Il Bloggator cortese

Tempo fa una blogger intraprendente e dal marketing aggressivo, che avevo conosciuto per una collaborazione, mi sorprese nel definirmi ‘bloggator cortese’: con tale caratterizzazione mi segnalò addirittura sulla sua home page con tanto di link che puntava al mio sito. Espliciti riferimenti a una mia pretesa ‘gentilezza’ di modi (che francamente mi sembravano ‘normali’ e non certo degni di nota) mi sono stati fatti da allora anche da altri blogger facendomi comprendere che al giorno d’oggi, come ho avuto modo di scrivere altrove, la cortesia sorprende sempre, cosa che, se ci si pensa bene, non dovrebbe mai essere così.

Alcuni anni fa (nemmeno poi tanti), quando i naviganti su internet costituivano un manipolo sparuto, ma già si sentiva la necessità di tracciare un confine tra comportamento educato e comportamento inurbano, si parlava di netiquette.

Poi la fruizione del web è diventata un fenomeno di massa (ora persino un indio della foresta amazzonica ha il suo sito per vendere lingue di pappagallo per corrispondenza) e il termine netiquette è diventato desueto, come la ‘transumanza abruzzese’, la ‘messa in piega’  e il  ‘mangiadischi’ tanto che nessuno più ne parla o sa cosa sia; le norme comportamentali di un tempo sono state di gran lungo superate da un (più pratico e meno elitario) modello ‘basic’ di condotta, molto simile a quello che istintivamente applichiamo nella vita di tutti i giorni (per strada, al bar, sull’autobus) per rendere possibile (e sopportabile) la convivenza con il prossimo (un qualcosa di simile al non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te). Mi viene in mente, chissà perché, il raffronto tra gli automobilisti di oggi e quelli del primo Novecento quando, ogni qualvolta dovevano attraversare una crocevia, scendevano dalla macchina e si mettevano in mezzo all’incrocio a far schiamazzi e suonare più volte  la tromba per avvertire che sarebbero passati.

Esistono comunque a mio avviso delle regole generali di bon ton da adottare sul web soprattutto quando si gestisce un blog, proprio perché la cortesia, alla lunga, ripaga (quasi) sempre, oltre che essere espressione di senso civico e strumento (minimo) di solidarietà sociale.

Innanzitutto i contenuti del blog non devono mai essere offensivi o blasfemi. Si possono esprimere convinzioni o trattare argomenti che ci appassionano senza per questo insultare chicchessia o offendere la sensibilità altrui. Il diritto di dire la propria opinione si ferma sempre (o di dovrebbe fermare) davanti al diritto degli altri di averla nel modo diametralmente opposto; nessuno deve ritenersi a mio avviso depositario della verità, in qualunque campo si voglia discettare, né ritenere che l’unica opinione giusta sia e quella degli altri spregevole e, come tale, da ridurre al silenzio a male parole.

La critica, anche se aspra, deve essere per lo più ben accetta nell’ambito di un confronto dialettico; ingiuriare serve solo ad attirare l’attenzione dell’interlocutore sull’insulto e non certo per fargli cambiare idea.

Una seconda forma di buona educazione è quella di non rimanere mai anonimi se si lascia un commento a un post (per un approfondimento sul punto, in questa stessa Sezione  –> Tipi da Blog ; quando non si ha un account basterebbe firmarsi con il proprio nome all’interno del commento; anche se ciò non consente l’individuazione immediata del soggetto che scrive da parte di chi legge, darà quanto meno la tranquillizzante sensazione che chi ha lasciato quella opinione si è anche preso la responsabilità morale di ciò che afferma. Spesso l’anonimato autorizza invece i più maleducati a lanciarsi in antipatiche invettive (sul problema della gestione dei commenti –> No comment), dimenticando che l’anonimato è sul web in realtà solo apparente essendo facilissimo risalire, come si sa, tramite l’IP del computer registrato sul log del server, all’autore dello scritto, anche se si utilizzasse il sistema Thor.

Dunque firmiamoci, anche e soprattutto quando si comunica con un’altra persona via email o ‘in privato’. Se gli altri ci conoscono con il nick tipo ilcoguarodellenevi o farfalla87, firmare il messaggio con il proprio nome di battesimo può essere non solo un comportamento gentile, ma anche un gesto di educata apertura verso gli altri.

La (sana) diffidenza nei confronti degli estranei in questi casi è mal riposta in quanto anche se il nostro interlocutore sa qual è il nostro nome di battesimo, ciò non significa necessariamente che lo troveremo sotto casa alle due di notte a spiare dentro casa dalle tendine del bagno (magari lo farà lo stesso, ma solo dopo aver letto tutte le abbondanti informazioni improvvidamente lasciate su Facebook) ma aiuta ad allacciare un rapporto interpersonale decente e minimo. Non bisogna dimenticare che gestire un blog su internet rappresenta un gesto comunicativo verso l’esterno, di natura indubbiamente interpersonale. Se non si vuole relazionare con le persone pensiamoci bene prima di aprire un blog. Si rischia di tenere un comportamento schizofrenico o quanto meno poco comprensibile.

Un’altra buona norma è ‘rispondere’, non tanto (o, meglio, non solo) ai commenti scritti sul blog (io lo faccio di rado, ma solo perché non ho tempo, tuttavia riconosco che è una pessima abitudine) bensì anche alle mail e ai messaggi che vengano inviati in privato. Non c’è niente di più frustrante che constatare di non essere presi in considerazione dal proprio interlocutore, perché si sa, l’indifferenza è peggio di un cattivo riscontro. Le risposte inoltre devono essere sempre esaustive, ‘a tono’, sicché bisogna evitare di essere monosillabici o di scrivere qualcosa che starebbe meglio in un telegramma scritto di fretta. E bisogna sempre tenere a mente che la superficialità dei comportamenti si riflette sul modo di ‘essere blogger’. La credibilità e l’autorevolezza di un blogger passa attraverso non solo la sostanza dei suoi post ma anche la correttezza dei suoi rapporti sociali.

A volte basta poco per sentirsi e far sentir meglio. Il fatto che tra noi e gli altri ci sia un monitor e una rete di computer non ci autorizza a essere sgarbati. Un sorriso (virtuale) dà immensamente di più di quello che costa.
[space]

↵ ↵  torna all’indice Cose da Blogger

<– Blogosfera 2.0
–> Codice da vincere

<– leggi gli ALTRI SCRITTI

1 pensiero su “Il Bloggator cortese

  1. Ciao Briciolanellatte, sono decisamente d’accordo con te su quanto hai scritto. Ormai sembra che la gentilezza sia un difetto più che la normalità nella vita quotidiana. Buona serata. Elena

Lasciami un tuo pensiero Annulla risposta