Il venditore di ombrelli

Stavo prendendo il caffè sulla piazzetta di Lughi con ‘Gi che mi parlava del suo ultimo incarico; mi raccontava soprattutto di come la signora, che stava pedinando per questioni di ‘braghette’, – come le chiama lui − fosse furbissima nel far perdere le sue tracce mentre andava dall’amante.
Non c’era nessuno in giro: io e il mio amico sembravamo gli unici in quel primo pomeriggio un po’ assonnato. L’aria era satura di umidità, tanto che ad un tuono improvviso seguì, in pochi attimi, una pioggerellina quasi trasparente che volentieri vedevamo scendere al riparo dell’ampio ombrellone.
«Mi piacerebbe tanto sapere come fanno.»
«Come fanno chi?» mi chiese ‘Gi accendendosi la sigaretta.
«Come fanno alcuni extracomunitari ad essere così tempestivi a vendere gli ombrellini portatili.»
Poco distante da noi, infatti, un nordafricano aveva posato sul marciapiede una pila ben ordinata di piccoli e colorati ombrelli pieghevoli. Pareva si fosse materializzato dal nulla o che fosse cresciuto come un fungo dal marciapiede stesso.
«Chissà… non saprei» fece il mio amico poco interessato alla mia domanda.
«Sembra che sappiano in anticipo che pioverà. Non è possibile che abbiano a portata di mano i loro ombrelli, in così poco tempo…»
«Mah… sarà un caso…» mi rispose ‘Gi distratto.
Quindi riprese a riferirmi di quanto la signora lo stesse facendo diventare matto e come avrebbe dovuto dar fondo a tutto il suo repertorio di ‘segugio’ implacabile. L’argomento lo appassionava perché si era messo a gesticolare e a fumare nervosamente. Passò una mezz’oretta. Ad un certo punto vidi che l’extracomunitario si chinò a raccogliere i suoi ombrelli e a riporli delicatamente in un borsone nero. Dopo esserselo messo a tracolla con un gesto che sapeva di abituale e consumato tran tran, se ne andò a larghe falcate. E non era passato un minuto che si aprì un squarcio tra le nuvole bigie facendo filtrare un sole caldo.
«Oh bene…» mi disse sorridendo il mio amico «ha smesso di piovere. Facciamo due passi.»

24 pensieri su “Il venditore di ombrelli

  1. Atmosfera un po’ triste qui ( almeno è quello che ho percepito rispetto all’altro raccontino). Ma visto che io l’ho commentato il giorni dopo, spero che sia già più in forma che mai ( o di aver avuto una sensazione sbagliata).
    Roberto 🙂

  2. Ti auguro un we solare… la mia giornata ieri a Venezia è stata iperbagnata sighhhh ma sempre col sorriso ^__^ ti abbraccio forte dolcissima briciola… e scusa la mia latitanza 😛 ma sai sono una Locandiera molto impegnata ihihiihihiihi ciao a presto smackkk

  3. Sono appena tornato, ma domani riparto, anche se per pochi giorni. E’ sempre un piacere rileggerti. Anche se ho un mare di arretrati. Mi rifarò con calma. Un abbraccio, Briciola. Percival

  4. credo abbiano un auto nei paraggi con tutta la loro mercanzia da esporre all’uso o riporrere in caso di intrusi( vedi vigili) ma dimmi voleva sapere come ero fatta dentro chi?? mio marito o il medico?? 🙂 dolcepomeriggio

  5. Stupefacenti…… sopratutto come materializzano gli ombrelli dal nulla!!!!!!!! fino a 2 nanosecondi prima in mano avevano solo dei cd-braccialetti-collanine-accendini… e gli ombrelli????

  6. Sabato ci è capitato di dover comprare un’ombrella da un extra-comuntario-nn so se hanno il sesto senso o cosa-sono solo contenta che ci siano-altrimenti era un bagno assicurato-ciao-buon week-end-daisi

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