Generi letterari e argomenti tematici

I racconti (più o meno brevi) pubblicati su questo blog non abbracciano un unico genere letterario.

A volte sono di genere noir (–> Lo spezzatino alle mille erbe) o Il settimo maggiordomo) a volte surreale (–> Il tappo viola), a volte ‘verista’ (–> Lo sfrigolio delle stelle) come lo può essere i ‘Racconti della beccaccia’ di Guy de Maupassant, a volte, ancora, di genere completamente diverso come l’horror (–> L’occhio), o il “leggero” (–> Angelo Custode cercasi… o Ogni Cometa ha il suo Presepe) o ancora da “commediola all’italiana” (–> Kamurdesen). Ma mi rendo conto che questo è un mio limite e non un vantaggio, perché i lettori non sono tutti uguali e chi predilige un genere letterario a volte detesta uno diverso.

Ma è il mio modo di scrivere e non ci posso fare nulla. Tutto questo succede perché in realtà non so mai cosa mi verrà in mente, quale sarà lo spunto iniziale su cui imbastire la storia e quale lo sviluppo ulteriore. E poi dipende molto dall’umore (mutevole) di quando scrivo, dalla giornata trascorsa, dagli avvenimenti e dalle vicissitudini della vita passata e da quanto può rimanermi impresso di ciò che percepisco vivendo (per avere un’idea di quello che accade nella fase creativa, sulla nascita degli spunti narrativi, vedi –> Dietro al racconto).

Il genere letterario che però prediligo maggiormente è quello che ritrae la realtà strizzando l’occhio al magico, all’inusuale e al misterioso, al genere definito comunemente come realismo magico (–> realismo magico).

Insomma mi piace scrivere quella storia dove il sogno è plausibilmente vero, come se ci fosse un’altra realtà strettamente confinante con quella di tutti i giorni, con mondi separati da un diaframma sottile che consenta, quando meno uno se lo aspetta, che momenti dell’uno si mischino a quelli dell’altro in una sorta di osmosi impalpabile e quasi impercettibile.

Non si tratta quindi di fantascienza, quanto piuttosto di qualcosa di meno e nello stesso di tempo anche di qualcosa di più, di una zona grigia (o multicolore, non fa differenza) a stretto contatto con il reale, tale da alterarne i contorni per farlo diventare un’area incerta e liquida di verosimiglianza e di osmosi continua, tanto da non riuscire più a comprendere se si sia ancora nell’ambito del reale o dell’irreale (un confine peraltro che il progresso, la cultura, la sensibilità delle persone ha spostato molteplici volte). Chi ha letto Buzzati, Kafka, Saramago, Vargas e Murakami, solo per ricordare alcuni autori a me molto cari, sa quello che intendo dire.

(Per saperne di più sui miei personali credits letterari, vedi –> Crediti letterari e la relativa infografica –> Infografica dei crediti letterari, immagine qui a lato).

La difficoltà nello scrivere questo tipo di narrativa è di riuscire a tracciare una trama accettabile per il lettore facendo appello a quel patto narrativo che con lui si stringe sin dalla stesura dell’incipit e che, appunto, non si dovrebbe tradire mai. La credibilità di un racconto, dove l’impossibile/possibile è sempre presente come un velo impalpabile, viaggia su un filo sottilissimo di plausibilità che può rompersi da un momento all’altro con il rischio di cadere in una irrealtà inaccettabile.

Un discorso a parte merita il genere horror o più precisamente il genere creepypasta –> Creepypeezza. Mi piace moltissimo scrivere anche questo tipo di racconti ma, diversamente dalla fantascienza (altro genere che prediligo) non mi attraggono i relativi film. Forse la spiegazione è da ricercarsi nel fatto che sono rimasto “traumatizzato” da piccolo dallo sceneggiato televisivo Belfagor –> Belfagor il fantasma del Louvre (che c’entra ben poco con il creepypasta, mi rendo conto) e che mi ha segnato profondamente. Anzi, ogni volta che scrivo creepypasta, lì per lì mi diverto, e poi mi impressiono, io per primo, per quello che ho scritto, tanto che dopo aver corretto e pubblicato il racconto mi guardo bene dal rileggerlo perché poi me lo sognerei di notte.

Anche per le storie di genere horror e di fantascienza il rischio di infrangere il patto narrativo, di cui si parlava prima, e quindi di giocarsi la credibilità del lettore, è molto elevato sicché anche qui occorre sempre fare molta attenzione a non scendere mai sotto la soglia della verosimiglianza (peraltro ancora più critica per il genere fantascientifico).

I racconti possono essere letti anche per tematiche ricorrenti.

Per poterle visionare basta inserire nel textbox di ricerca, che puoi trovare in alto nella colonna di destra della homepage (vedi immagine appena qui sopra) la tematica relativa o cercarla negli ‘Argomenti in nuvola’ sempre nella colonna di destra della homepage (immagine qui a lato) cliccando sopra alla relativa voce.

Ecco le tematiche ricorrenti:

  • Gli Amici di Poggiobrusco (tratta di storie che hanno per protagonisti appunto tali personaggi);
  • Il PM dr. Sbarbaro (racconti di un PM fuori dai cliché);
  • Casa Isbbarrìa (storie di una coppia anziana sposata da diversi anni);
  • Caffè letterario (i racconti pubblicati sull’omonimo blog);
  • Fiabe (racconti per i più piccoli);
  • Racconti storici (ambientati nei secoli passati);
  • Racconti surreali;
  • Spiro Tanz;
  • Creepypasta.
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Ultimo aggiornamento: 27 gennaio 2019
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–> Crediti letterari di Briciolanellatte Weblog

2 pensieri su “Generi letterari e argomenti tematici

  1. Mi sono incuriosita e ho letto che il termine Realismo Magico talvolta si riferisce all’opera di pittori che servendosi di una perfetta tecnica realistica cercano di rendere plausibili e convincenti le loro visioni fantastiche…quindi ho pensato che ti cimenti anche nel dipingere…magari sei portato anche a disegnare…hai mai provato??? In molti scritti mi suggerisci questa idea!!!

  2. Ti ringrazio per aver deciso di seguire il mio blog ma mi premeva farLe i miei più sentiti complimenti per il suo. Sarà un piacere seguire i suoi aggiornamenti. Vedo che il Suo lavoro è stato ed è veramente ricco e attento. Complimenti!!!

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