Da qualche parte nell’Universo – Dietro il racconto

Le idee per un racconto possono nascere in mille modi. Ne ho parlato altrove in questo stesso blog (leggi, tra l’altro –> Un, due, tre… pronti? Immagina!).

Lo spunto può venire da un discorso sentito per caso per strada o sull’autobus, dalla lettura di un articolo di giornale o dalla pagina di un libro, e anche da un episodio di vita vissuta debitamente trasformato…

A volte invece il ‘suggerimento’ nasce in un modo ancora più bizzarro e imprevedibile: vale a dire da un’immagine che, all’improvviso, mi si stampa nella mente come un fotogramma di una pellicola, senza una ragione precisa e soprattutto senza che un qualcosa l’abbia determinata o suscitata.

Infine, altre volte ancora, come nel caso del racconto ‘Da qualche parte nell’Universo‘, l’avvio è dovuto a una frase, nata allo stesso modo, cioè spontaneamente nella testa, senza un qualcosa di specifico che l’abbia provocata.

E la frase da cui è nato il racconto è semplicemente questa: ‘appendo la luna’. Sì, ‘appendere‘. Come si può fare con un quadro o un cappotto, solo che per quanto riguarda la luna ‘suonava’ strano. È comunque una frase che ha cominciato a ronzarmi nel cervello, appena alzato dal letto, e ha continuato ogni tanto a far capolino durante tutta la giornata. Insomma, era suggestiva, inducente, evocativa tanto da convincermi a scriverci qualcosa tutt’attorno. E così è stato.

Sulle prime volevo scrivere qualcosa di ‘dolce’, che riguardava cioè una coppia di innamorati, ma poi il racconto, piano piano, è virato verso un argomento completamente diverso, con un contenuto forse un po’ irriverente (ma il reblog dell’Osservatorio del Vaticano mi ha tranquillizzato –> vaticanobservatory), tuttavia certamente particolare, ai limiti del paradossale. A volte, davvero, ho l’impressione di scrivere quello che la mia fantasia mi detta. Dove lei comanda e io eseguo.

La storia non ha una trama classica (nel senso di avere un inizio, un climax e una conclusione) è piuttosto un ‘fotogramma di situazione‘, il frammento di un pensiero, e come tale andrebbe letto.

Inoltre, la luna, dal suo canto, è un argomento che per me è ricorrente nei miei scritti. Sono, tutto sommato, un ‘romanticone’ (anche se a volte non si direbbe da quello che scrivo) sicché di lei parlo abbastanza volentieri.

Peraltro non è un caso che questa notte, 29 agosto 2015, (anche se il culmine si avrà domani alle 17.30, quando la luna però non sarà visibile per la luce del sole) ci sia la cosiddetta superluna (secondo la definizione di Richard Nolle, –> Supermoonin inglese), vale a dire una condizione astronomica secondo cui il nostro satellite, già nel ciclo di plenilunio, si trova in prossimità del perigeo rispetto alla terra (cioè il punto più vicino a noi lungo il percorso della sua eclittica intorno alla terra). Questo farà sì che il nostro satellite apparirà più grande (del consueto) del 14%. Uno spettacolo sicuramente da non perdere anche a non essere appassionati di astronomia.

Ho consultato l’archivio storico del blog è mi sono accorto che di racconti che ne trattano, addirittura come protagonista o comprimaria, ce ne sono diversi e di vario genere. Ecco qui un elenco incompleto:

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