Aperto per ferie

siamo-apertiCi si chiede spesso come comportarsi con il proprio blog quando è estate e si vuol prendere un periodo di vacanza (ma il discorso potrebbe valere anche per le festività natalizie). È bene continuare a scrivere? O è giusto, se lo si vuole, interrompere? E, in quest’ultimo caso, è meglio ‘avvertire’ i propri follower che per un certo periodo non si pubblicherà o è sufficiente smettere di scrivere?

Occorre subito chiarire che amministrare un blog per diletto non implica di per sé, com’è ovvio, alcun obbligo (giuridico o morale) verso terzi. Vanno in ferie le ditte e le società commerciali con i relativi siti web sicché perché mai non dovrebbe sospendere le pubblicazioni chi gestisce il blog solo per hobby?

Vi è da considerare tuttavia che, contrariamente a quello che succedeva qualche anno fa, ora si ha la possibilità di essere connessi pressoché sempre, anche quando si è in vacanza su un isola sperduta o in mezzo alla foresta tropicale. Forse solo se si è aggrappati a un tronco in balia delle onde in pieno oceano indiano o se ci si è avventurati in alcune zone (molto) inospitali del globo si è realmente disconnessi (ma non ne sono però poi così tanto sicuro); in tutte le altre circostanze c’è la ‘chiavetta’ del nostro gestore di fiducia, il satellite, il wifi gratuito dell’albergo che ci ospita. Del resto, basta dare un’occhiata a Twitter o a Facebook nei periodi estivi per rendersene conto: la flessione di tweet e di status è davvero minima.

Questo significa che l’utenza, quella cioè che (tra l’altro) dà un’occhiata al proprio blog e a quello degli altri (per vedere chi è passato e ha lasciato un commento) per non parlare appunto dei social network, non è mai del tutto sloggata sicché l’alibi secondo cui ‘è inutile che pubblico un post sul mio blog tanto sono tutti in vacanza’, non vale più e, per giunta, pure da qualche anno. Se si vuole quindi prendersi una pausa dal web e soprattutto dal proprio computer (per quanto, come si sa, è possibile postare persino dal cellulare) lo si faccia, ma senza vantare scuse di sorta.

Si deve poi tener conto che l’utenza del blog non è tutta uguale. C’è il cosiddetto ‘zoccolo duro’ formato da affezionati fan che leggono puntualmente tutto ciò che pubblichi e che commentano di conseguenza (o, almeno, il più delle voltelo fanno); c’è un secondo gruppo, ben più nutrito, di frequentatori assidui che vanno e vengono dalle tue pagine senza una precisa regolarità; c’è infine un numero (imprecisato) di ‘numeri unici’, vale a dire di persone che arrivano sul tuo blog per la prima (e a volte unica) volta e che possono ‘rimbalzare’ immediatamente (andare cioè via subito, perché hanno capito che non era la pagina che cercavano) oppure possono rimanere e leggere qualcosa e non tornare mai più (perché non ritrovano il tuo blog o perché si dimenticano di te o perché non gli è rimasto impresso quello che hanno letto) o tornare da lì a un tempo imprecisato, quando ricapiterà per caso, per poi magari passare (forse) a ingrossare la fascia intermedia dei frequentatori assidui e, un giorno, transitare nel primo gruppo.

Come si capisce da questa schematica (e superficiale) classificazione, solo il primo gruppo (non sempre cospicuo di per sé, ma ciò dipende da come avrai saputo lavorare con i contenuti e l’autopromozione del sito) è (relativamente) stabile e aspetterà fedelmente il tuo ritorno. Il secondo e il terzo, che si basano invece sulla frequenza delle pubblicazioni e sulle novità, ne risentiranno. I post nuovi creano infatti volume di ‘ascolto’, sono dei moltiplicatori di interesse, di aggregazione, di collegamento, sicché tutto ciò che fa cessare a monte questa complessa sinergia ha una ricaduta negativa in punto di visibilità del blog. Se quest’ultimo profilo non ti sta però a cuore, allora un periodo di totale distacco non può che farti bene, mentre, al contrario, se sei attento al numero dei tuoi visitatori, ai progressi ottenuti nel tempo in punto di audience, non puoi non tenerne conto.

Se si è deciso per una pausa estiva è consigliabile, in ogni caso, lasciare anche un breve saluto sulla propria homepage dando appuntamento ai visitatori per quando si deciderà di far rientro. Non è solo una questione di buona educazione (perché questo aspetto, al giorno d’oggi, è davvero ben poca cosa, se non addirittura démodé), ma è un modo come un altro per far comprendere, a chi ci legge e ci segue, che il blog non è stato abbandonato e che, chi vorrà, potrà aspettare un nuovo post al termine delle ferie.
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