La cellula creativa – Da dove la storia trae origine

Donna-che-osserva-un-drago-di-pietraSono molteplici gli spunti da cui trarre una valida idea creativa per una storia.

Se ne è parlato nell’articolo –> Come allenare il muscolo della fantasia, in questa stessa Sezione, cui rimando per un approfondimento.

Qui voglio invece trattare delle ipotesi in cui gli spunti narrativi nascono dalla vita reale (sullo stesso tema vedi anche –> Osservare per scrivere – La realtà come spunto creativo).

Spesso mi capita di rimanere attirato, nella vita di tutti i giorni, da un qualche particolare che mi colpisce.

Si tratta per lo più di un semplice ‘fotogramma’ di vita vissuta che si impone alla mia attenzione per una sua propria peculiarità, per il fatto di rappresentare una specie di microfrattura nel corso ordinario e atteso degli eventi. Farò qualche esempio.

Il post –> Big Mac nasce da una scena, cui ho assistito mentre stavo pranzando di fretta da McDonald’s.

La composizione delle persone al tavolo che avevo di fronte era diversa da quella poi descritta nel racconto, ma questo poco rileva perché l’idea traeva spunto dal semplice gesto di un uomo che, a un certo momento, mentre stava cercando di godersi il suo hamburger, con le mani unte, passava un cellulare, che aveva appena squillato, alla persona vicina a lui.

Il gesto si è consumato in pochi secondi ma mi è rimasto impresso per il fatto che l’uomo in questione era visibilmente spazientito dal fatto di essere stato disturbato dalla telefonata e nonostante questo aveva dato ugualmente il cellulare agli altri commensali accondiscendendo, con evidenza, a una richiesta del suo interlocutore.

Non ero in grado di sentire nulla dei loro discorsi, ma quel frame, catturato in quel preciso attimo, mi faceva pensare a una ‘moglie-mamma’, apprensiva e appiccicosa, che aveva chiamato, per l’ennesima volta, la sua famiglia che si trovava in trasferta per motivi non meglio conosciuti.

Nel racconto –> Markusgià altrove preso ad esempio, trovandomi in una stazione ferroviaria, ero rimasto invece incuriosito dal comportamento di una persona che, vestita modestamente e con prominente pinguedine, nell’entrare a sua volta in stazione, era stata avvicinata da un ragazzo il quale, raggiuntola di corsa, le allungava un bicchierino di plastica da usare per la questua.

Quel particolare comportamento era apparso ai miei occhi del tutto inusuale (di qui la microfrattura con la realtà consueta, cui prima si accennava) se si pensa al fatto che ciò che normalmente ci si aspetta è che un clochard che chiede l’elemosina non si dimentichi del proprio (principale) ‘strumento di lavoro’ (in questo caso il bicchierino del caffè dove ricevere le monetine), né tantomeno ci si attende che sia una terza persona a porgerglielo (per poi sparire), come se il barbone fosse in realtà un attore che, salito sul palco, si fosse dimenticato di indossare, che so, la parrucca o un oggetto importante di scena; da qui il ‘suggerimento’ dell’esistenza di un’organizzazione di questuanti, di falsi indigenti descritto nella storia, individui che si spartiscono lucrativamente un territorio nelle nostre città per un guadagno facile esentasse, facendo leva sulla compassione e l’altruismo della gente.

Questi spunti, che io chiamo cellule creative (o immagini-starter o cellule di racconto, come ho già avuto modo di precisare nell’articolo sovra citato) hanno in sé il germe di tutta una storia, bastando infatti dipanarle e svilupparle partendo da esse. Ciò pone peraltro in evidenza il fatto che, alla base della predisposizione creativa (che non può tuttavia mai mancare, perché il carburante ha pur sempre bisogno di una fonte di innesco) c’è l’osservazione del reale.

La vita di tutti i giorni è infatti ricchissima di micro idee, basta solo vederle e annotarle. Osservare è peraltro molto importante, non solo per gli spunti d’ordine primario, ma anche per cogliere altre particolarità degne di essere inserite nei racconti per impreziosirli e personalizzarli.

Così, ad esempio, mi trovavo in montagna, in una delle mie passeggiate estive, quando, in un momento di relax, vedo passare nella valle sottostante una nuvola a forma di mucca (almeno così mi era sembrata) che procedeva all’incontrario, con la bocca aperta, come se si lamentasse di essere trasportata in quel modo.

Poco dopo, la forma iniziava a sfilacciarsi facendo perdere alla mucca parte dei suoi pezzi, vale a dire il quarto posteriore, la larga schiena, le zampe anteriori, mentre, sempre con la bocca spalancata, continuava a muggire procedendo speditamente all’indietro, come risucchiata da un immaginario Grande Aspirapolvere che la stava sfaldando. Un’immagine davvero curiosa, da riprodurre in una storia, per sottolineare, per esempio, un forte turbamento emotivo del protagonista.

In un’altra occasione, seduto a un tavolino a cenare (l’osservazione regna sovrana nei momenti di attesa), mi sono accorto che la mia attenzione continuava a essere attratta dal polpaccio di una giovanissima ragazza seduta a un altro tavolo accanto a me; ma non perché fosse sexy, tutt’altro, quanto piuttosto per il fatto che la sua parte anatomica fosse ‘decorata’ da un complicato tatuaggio, a colori, peraltro  brutto, che dalla caviglia, nascosta dalla scarpa, le arrivava all’incavo del ginocchio e proseguiva fin sotto gli hot pants.

Anche quell’immagine così icastica, sarebbe potuta essere riversata in un racconto per caratterizzare un dato personaggio e sottolineare, magari, l’esistenza di un contrasto non immediatamente percepibile (ma conosciuto dal solo lettore) tra il viso dolce, ‘acqua e sapone’, mostrato dalla ragazza al suo ospite, e il tatuaggio tribale, nascosto sotto il tavolo, che rimanda a una personalità più complessa e sfaccettata.
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IN CONCLUSIONE

Dunque, ricapitolando, di cosa si è parlato in questa pagina:

la realtà offre tutti i giorni materiale originale utile per scrivere o arricchire una buona storia; l’unico modo che si ha per acquisire questa mole inesauribile di informazioni è non smettere mai di osservare anche in dettaglio quanto ci circonda: come sono fatti gli oggetti, come si comportano gli animali, cosa fanno e cosa dicono le persone nella loro quotidianità, come accadono gli eventi naturali, quali i colori, i profumi, le atmosfere che creano. E tanto altro.

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