In fila per le feste

Ebbene sì, questo potrebbe anche essere il mio testamento. Perché quando leggerete queste righe sicuramente sarò bloccato in macchina su qualche viadotto sotto un cartellone luminoso di quindici metri per otto che mi avvertirà di fare attenzione per probabili incolonnamenti. Sarò incastrato nell’unico interminabile serpentone che unirà l’Autosole da nord a sud, le mani sul volante, in fiduciosa attesa che l’interminabile fila davanti a me accenni a muoversi; sarò in preda alla confusione da stanchezza, da mancanza di caffeina nel sangue, di benzina nel serbatoio, di croccantini per il gatto che, torvo, mi guarderà furibondo dal fondo del trasportino. Insomma: un oblio lento e inesorabile che fa mal sperare. Approfitto quindi di queste poche righe per disporre quanto segue: voglio che sulla mia lapide sia scritto: ‘con l’augurio che, ovunque si trovi adesso, non sia in fila’; lascio il mio computer Mac multiaccessoriato con monitor da 19” alla signora Pina (quella del primo piano) che mi ha sempre detto che farebbe un figurone, da spento, sopra alla macchina da cucire Singer della povera nonna; lascio i miei sei vasetti di cactacee a certe persone che conosco perché le usino come… beh ci siamo capiti; lascio la mia raccolta di stampe e disegni su Santa Croce ai frati di Santa Croce perché si ricordino di quanto fosse bello per un fiorentino entrare e uscire dalla basilica a qualsiasi ora senza dover pagare il pedaggio come un qualsiasi turista. Tutto qui. Di più non ho. Però vi porterò nel cuore.

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