Il nido del gufo

Gli strigiformi (vale a dire il gufo e i rapaci notturni in generale), dal punto di vista della nidificazione sono opportunisti. Non si costruiscono, in altre parole, il proprio nido come fa la maggior parte degli altri uccelli, ma utilizzano ripari già bell’e pronti come cavità naturali, anfratti nella roccia o nei tronchi degli alberi oppure impiegano luoghi appartati come sottotetti o solai abbandonati o sfruttano il nido di altri uccelli o addirittura tane create da altri animali.

Il gufo comune (Asio otus) sceglie anfratti nella roccia e cavità nei tronchi, solo occasionalmente nidifica in terra (questo vale anche per il gufo reale, Bubo bubo).

La civetta comune (Athene noctua) utilizza, come il gufo, spaccature nella roccia e tane di altri uccelli (come il picchio). Essendo la civetta diventata sinantropica (occupa cioè gli stessi spazi occupati ora dall’uomo) la possiamo trovare un po’ ovunque compresi comignoli e spaccature nel muro.

La civetta delle tane (Athene cunicularia) – foto in alto – che popola il continente americano, anche se non disdegna di crearsi una propria tana nel terreno scavandola, predilige quelle lasciate incustodite dal cane della prateria, da puzzole, da armadilli o da tartarughe. È il gufo più ad abitudini ‘terrestri’ nel senso che, dotata di zampe più lunghe degli altri rapaci notturni, è più facile vederla camminare piuttosto che volare (su questo rapace vedi questo video, con il commento in inglese –> civetta delle tane).

Il gufo di palude (Asio flammeus) – foto qui accanto – è uno dei gufi più diffusi negli areali paludosi di tutto il mondo e nidifica anch’esso a terra, tra l’erba di zone aperte, campi coltivati, brughiere o pianure; il nido lo costruisce la femmina, all’interno della tana (il che è raro tra i rapaci notturni che si accontentano di quello che trovano) adoperando ramoscelli ed erba secca.

Il barbagianni nidifica invece in edifici rurali abbandonati, nelle soffitte e nelle torri; non costruisce il proprio nido, ma si limita a occupare il luogo in sé. I contadini che conoscono l’utilità del barbagianni nel predare roditori e talpe ne agevolano la nidificazione con nidi prefabbricati (scatole di legno riposte nei fienili).

L’assiolo nidifica prevalentemente nelle cavità degli alberi, solo occasionalmente in fessure di rupi e casolari. Raramente cova in nidi dismessi.
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