Il Palazzo dei Corazzieri

Non se l’aspettava davvero: di essere licenziato a cinquant’anni. Proprio adesso che aveva moglie e due figli; come avrebbe fatto a mantenere la sua famiglia?
Dopo le prime settimane di acuta disperazione, la prese come una inaspettata opportunità. Come in quel film americano dove il protagonista, che per lavoro faceva il ‘tagliatore di teste’, andava in giro per gli States a licenziare i dipendenti in esubero delle società in crisi finanziaria. Sì, dopo tutto, c’era quel suo vecchio sogno da realizzare che aveva dovuto accantonare quando aveva deciso di sposarsi e ora, che gli si era azzerata ogni prospettiva, poteva pensarci seriamente.
Così quel mattino si vestì con giacca e cravatta, anche se era non affatto necessario per una prova scritta (ma non si sa mai nella vita gli aveva sempre ripetuto la madre) e partì per la grande città. Il concorso era stato bandito da tempo, ma era riuscito a presentare all’ultimo momento le carte necessarie per potervi partecipare.
La notte dormì poco e il viaggio in treno lo incupì ancora di più perché le prime luci del giorno sembravano non voler più sorgere dal mare.
Arrivò al Palazzo dei Corazzieri, in pieno centro città, molto presto, ma c’era già una lunga fila di candidati che si snodava dal portone settecentesco riempiendo l’ampia Scalinata Monumentale e parte del Giardino dei Popoli. Erano tutti giovani o giovanissimi e, un po’ per l’età un po’ per il vestito, lo scambiarono per uno dei componenti la Commissione. Poi, all’improvviso, aprirono il portone massiccio e subito sciamarono dentro in migliaia, vociando e scherzando, come se fosse un giorno di festa. Il suo numero di candidato corrispondeva a un’aula enorme, forse la più grande tra le tante, dove il suo banco appariva ancora più minuscolo di quello che era. Non c’era neppure il suo nome e cognome sul pianale ma solo una serie impressionante di cifre. Si immaginò per un attimo dall’alto: pareva un’aringa in un mare di aringhe, in un oceano immenso.
Iniziarono a dettare un’ora dopo. In quello stanzone l’acustica era pessima e così sentì solo una parola su tre. Gli venne il panico. Se non avesse capito il tema come avrebbe potuto svolgerlo? Si guardò attorno, ma era l’unico che non aveva capito. Gli altri partecipanti erano tutti chini sul proprio foglio e stavano riportando diligentemente quello che avevano sentito.
Di lì a poco iniziò la prova e tutti si misero a scrivere come se non avessero aspettato altro. Chiese allora al vicino se gli dava la traccia ma gli rispose male. L’altro candidato non gli rispose affatto mentre il terzo minacciò di chiamare il sorvegliante.
Cominciarono a passare i minuti e con i minuti la prima mezz’ora. Non c’era nessun membro della Commissione cui rivolgersi per completare la traccia. Si stava agitando sempre più.
Intravide allora, mentre si recava in bagno, la figlia di una sua vecchia amica. Poteva farsi dare da lei il titolo completo. La intercettò mentre usciva dalla toilette.
No, non l’aveva capito neppure lei, gli disse, anche se lui aveva ben compreso invece che non era affatto vero; anche perché la ragazza gli rinfacciò che ricordava benissimo che lui aveva lasciato la madre vent’anni prima e lei bambina senza una spiegazione plausibile. ‘Ma diosanto‘, le obbiettò, ‘eri tanto piccola come puoi ricordarlo? E poi è una storia molto più lunga e complessa di quello che pensi e non è tutta colpa mia’. Ma lei, dura, gli suggerì di rivolgersi al pian terreno, alla stanza 88, lì gli avrebbero dato la traccia completa. C’era un ‘ufficio apposta’. Lui guardò l’orologio con angoscia: aveva perso un’altra mezz’ora.
Così scese alla stanza 88. Ma poi gli spiegarono, in realtà, che l’’ufficio apposta’ si trovava al piano superiore, alla stanza 108, che però non c’era. C’era invece la 107 dove un impiegato scorbutico, senza neppure alzare lo sguardo dal computer, gli fece notare che a quel piano non ci potevano stare i candidati e che l’ufficio che cercava era stato da tempo soppresso; sarebbe bastato del resto chiedere a un componente della Commissione. L’impiegato lo invitò quindi, in malo modo, a uscire dalla porta che indicava imperiosamente, porta che lui varcò senza convinzione. E infatti si ritrovò in un lungo corridoio spoglio e bianco che dava su porte tutte uguali e bianche. Non si capiva più a che piano fosse né in quale parte del palazzo dei Corazzieri si trovasse. Il mare che avrebbe dovuto essere a sud aveva lasciato il posto a vicoli stretti e bui dove il cielo sembrava non esistere. Infilò di fretta, non appena la scorse, la porta di fondo che recava un cartello con su scritto a mano ‘SALA CONCORSI’. La aprì ma si ritrovò in strada. Se ne accorse in ritardo non appena il portone si chiuse dietro di lui con lo scatto tipico di un trappola senza scampo. ‘Se faccio una corsa attorno al palazzo ritrovo la porta di ingresso e rientro da lì’ pensò. Controllò l’orologio. Si era fermato. Si mise a correre. Ma dopo aver svoltato a destra e poi ancora a destra per la seconda volta, invece di imbattersi nella Scalinata Monumentale trovò un mercato. Non era possibile! La scalinata doveva essere proprio lì, davanti a lui.
«Mi scusi» chiese con l’ansia che gli stava attanagliando la gola «il Palazzo dei Corazzieri… come ci arrivo da qui?»
Il vigile urbano, cui si era rivolto, lo guardò come se non avesse capito.
«Palazzo dei Corazzieri?» scandì poi lentamente alzando di poco il casco come per parlare meglio: «Guardi… non esiste un palazzo con un nome simile in città.»
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Leggi –> Dietro al racconto

37 pensieri su “Il Palazzo dei Corazzieri

  1. Alessandra Bianchi – Mi chiamo Alessandra Bianchi. Amo ballare, nuotare, il sole, il mare e il vento. Ho scritto un romanzo,"Lesbo è un'isola del Mar Egeo" (Borelli Editore, collana Pizzo Nero), che era reperibile nelle migliori librerie (Mondadori, Feltrinelli, etc.) e su vari portali (IBS, ad esempio); ma che adesso è esaurito. Il libro costava 12 euro. Il mio secondo libro si intitola "Sognate con me" ed è una raccolta di racconti, tratti dal mio blog. Costa 10 euro.
    Alessandra Bianchi il scrive:

    Concordo con Univers: Briciola-Kafka!

  2. E’ strano, in certi periodi della mia vita, faccio dei sogni ricorrenti nei quali esco da un luogo che riconosco per poi trovarmi in luoghi sconosciuti da cui non so più tornare indietro. Ho notato che questi sogni li faccio quando sono in apprensione per qualche cosa o per qualcuno.

  3. Ad essere sincera trovo superfluo il “dietro al racconto”: la storia mi piace tantissimo e mi sembra completa e perfetta così com’è, senza bisogno di specificare nulla. Ma forse sono di parte, per via delle innumerevoli volte in cui ho fatto sogni del tutto simili a questo…

  4. fulvialuna1 – Cammino sempre a due metri da terra, la mia testa vive tra nuvole e venti, tra leggende e figure mitologiche, tra storia e arte....Come dice mio fratello, dovrei vivere in una torre, sulla montagna più alta del mondo; dovrei vivere tra libri, pennelli, tele, colori, stoffe.... Amo le alte vette, ma non disdegno il resto della natura, amo gli animali e il cuore me lo ha rubato un lupo. Amo tantissimo gli uomini che per me sono un mondo incredibile, ma le donne sono la mia forza,; non posso vivere senza bambini e senza le storie che raccontano gli anziani. Amo cucinare, cucire, dipingere, leggere, scrivere diari, scrivere su foglietti che viaggiano nella mia casa come avessero le gambe; mi piace il cinema, il calcio, le moto. Mi piace occuparmi della mia casa e del mio giardino...ma non sono Biancaneve e nemmeno Cenerentola, sono Paola, che per una serie di incredibili storie posso essere anche Penelope e anche Fulvialuna. Il mio sogno più grande è la pace nel mondo, questo mondo in cui cammino sempre a due metri da terra, ma quando ci appoggio i piedi resto ben salda ed è difficile spostarmi, tanto che il mio motto è "...il posto che mi piace si chiama mondo..."
    fulvialuna1 il scrive:

    Un’illusione dettata dalla disperazione….mi da questa impresione.

  5. Birbo Bicirossa – Ciao, voglio avvisarti che proseguendo troverai due blog di pessima satira e dubbio umorismo. Un consiglio, non seguirmi credendo che contraccambierò, perché di solito non lo faccio. 😁🤪😉
    Birbo Bicirossa il scrive:

    A un certo punto ho pensato che quell’uomo volesse diventare un Corazziere, e che magari alla fine ci avresti rivelato che era alto solo un metro e venti.

    ^_-_^

    Vabbè, forse dovrei consigliarti di mangiare più leggero di sera, ma non voglio farlo, perché allora non potresti più raccontarci i tuoi incubi: quindi, all’opposto, ti consiglio di divorare grandi quantità di crostini al formaggio subito prima di andare a letto.

  6. Laura & Samantha – LAURA FAEDDA si è laureata in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali nel 2005 presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Pisa. Nel 2006 ha ottenuto l'abilitazione all'esercizio della libera professione di Dottore Agronomo e Forestale. Nel 2010 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Produzioni Animali Sanità e Igiene degli Alimenti nei Paesi a Clima Mediterraneo. Ha lavorato in Italia e in Spagna nell'ambito della microbiologia degli alimenti, analisi organolettica e certificazione di qualità. È autrice e coautrice di pubblicazioni scientifiche nell'ambito della sicurezza alimentare e della valorizzazione dei prodotti alimentari tipici italiani. Attualmente si occupa di controllo qualità presso un'industria di prodotti lattiero-caseari e offre consulenze in ambito di H.A.C.C.P. @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ SAMANTHA NAPOLI si è laureata nel 2001 in Scienze Naturali presso l'Università degli Studi di Genova. Durante il periodo di svolgimento della tesi ha frequentato l'istituto di Igiene dell'Università di Genova dove ha effettuato controlli su alimenti di vario genere (miele, carne, pesce, latticini) e sull' acqua per la ricerca dell’eventuale presenza in essi di radionuclidi quali 40K, 212Pb, 226Ra. Nel 2002 ha svolto uno stage in laboratorio presso un'azienda che opera nel settore dei prodotti fitoterapici, nutraceutici, dietetici ed integratori alimentari dove eseguiva analisi microbiologiche e chimico-fisiche delle materie prime per la realizzazione dei prodotti. Nel 2005 si è laureata in Tecniche di Laboratorio Biomedico presso la facoltà di Medicina dell' Università degli studi di Genova. Nel 2010 ha conseguito il Master di Primo Livello in “CITOPATOLOGIA DIAGNOSTICA DEGLI SCREENING DI POPOLAZIONE e dal 2012 si occupa della lettura al microscopio dei pap test di screening per la prevenzione del tumore cervico-vaginale.
    Laura & Samantha il scrive:

    Che ansia, davvero! Uno di quei sogni che non ti lasciano scampo! Laura

      • Laura & Samantha – LAURA FAEDDA si è laureata in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali nel 2005 presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Pisa. Nel 2006 ha ottenuto l'abilitazione all'esercizio della libera professione di Dottore Agronomo e Forestale. Nel 2010 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Produzioni Animali Sanità e Igiene degli Alimenti nei Paesi a Clima Mediterraneo. Ha lavorato in Italia e in Spagna nell'ambito della microbiologia degli alimenti, analisi organolettica e certificazione di qualità. È autrice e coautrice di pubblicazioni scientifiche nell'ambito della sicurezza alimentare e della valorizzazione dei prodotti alimentari tipici italiani. Attualmente si occupa di controllo qualità presso un'industria di prodotti lattiero-caseari e offre consulenze in ambito di H.A.C.C.P. @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ SAMANTHA NAPOLI si è laureata nel 2001 in Scienze Naturali presso l'Università degli Studi di Genova. Durante il periodo di svolgimento della tesi ha frequentato l'istituto di Igiene dell'Università di Genova dove ha effettuato controlli su alimenti di vario genere (miele, carne, pesce, latticini) e sull' acqua per la ricerca dell’eventuale presenza in essi di radionuclidi quali 40K, 212Pb, 226Ra. Nel 2002 ha svolto uno stage in laboratorio presso un'azienda che opera nel settore dei prodotti fitoterapici, nutraceutici, dietetici ed integratori alimentari dove eseguiva analisi microbiologiche e chimico-fisiche delle materie prime per la realizzazione dei prodotti. Nel 2005 si è laureata in Tecniche di Laboratorio Biomedico presso la facoltà di Medicina dell' Università degli studi di Genova. Nel 2010 ha conseguito il Master di Primo Livello in “CITOPATOLOGIA DIAGNOSTICA DEGLI SCREENING DI POPOLAZIONE e dal 2012 si occupa della lettura al microscopio dei pap test di screening per la prevenzione del tumore cervico-vaginale.
        Laura & Samantha il scrive:

        Quando, mentre dormo, mi scappa la pipì, non riesco a svegliarmi subito e allora faccio dei veri e propri incubi dove mi succedono cose assurde e in nessun modo riesco a fare pipì. Quando poi finalmente mi sveglio corro in bagno e la pipì ci mette una vita a svuotare la mia vescica mentre io cerco di continuare a dormire …una TORTURA! LAURA

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    nonsolocampagna il scrive:

    Ho letto che dietro al racconto c’è un sogno ma a me è sembrato un incubo! Mi sono ricordata della prova scritta dell’unico concorso che ho fatto ed ho vinto. Enorme salone (gli iscritti furono 22.000p, gente gasata, io stavo malissimo per qualcosa che ho curato per quasi due anni

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      nonsolocampagna il scrive:

      Mi è partito già il commento. Lo completo dicendo che ad un certo punto conclusi il tema pensando che tanto non avevo speranze di farcela. Uscii nel sole d’estate di Roma, caldissimo, e, mentre aspettavo un autobus che non arrivava mai, un esibizionista poco distante faceva bella mostra di sé. Tutto vero, ma sembrava un incubo.

    • Sì, infatti. E’ un incubo (il mio) che nasce proprio da una esperienza simile a quella che ricordi tu.
      Per chi l’ha provato è una prova di resistenza soprattutto psicologica, oltre che fisica se si pensa che si può sviluppare (come è accaduto a me) anche su tre giorni di seguito.

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        nonsolocampagna il scrive:

        Chi partecipa ai concorsi pubblici, per la spersonalizzazione che questi rappresentano, merita già una medaglia al valore.

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            nonsolocampagna il scrive:

            Purtroppo! Se pensi poi che, dopo tanta fatica, prenderai inizialmente circa 900 euro da diplomato e 1300 da laureato non ti ritroverai a fare grandi abbuffate.

            • Vero. Però ti ritrovi tra quelli (che non sono affatto tanti) che ce l’han fatta.

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              nonsolocampagna il scrive:

              Proprio così.

            • Certo, se sono polli ruspanti e allevati a terra, sono anche medaglioni di valore!

  8. Troppo forte: sei meraviglioso nel descrivere l’ansia del candidato alle prese con tutti gli errori possibili: a partire dal non capire la traccia al proseguire con i tuffi nel passato…bel pezzo davvero

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