cui sono più fiera è la mensa aziendale, aperta mezzogiorno e sera, 24 ore su 24. A volte i dipendendti si lamentano ma si possono sempre rivolgere all'ufficio reclami e prima o poi il caso verrà preso in considerazione! Seeeeeeeeeeeeeee!!!! Sono una mezza casalinga di mezza età che ha una mezza idea di diventare una scrittrice, ma che si accontenta anche d'esserlo per metà! Sono una persona creativa e mi cimento ogni volta in nuove avventure. L'ultima in cui sono rimasta intrappolata è quella della scrittura. Non so se sarò mai una scrittrice con le carte in regola ma per ora mi applico per diventarlo. Attualmente mi sento in bilico se continuare a scrivere e tentare di spiccare il volo, o fermarmi, rinunciando ai sogni! La difficoltà è enorme e avrei tanto bisogno di capire se si ho realmente il "talento" di cui si parla tanto oppure no. In un mondo dove tutti scrivono (e pochi leggono) mi chiedo se c'è posto anche per me. Mi piace scrivere e soprattutto sul mondo femminile, indossare i sentimenti delle mie protagoniste e provare le stesse sensazioni: ridere e piangere con loro e come loro, nel tentativo di regalare le stesse emozioni che provo nel momento stesso in cui le scrivo. Ho pubblicato nel 2005 il mio primo romanzo "Riflessi" (Il Filo), vincitore del Concorso Internazionale Il Maestrale - Marengo d'Oro di Sestri Levante. Nel 2008 ho pubblicato "Odio, gli inganni della vita" (Zona), attualmente in circolazione. Da due anni ho pronto un romanzo ancora in cerca di un editore e in attesa che la sua autrice si decida a inviarlo. Il mio concetto è che quando scrivo non invento nulla: "rubo" alla realtà, trasmettendo il mio modo di percepire la vita. Durante la presidenza rotariana di mio marito Carlo Maria Iachino ho immeritatamente ricevuto il prestigioso "Genovesino d'argento" da parte degli amici rotariani, probabilmente indotti a questo gesto per un abuso momentaneo di sostanze euforizzanti!
    patriziatarganiiachino il scrive:

    Interessantissimo, non sapevo i nomi specifici, ma sicuramente li ho conosciuti e devo dire che li hai studiati molto attentamente: perfetta immagine di ognuno. E che dici di quelli che come ridacchiano (ih, ih, ih), mettono cuoricini (<3) e inviano il loro baciolones (veramente solo mio, ho depositato il marchio! Ih, ih, ih!), punti esclamativi e scemenzuole varie? A che categoria appartengo? Non sono una blogger, ma sono iscritta a una moltitudine di siti abbandonati poi nel web, come palloncini nel cielo (mica per altro ma, nonostante i suggerimenti vari, non riuscivo a entrare neppure pagando direttamente Bill Gates!). Gli unici siti che mi hanno frenato la corsa sono fb e wordpress (anche se non ho ancora capito come funziona) e da lì non me movo più! Grazie per avermi illuminato e "quando avrò più tempo, passerò ancora a leggerti con più attenzione, buona serata"! No, dai, davvero, ripasserò, ho così tanto da imparare e poi sei stato così carino a cliccare un "mi piace" da me! Grazie, Pat

    • Grazie Pat, è che dopo dieci anni di blog si potrebbe scrivere un trattato sull’argomento. Grazie per essere passata di qui.

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