La bottega fuori porta

L’uomo si aggirava tra le teche e le vetrine con passo lento e pensoso.
«Posso esserle d’aiuto?» disse il titolare raggiante comparendo alle sue spalle, «quelle che vede qui sono le pistole di piccolo calibro, laggiù invece ci sono le 357, le 38 e le 45». Il cliente annuì gravemente. «Siamo una piccola ditta» proseguì solerte l’omino con il cranio pressoché pelato e la riga dei capelli imperlati di forfora che gli arrivavano all’altezza della nuca «ma in questa ‘bottega della dolce dipartita’, forniamo assistenza sia pre che post». Il cliente lo guardò da sotto il cappello con aria interrogativa, chiedendosi perché quell’uomo ci mettesse così tanto entusiasmo in quel che diceva. Il titolare, interpretando invece quello sguardo come se il suo interlocutore ne volesse sapere di più, continuò: «prestiamo cioè assistenza gratuita sia nell’aiutare a stendere un valido testamento che nell’organizzare esequie di qualità a prezzo contenuto».
«Potrebbe anche tornare utile…» esordì l’uomo con il cappello spostandosi nella stanza vicina «…sono un bel po’ di seccature in meno».
«Esatto!» disse il titolare facendo combaciare i polpastrelli di entrambe le mani. «Noi due ci capiamo al volo! Ne ero sicuro! E in quest’altra stanza…» trillò gioioso superando di lato il cliente con una mossa rapida «…ci sono le esemplificazioni di tutti i tipi di suicidi possibili. Noi forniamo il materiale necessario e con un modestissimo sovrapprezzo insegniamo pure le metodologie e i trucchi per un successo garantito. Da noi, niente falsi tentativi: one shot is hot è il nostro slogan (che è molto più bello di one shot is the last, che poi è quello che mio fratello mi ha imposto…)». Lo sguardo del cliente si era fatto nuovamente distante. «Ovviamente…» precisò all’improvviso serio il titolare «…noi insistiamo caldamente perché lei desista dal suo insano proposito e…»
«Sì, certo, certo…» disse seccato l’altro cercando di zittirlo con un cenno della mano.
«Esatto!» rintuzzò felice il titolare. «Ma vedo che lei, se mi è consentito, aveva già in mente qualcosa di preciso, vero?»
«Pensavo a una fine lenta, ma non dolorosa… qualcosa che attirasse l’attenzione su di me, in particolare l’affetto di qualcuno che ho perduto tempo fa e che ora mi odia…»
«Capisco…» azzardò il titolare con tono avvolgente, «credo di avere proprio la cosa giusta che fa per lei, mi segua». L’uomo ritornò al bancone seguito dal cliente; si chinò e da uno stipetto, in basso, estrasse una scatolina che si sarebbe detta contenere un dentifricio; la posò sul pianale di vetro.
«Cos’è?!?» domandò l’uomo con il cappello. Il titolare sorrise soddisfatto.
«Con una sola iniezione di questo si procurerà un raro tumore al cervello. Si spegnerà a poco a poco nel sonno, pressoché senza accorgersene. Niente ospedali o medici o infermiere: potrà fare tutto comodamente a casa sua restandosene a letto. Così lei avrà tutto il tempo di far sapere della sua malattia incurabile a chi vuole e di ottenere l’attenzione e l’affetto che merita…»
«La compro!» fece l’uomo convinto. «Uhmmm… vedo che è molto cara, però» disse appena dopo avendo buttato l’occhio sul prezzo. «Posso pagare in rate mensili?»
Il titolare aprì la scatola e lesse il fogliettino illustrativo, poi lo rimise a posto. Sorrise:
«Meglio di no. Per questo preparato è meglio il pagamento anticipato e in contanti».