Modi di dire su gufi e civette

Un modo di dire che si sente spesso è gufare, nel senso di fare l’uccello di malaugurio, iellare, portare iella, portare sfiga, sfortuna, così come legge sul Dizionario della Treccani. Ultimamente lo si sente fin troppo spesso e spesso a sproposito. Ciò che è interessante qui sottolineare però di questa espressione è il fatto che chi usa questa espressione riconosce implicitamente in chi gufa il potere di evocare la malasorte. Se non si riconoscesse, tale capacità chi subisce il malaugurio ben potrebbe non tenerne conto. Da questo si comprende che si tratta di un gioco a due, chi invoca la sfortuna e chi la patisce e teme di doverla subire, cercando di sottrarsene facendo scongiuri, riti scaramantici o cercando di mettere alla berlina lo iettatore. Il modo di dire nasce dallo sguardo penetrante del gufo, quel suo modo cioè di guardare il mondo con occhi grandi ed espressivi.

Un altro modo di dire è (anche se poco usato) impettito come un gufo. Alludendosi al modo che ha il gufo, a volte, di arruffare le piume. Peraltro è appena il caso di ricordare che il gufo arruffa le piume per sembrare più grosso, in particolare quando ha paura di una preda che lo minaccia da vicino. Se invece la minaccia è ancora lontana il volatile si comporta nel modo opposto, cercando di sfilare la sua figura, ponendo le ali lungo il corpo al fine di riuscire a ‘sparire’. Lo stesso comportamento ce l’ha quando il maschio si deve confrontare con un antagonista della stessa specie per la prevalenza ai fini dell’accoppiamento; può accadere che l’esemplare si arruffi e si impettisca per spaventare l’avversario.

Essere un vecchio gufo, detto di chi se ne sta in solitudine (e non vuole essere disturbato), che è brontolone e/o pessimista.

Altro modo di dire francese, più raro, è ‘je dois avoir l’air d’un hibou égaré en plein soleil‘ che significa ‘devo aver l’aria di un gufo perso in pieno sole‘ alludendo al fatto che essendo un animale notturno non si trova a suo agio di giorno

Fare la civetta, secondo il dizionario, è l’essere di donna che ama farsi corteggiare e fa di tutto per attirare a sé quanti più ammiratori possibile. Il modo di dire nasce dalla caccia con la civetta (oggi vietata con il vivo) per attirare le allodole a portata dei cacciatori. Le allodole che vedono la civetta sul palo (come predisposto dai cacciatori) si avvicinano curiose portandosi a tiro. Sembra che siano irresistibilmente attratte da questo volatile. Ancora non si è capito perché.

Fare da civetta ha invece un significato del tutto diverso perché è detto di persone o di qualsiasi cosa utilizzata per attirare volutamente l’attenzione. A questo proposito si deve ricordare, per esempio, la civetta intesa come foglio di giornale, tipo poster, quella che viene esposta dai giornalai e che recano i titoli in grassetto dei giornali del giorno venduti.

La civetta della polizia è invece la vettura usata dalle forze dell’ordine priva dei colori di istituto; sono cioè vetture di serie con a bordo agenti non in divisa. Qui si fa riferimento alla caratteristica del mimetismo della civetta, ma anche al fatto che le civette dlela polizia spesso viaggiano di notte in funzione di vigilanza.

Articolo civetta è quella merce che un negoziante vende a un prezzo inferiore a quello di mercato per attirare nuovi clienti.

Candidato civetta, è il candidato fittizio presentato alle elezioni da un partito per far scoprire le strategie altrui e quindi decidere quale candidato reale proporre.

Far civetta, abbassare d’un tratto il capo per scansare un colpo (compiendo un movimento simile a quello che fa abitualmente la civetta), anche nei giochi dei bambini.

Dormire con un occhio solo, è una frase che deriva proprio dal modo che hanno alcuni rapaci notturni di chiudere solo uno dei due occhi per riposarsi, tenendo alta la vigilanza nelle ore diurne quando loro dormono mentre il maggior numero di predatori è in veglia.
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–> La falena di casa

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