Le uova di capinera

capineraUn’altra richiesta incessante che mi sono sentito rivolgere è quella delle uova di capinera.

Non ho trovato nulla di particolare sulla capinera, sui libri e sul web, che giustificasse un tale interesse se non che si tratta di un timido sìlvide che fa concorrenza all’usignolo quanto a verso melodioso (tanto da venire chiamato usignolo delle Canarie) anche se, a dire degli esperti, sembrerebbe un po’ meno bravo, anche se solo di un’incollatura.

Non saprei davvero giudicare. L’unico modo per dirimere la contesa, in questi casi, è mettere a confronto i due campioni canori –> usignolo e –> capinera.

In relazione specifica invece alle uova di capinera, che è il focus di questa pagina, ho potuto notare che il periodo d’accoppiamento è quello, diciamo, classico per questi passeracei, vale a dire i mesi caldi, tra maggio e luglio; il nido è di dimensioni piuttosto piccole (vedi l’immagine più sotto) ed è sempre ben nascosto perché si tratta di un uccellino piuttosto timido e diffidente.

La capinera è più prolifica dell’usignolo (cova due volte l’anno, 4-6 uova, di colore beige o mattone con puntini o macchioline scure) e, diversamente dall’altro collega canterino, il maschio si rende più concretamente utile in vari modi (vi è dimorfismo sessuale tra i due generi come si può osservare nella foto qui sopra: il maschio, a sinistra, ha il capo nero, la femmina, a destra, fulvo); collabora cioè attivamente nella costruzione del nido, durante la covata che dura per il classico periodo di due settimane (il maschio addirittura soppianta la femmina se dovesse succederle qualcosa) e anche nell’alimentazione dei piccoli. I nati vengono seguiti e nutriti anche se sono in grado di lasciare il nido dopo una decina di giorni.

Insomma, nulla di speciale, sembrerebbe dalla lettura delle schede tecniche, ma ecco due curiosità in relazione proprio alle uova.

Innanzitutto la strategia di difesa della covata. La capinera dimostra furbizia in caso di attacco da parte di un predatore (in particolare da parte delle volpi che quanto a furbizia, sostiene la credenza popolare, non sembra sia seconda a nessuno) fingendosi malata o ferita per disorientare e allontanare dal nido la minaccia.

Inoltre, si tratta di uno degli uccelli più parassitati dal cuculo.

Nel senso che, come si sa, il cuculo, anziché costruirsi come tutti gli uccellini di buona volontà un nido tutto suo, va a depositare il proprio uovo nel nido di altre specie (ne sceglie addirittura tra cinquanta diverse) non prima però di aver letteralmente buttato a terra una delle uova della covata ospite per fare spazio al proprio. La capinera parassitata, non accorgendosi dello scambio o ubbidendo al proprio superiore istinto materno, cova anche l’uovo del cuculo. Una volta nato, il piccolo del cuculo, una delle prime cose che fa, anziché impiegare i propri sforzi per imparare a volare, butta già dal nido tutti gli altri piccoli nel frattempo nati (ma proprio tutti) e questo per poter essere il solo a essere nutrito. Per saperne di più –> Il pulcino assassino.

La raffinata spietatezza dell’azione pirata del cuculo sta nel fatto che, per poter meglio imbrogliare il nido parassitato e i suoi genitori, cova un uovo il più simile possibile alle altre uova, in modo da rendere possibile la confusione (nella foto qui a lato sono raffigurate le uova di capinera).

E quel che c’è di particolare è che se un cuculo è nato in un nido di codirosso, a sua volta, quando dovrà perpetuare a sua volta il suo parassitismo, sceglierà un nido di codirosso e così via per tutte le altre specie di uccelli via via prescelte. Si viene a creare, dunque, una specie di selezione parassitaria.

Sulla linea dell’evoluzione, anzi della co-evoluzione, il covare da parte del cuculo uova simili (quanto al colore) a quelle dell’uccello ospite (opzione che porta come si è visto all’azzeramento della nidiata parassitata) ha indotto l’uccello minacciato a cambiare a sua volta colore delle propria uova per potersi accorgere della differenza e buttare giù l’uovo intruso. Questa reazione difensiva ha portato il cuculo, che ovviamente non demorde dalla sua tecnica passiva, a mutare ancora il colore delle proprie uova al fine di perpetrare l’inganno. E così via.

Insomma, quando si nasce opportunisti…
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