La befana che verrà

Ho un problema. Da qualche giorno, dalla notte di Natale per essere precisi, c’è un signore che si sta lamentando in casa mia. Ha una pancia prominente, non smette mai di bofonchiare ‘oh, oh, oh’ ed è incastrato nel caminetto della sala. È vestito pure di rosso e sostiene di essere Babbo Natale. Io gli ho fatto notare che Babbo Natale non esiste, ma lui per tutta risposta mi ha messo il broncio. Ho chiamato i Vigili del Fuoco che, scusandosi di non poter intervenire, mi hanno cortesemente chiarito che non compete loro sturare le cappe dei camini e che avrei dovuto semmai rivolgermi a uno spazzacamino che mi risulta essere una figura pressoché estinta con Mary Poppins. Mi hanno però anche detto di star tranquillo perché tanto Babbo Natale non esiste. La signora Pina, del primo piano, da brava massaia metropolitana, mi ha consigliato di mettere a dieta l’intruso fornendomi le ricette a base di semolino e cicoria: se dimagrisce, infatti, secondo lei, prima o poi finirà per liberarsi. Sarebbe insomma forse tutto risolto se non fosse che ho ricevuto una email, non firmata, da una fantomatica signora webmaster del sito vivailseigennaio.com, con cui mi avverte che quest’anno non potrà passare da me perché, da sopralluogo effettuato, ha trovato la strada ostruita. Le ho scritto che, per lasciarmi il solito carbone, la befana può anche passare dal retro e mollare il sacco sullo zerbino, come le altre volte, insomma. A stretto giro di spam, la stessa mi ha però risposto con un laconico e significativo: ‘Befana ci sarai tu, maleducato!’. E poi dicono che le feste non mettono ansia.

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