Luci e fari: i dispositivi ausiliari

I dispositivi che non sono obbligatori per legge sono:

Fendinebbia: dispositivo anteriore del veicolo (di color arancione) idoneo a migliorare l’illuminazione della strada in caso di nebbia, nubi di polvere e precipitazioni come neve e pioggia ; è un normale proiettore anabbagliante, ma di color arancione e consente di vedere meglio in caso di scarsa visibilità grazie alla sua posizione bassa rispetto alla struttura dell’auto consentendo, con l’inclinazione altrettanto bassa del dispositivo che la luce proiettata non si rifletta sulla superficie delle goccioline di cui la nebbia (che è meno densa a ridosso della strada) o la pioggia è formata creando un fastidioso effetto riflessione; non possono essere più di due; il fendinebbia anteriore è alternativo all’abbagliante di giorno sicché non è possibile tenere accese sia le luci anabbaglianti che i fendinebbia. Per quanto riguarda la guida notturna il codice della strada nulla dice (e nulla vieta) in relazione all’uso congiunto. Anzi, sul punto, la Corte di Cassazione ha stabilito che l‘art. 153, comma 2, cod. strada, nel consentire al conducente di un veicolo a motore, ricorrendo le condizioni ivi indicate, l’utilizzo, di giorno, dei proiettori fendinebbia anteriori al posto di quelli anabbaglianti e di profondità, nulla dispone in ordine all’uso dei suddetti fendinebbia in orario notturno, ossia da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere; ne consegue che in tale periodo – disciplinato dal comma 1 del medesimo art. 153, che non contiene alcuna esclusione di uso dei fari antinebbia – deve ritenersi consentito l’uso dei medesimi unitamente ai proiettori anabbaglianti. (Sez. 2, Sentenza n. 534 del 15/01/2010, Rv. 611122)

Retronebbia: dispositivo singolo o doppio, di colore rosso acceso (tanto da poter essere confuso con una luce di stop), idoneo ad aumentare la propria visibilità ai mezzi che sopraggiungono; è da utilizzare solamente in caso di forte nebbia, di pioggia intensa o di fitta nevicata in corso (l’art. 152 lett. i parla di luce posteriore per nebbia e come dispositivo singolo o doppio che serve a rendere più visibile il veicolo dalla parte posteriore in caso di forte nebbia, di pioggia intensa o di fitta nevicata in atto). Contrariamente al fendinebbia, il faro retronebbia, se l’auto ne è dotato, è obbligatorio accenderlo, ma solo se è strettamente necessario (in caso di visibilità inferiore a 50 metri). Deve essere spento se il veicolo che segue si approssima, proprio per evitare di disturbare il conducente. In ogni caso va detto che, con visibilità inferiore a 50 metri, la velocità diventa al massimo di 50 km/h.

Luci di marcia diurna: sono dispositivi posizionati anteriormente sulla sagoma della vettura, di color bianco, che possono sostituire gli anabbaglianti nella marcia di giorno in città e servono, più che a illuminare la strada, per segnalare agli altri la propria vettura in marcia; poiché le luci posteriori e del cruscotto non sono accese e visto che vengono impiegate di solito lampadine tra 5 e 21 watt oppure i LED, questo comporta che il fabbisogno di energia assorbita dalla batteria si riduca notevolmente, pari cioè al 25-30% dell’anabbagliante, con un minor consumo quindi di carburante.
Le luci di circolazione diurna sono circa quattro volte più potenti rispetto a quelle di posizione, ma non illuminano l’intera corsia e, dunque, sono meno forti con il vantaggio, come detto, che consumano meno delle luci anabbaglianti. Costituiscono, in altre parole, una luce intermedia tra la luce di posizione e la luce anabbagliante. Alla sera, le luci diurne devono essere spente a favore degli anabbaglianti. Le luci diurne non sono dunque sostitutive degli anabbaglianti a partire dalla mezz’ora dopo il tramonto.
Se si percorre un’autostrada o una strada extraurbana (come per esempio una superstrada) non possono essere usate le sole luci diurne, ma devono essere usate quelle anabbaglianti anche di giorno.
A decorrere dal 2011 le luci di marcia diurna sono obbligatorie su tutti i nuovi autoveicoli e furgoncini dell’Unione europea (spesso si accendono come gli anabbaglianti, ruotando la leva presente al volante una volta soltanto anziché due); dal 2012 sono obbligatorie anche su autocarri e autobus di nuova immatricolazione. Si sono largamente diffusi sui nuovi modelli in quanto il codice della strada prevede l’obbligo di tenere sempre in funzione le luci anabbaglianti con l’eccezione dei centri abitati.

Luce di parcheggio: dispositivi che segnalano la sosta della vettura in un tratto di strada suscettibile di potenziali rischi per la circolazione; se non sono disponibili sulla vettura vengono sostituiti dalle luci di posizione. I requisiti d’installazione delle luci di parcheggio sono regolamentati in modo piuttosto preciso dal codice della strada. L’altezza deve essere tra i 350 mm e i 1500 mm dal livello della strada mentre la distanza dal bordo esterno del veicolo non deve superare i 400 mm. Le luci anteriori devono essere bianche e quelle posteriori, rosse. In generale, le lampadine per le luci di parcheggio sono inglobate nei normali fanali. Per segnalare la sagome dei veicolo posteriormente vengono utilizzate le normali luci posteriori.

Secondo il codice della strada le luci di parcheggio devono essere in funzione all’interno dei centri abitati solo dove non esiste l’illuminazione stradale mentre, fuori, le luci di parcheggio devono essere sempre accese. Alcune auto hanno la possibilità di accendere le luci di parcheggio, solo su un lato del veicolo dal lato del traffico.

Luce d’angolo: usate per fornire illuminazione supplementare a quella parte della strada situata in prossimità dell’angolo anteriore del veicolo dal lato presso il quale esso è in procinto di curvare.

Proiettore di svolta: (immagine qui a destra) illuminazione destinata a fornire una migliore illuminazione in curva, che può essere espletata per mezzo di dispositivi aggiuntivi o mediante modificazione della distribuzione luminosa del proiettore anabbagliante;

Quattro frecce: (o ‘hazard’) è un segnale luminoso di pericolo; le frecce possono essere accese simultaneamente con apposito pulsante dal pannello degli strumenti per evidenziare:

  • l’ingombro del proprio veicolo all’interno della carreggiata;
  • una decelerazione improvvisa;
  • una coda formatasi, sempre all‘improvviso, in autostrada;
  • una situazione critica di guasto meccanico (‘panne’ direbbero i francesi) quando si viene trainati per avaria e si debba quindi procedere lentamente;
  • una fermata sulla corsia di emergenza in autostrada;
  • durante il momento critico in cui si posiziona in strada il triangolo (il codice della strada parla di segnale mobile di pericolo) per segnalare sulla carreggiata il proprio veicolo fermo; in ogni caso.

va comunque ribadito, che l’accensione delle luci di emergenza non legittima la sosta selvaggia in seconda o terza fila.

Luci di ingombro: dispositivi di segnalazione supplementari per i veicoli che superano la lunghezza di 6 metri o la larghezza di 2,10 metri. Si possono trovare sia anteriormente bianche, posteriormente rosse e lateralmente gialle. Si notano in molti autocarri come dei corni che escono dal paraurti posteriore oppure lungo gli autobus e nella parte alta degli stessi.

Luce di cortesia: luci aggiuntive che si accendono all’interno dell’abitacolo della vettura per poter vedere all’interno in condizioni di scarsa visibilità o buio. Qualora si volesse aggiungere una luce di cortesia è necessario, ai sensi dell’art. 78 CdS ottenere, ottenere la prova positiva presso gli uffici della competente Motorizzazione Civile (con relativa annotazione sul libretto di circolazione) dal momento che occorre la verifica che la luce suppletiva non costituisca un disturbo per gli altri veicoli qualora venga accesa di notte durante la marcia.
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