Baionetta

La baionetta è una forma particolare di daga (vale a dire di piccola spada) che viene applicata alle armi da fuoco lunghe. Un tempo veniva innestata direttamente alla canna del fucile, cosa che impediva però di sparare; successivamente fu prevista la possibilità dell’incastro nell’apposito alloggiamento a fianco della canna del fucile. Era usata per i corpo a corpo quando erano terminate le munizioni ovvero nelle cariche.

La giurisprudenza la ritiene arma propria, assimilabile ad arma da punta e da taglio, e non parte di arma da guerra. Ne consegue che il relativo porto abusivo integra la contravvenzione di cui all’art. 699 cod. pen. (Sez. 1, 7 luglio 1995, n. 4157, confl. comp. fra GIP Trib. Trieste e Pret. Trieste in proc. Rossini, rv. 202226 v. 144317; rv. 129516; rv. 123186; rv. 89057, ed ivi citate; conf. rv.142221; conf. rv. 138599; Sez. 1, 30 ottobre 1980, n. 3745, Mirabelli, rv. 148518).

È stato stato deciso che la baionetta, per la sua autonomia strutturale, non costituisce una parte integrante del fucile, per cui anche senza di esso e, quindi, senza i relativi innesti, conserva le caratteristiche di arma bianca, perché rimane immutato l’impiego di essa come tale, pur se con modalità parzialmente diverse (rv. 121655; rv. 129516; rv. 149518; Sez. 1, 14 febbraio 1986, n. 5045, Calvi, rv. 172998).

Alcune decisioni hanno ritenuto invece la baionetta arma da guerra in quanto tuttora in dotazione dell’esercito italiano quale strumento sia autonomo sia integrativo del fucile (rv. 151853; rv. 142220; rv. 144317; Sez. 5, 17 dicembre 1982, n. 2494, Mastrobisi, rv. 158018); questo assunto non è corretto perché l’ultima volta che la baionetta è stata usata dall’esercito italiano è stato quando fu montata sul fucile Carcano mod. 91/38 e varianti e sul mod. 91/41 nella seconda guerra mondiale.
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