La civetta

Per quanto riguarda la civetta si rimanda a quanto scritto in questa stessa Sezione a proposito del gufo (–> Il gufo irritato e il suo verso) perché nell’immaginario collettivo spesso si confonde la civetta con il gufo. Anzi, a essere precisi, si confonde la civetta con l’allocco proprio perché si scambia l’allocco per il gufo. Comunque molti sono i tratti in comune della tradizione tra questi tre uccelli (soprattutto quelli legati alla superstizione, dura a morire).

Ovviamente, invece, civetta, gufo e allocco sono rapaci fisicamente molto diversi tra loro: la civetta ha dimensioni più piccole del gufo (pressoché la metà) mentre l’allocco ha una taglia intermedia tra l’una e l’altro. La civetta ha però il corpo più tozzo e non ha i caratteristici ciuffi che sono visibili invece sul capo del gufo comune (che non gli servono neppure per sentire meglio di come sente), mentre l’allocco (immagine più sotto) presenta, come sua caratteristica distintiva, quella di avere il capo tondeggiante con dischi facciali bruno-grigiastri. Il verso dei tre i rapaci, poi, è molto differente tra loro. A vederli uno vicino all’altro ci si chiede come sia possibili confonderli. Eppure…

Nell’antichità anche la civetta (come il gufo, del resto) era ben voluta (rispetto a quanto avvenuto successivamente) perché ritenuta simbolo della dea Atena (ed è per questo che il suo nome latino è Athene noctua, volendosi far riferimento anche al fatto che sia un uccello notturno) e dunque, sol per questo, è stata ritenuta segno di saggezza (per quanto, a dirla tutta, nell’ambivalenza delle tradizioni, nel mito di Dioniso, fu Hermes che, per punire le tre Baccanti, –> Menadi, della loro eccessiva sregolatezza, le trasformò rispettivamente in pipistrello, gufo e civetta).

In ricordo di questo retaggio storico il verso dell’euro greco (il ‘dietro’ cioè della moneta) reca oggi proprio l’immagine della civetta e più precisamente della civetta di Minerva (che è poi l’Atena dei Greci) proprio come la si poteva rinvenire su una delle facce dell’antica tetradracma ateniese.

Osservando meglio la figura sulla moneta moderna, si vedrà inoltre che gli occhi della civetta formano con il becco la lettera greca phi, consonante iniziale della parola filosofia e anche simbolo della sezione aurea.

Dunque la civetta simboleggiava e simboleggia, ancora prima di diventare presagio di eventi infausti, la saggezza, l’amore per la conoscenza e la bellezza.
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–> Il gufo irritato e il suo verso

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1 pensiero su “La civetta

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