Era per oggi? – Dietro al racconto

L’idea per il racconto ‘Era per oggi?’ mi è venuta, curiosamente, a partire dal film che ho visto sabato sera alla televisione: ‘Don Camillo monsignore… ma non troppo’ di Carmine Garrone (1961).

In realtà si tratta di un film che ho visto non so quante volte, ma che non riesco a far a meno di rivedere quando viene riproposto. Mi piacciono in particolare, oltre all’ambientazione in sé, i due attori principali, Fernandel e Gino Cervi, ma soprattutto quest’ultimo per il quale ho avuto da sempre (insieme a Tino Buazzelli) una particolare predilezione. Mi piace poi il cinema d’antan perché lo trovo pieno di fascino.

E, come sempre faccio per i film che vedo (ma non solo per questi), cerco poi notizie di approfondimento sul web, giusto per entrare nel backstage e ‘dentro’ alla pellicola e capire di più e oltre le immagini.

Così non solo sono riuscito a ‘pescare’ l’interessantissimo articolo ‘Don Camillo sconosciuto’ sul blog ‘Il magro il grasso e il cretino’ (vedi –> il blog di Andrea Ciaraffa) che raccomando di leggere per chi è appassionato (come me) di cinema, ma ho letto anche che Fernandel, morto di tumore nel 1971 (cosa che gli ha impedito di terminare ‘Don Camillo e i giovani d’oggi‘, l’ultimo film della saga di Don Camillo e Peppone, mai completato dal regista Christian Jaque e rigirato da capo da Mario Camerini l’anno successivo con altri attori) riposa nel cimitero di Passy che, in vista della Tour Eiffel, si trova (diversamente dal monumentale Perè Lachaise e di quello di Montamartre) entro le antiche mura della capitale francese; Fernandel peraltro è tumulato accanto alle tombe, tra gli altri, di Manet e Debussy.

Sin qui nulla di strano, mi rendo conto, a parte la curiosità per queste semplici informazioni, se non fosse che mi si è stampata nella mente l’immagine di un cimitero che, all’improvviso, si mostra, all’ignaro personaggio (la signora Maria del racconto) con tutte le tombe scoperchiate; questo però non per una improbabile invasione di zombie ma (per una avvenuta prima del tempo) resurrezione dei corpi. Non so esattamente perché la tomba di Fernandel abbia innescato questo genere di spunto, ma così è stato.

Devo anche dire che, dopo aver scritto questa storia, sono stato molto incerto se pubblicarla o meno. Quando si toccano aspetti che hanno a che fare in qualche modo con la religione non si sa mai quali possano essere le reazioni (o gli equivoci) che si possono suscitare. Poi ho pensato che c’era molta ironia nel racconto e che, con la leggerezza del tono, poteva essere, tutto sommato, un ‘prodotto’ accettabile.

Mi è stato anche domandato se la signora Maria, nella storia, è, a sua volta, deceduta visto che vede i morti. Assolutamente no. Al contrario, è viva e vegeta (come padre Ercole del resto che nota sopraggiungere Mario in bicicletta) dal momento che il racconto è incentrato, appunto, sulla resurrezione di chi è morto sicché sono i vivi ad accorgersi di quanto accaduto. Anche se, in questo caso, è una resurrezione diversa da quella preconizzata e qualcosa non ha funzionato a dovere.
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4 pensieri su “Era per oggi? – Dietro al racconto

  1. fulvialuna1 – Cammino sempre a due metri da terra, la mia testa vive tra nuvole e venti, tra leggende e figure mitologiche, tra storia e arte....Come dice mio fratello, dovrei vivere in una torre, sulla montagna più alta del mondo; dovrei vivere tra libri, pennelli, tele, colori, stoffe.... Amo le alte vette, ma non disdegno il resto della natura, amo gli animali e il cuore me lo ha rubato un lupo. Amo tantissimo gli uomini che per me sono un mondo incredibile, ma le donne sono la mia forza,; non posso vivere senza bambini e senza le storie che raccontano gli anziani. Amo cucinare, cucire, dipingere, leggere, scrivere diari, scrivere su foglietti che viaggiano nella mia casa come avessero le gambe; mi piace il cinema, il calcio, le moto. Mi piace occuparmi della mia casa e del mio giardino...ma non sono Biancaneve e nemmeno Cenerentola, sono Paola, che per una serie di incredibili storie posso essere anche Penelope e anche Fulvialuna. Il mio sogno più grande è la pace nel mondo, questo mondo in cui cammino sempre a due metri da terra, ma quando ci appoggio i piedi resto ben salda ed è difficile spostarmi, tanto che il mio motto è "...il posto che mi piace si chiama mondo..."
    fulvialuna1 il scrive:

    Bellissimo!!! Il racconto e questo tuo interessamento al cinema di un pò di tempo fa…(il mio) che adoro, la serie di Fernandel e Cervi l’ho vista tutta. Un argomento così delicato a volte ha bisogno di un pò di leggerezza, l’importante è non offendere nessuno in particolare.
    Mi piace leggere quello che c’è dietro i tuoi racconti, questa tua idea di farlo sapere mi piace tantissimo.
    Quando dici che non sai perchè Fernandel ti abbia ispirato questa cosa…ho pensato che è un personaggio talmente singolare, vitale che verrebbe la voglia di conoscerlo.

  2. Tema interessante e divertente, quello delle resurrezioni non completamente riuscite. Mi hanno parlato bene di una serie tv che affronta un tema analogo: Les Revenants

  3. Bè non l’avrei capito mai che sotto sotto c’era Don Camillo…non ci sarei mai arrivata…è così simpatico da essere insospettabile…ahahaha…certo che se ognuno sapesse guardare oltre le apparenze la società avrebbe molte meno problematiche e si vivrebbe più serenamente!
    CIAO

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