In nome del Blogger

Uno dei primi dilemmi che il futuro blogger deve sciogliere all’apertura del proprio blog è quello della scelta del nickname e del nome da assegnare al proprio sito. Per chi non vuole fare come me che, in modo poco originale, ha tratto il nome del blog da quello del nick (ma è una scelta anche questa) il problema è dunque duplice.

Ciò che mi sento innanzitutto di sconsigliare per la scelta dell’uno e dell’altro è di cedere all’ingenua (e falsa) lusinga della esterofilia. Spesso si ha l’idea che usare un termine inglese in questa lingua ‘nobiliti’ il blog, lo renda cioè interessante o carico di una attrattiva che altrimenti non avrebbe. Niente di più sbagliato.

A parte la banale osservazione che per effettuare questo tipo di operazione occorrerebbe quanto meno essere padroni dell’idioma che si utilizza (non debba sembrare esagerata questa affermazione ma un inglese comprenderà immediatamente che non sappiamo la sua lingua anche solo da una parola mal utilizzata, così come potremmo fare noi se un inglese impiegasse a sproposito l’italiano) devo dire che non ha senso un titolo estero (e tantomeno un nick) per un blog rivolto per lo più all’utenza italiana. Si dirà, ma internet è internazionale. Verissimo, ma allora si abbia il coraggio di sdoppiare il blog rendendolo bilingue in modo che uno straniero possa leggere davvero i post anche nella sua lingua madre.

Dunque è consigliabile scegliere un titolo e un nick italiani, magari pensando a qualcosa di buffo, accattivante, purché originale, che si imponga per la sua novità, evitando i ‘mario2’ o gli ‘adriana7’ che fanno tanto nick da chat room o da indirizzo mail (e stanno male anche lì). Nessuna fretta per fare la propria scelta che deve essere oculata: come criterio guida basti pensare che il nick e il titolo del blog ci rappresentano, sono il nostro biglietto da visita e ci precedono rispetto alla conoscenza effettiva che del blog avrà di noi chi vorrà visitarci. Un bel blog e un brutto nick (come un bel blog e un titolo a casaccio) sono un pessimo inizio.

Un altro errore, a mio avviso da evitare è la scelta di un nickname che altro non è se non il nome e cognome di un’altra persona magari famosa. È una forte spersonalizzazione del proprio ruolo di blogger che non sempre ha ricadute positive sul proprio lavoro e comunque crea una falsa aspettativa in chi ci visita pensando di trovare un blog fanclub dedicato a quella tal persona. A meno che non sia proprio questo l’effetto voluto, il blog rischia di nascere già fortemente caratterizzato in negativo, con il rischio concreto di subire un’azione giudiziaria per cybersquatting.

Il nick e il titolo devono quindi essere coerenti con il carattere del blog, con i suoi contenuti e contribuire non solo a fare da cornice per le opinioni che si vorranno esprimere, ma anche da contenitore, da sfondo per i post che si vorranno pubblicare. La scelta si impone dunque come un problema innanzitutto di coerenza stilistica, ma anche di congruità interna dando l’impressione di avere le idee chiare su quello che si vuole dire e trasmettere attraverso il blog.
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