Quale legna usare per la stufa

220px-blue_stain_on_pinus_sylvestris_1_beentreeLa legna non è tutta uguale. Tutt’altro. Il concetto che tanto qualunque cosa si metta nella stufa prima o poi brucerà è decisamente errata perché, a parte il pericolo di inquinamento, una buona fiamma dipende da diverse scelte da operare a monte e da ciò che si brucia dipenderà la durata della canna fumaria e della stessa stufa.

Per come caricare la stufa si è già parlato altrove (–> Come ti accendo la stufa) qui si tratterà di quale legna è meglio comprare (o andare a fare nei boschi se si ha la fortuna di vivere in campagna).

Intanto va detto che, per non sporcare rapidamente la canna fumaria della stufa (che deve essere mantenuta il più possibile pulita anche con controlli annuali possibilmente non fai-da-te) è consigliabile usare legna non resinosa come meglio sarà spiegato appena sotto; inoltre (e soprattutto) è sempre meglio scegliere legna stagionata (tagliata almeno da un anno, meglio se da due). Più la legna sarà ‘verde’ maggiore sarà la presenza di acqua all’interno del legno sicché minore sarà il suo potere termico sprigionato (che sarà volto innanzitutto a far evaporare l’acqua presente) e maggiore sarà il fumo prodotto (derivante, appunto, dall’acqua evaporata).

Se si ha il posto giusto per far stagionare il legno da ardere (se è al chiuso deve essere fresco e ventilato) prediligere la stagionatura all’aria aperta coprendo il legno con materiale che consenta il riparo dalla pioggia (–> Come accatastare la legna).

Per sapere se il legno ha un tasso di umidità corretto (inferiore o pari al 20%; quando l’albero è ancora da abbattere ne può contenere sino al 75%) si può comprare un tester (igrometro) da legno. In alternativa si possono colpire due pezzi di legno tra loro: se il rumore è chiaro, secco e acuto il legno è asciutto.

Questo è il suono della legna stagionata:
[space]

[space]
Un altro modo per accertarsene è osservare se, dalla parte del taglio sezionale, sono presenti fessurazioni più o meno evidenti (come nella foto in alto) e se il colore del legno è chiaro (tendente al giallo o al grigio). Inoltre il pezzo di legno stagionato (contrariamente a quello che non lo è o che ha preso dell’acqua piovana) è leggero rispetto alla massa (pesa cioè meno di quello che ti aspetti vedendo il pezzo di legno): soppesandolo tra le mani è possibile accertarlo facilmente.

ascia

Se si acquista la legna da un rivenditore (–> Comprare la legna).

La stagionatura varia a seconda del tipo di legna impiegata e dall’epoca di abbattimento dell’albero. È meglio comunque non impiegare legna che contenga oli aromatici (come eucalipto e mirto) in quanto, se utili per il barbecue, può invece danneggiare il rivestimento interno in ghisa della stufa. Evitare in ogni caso il legno trattato con vernici o contenente residui di plastica (evitare quindi di bruciare rivestimenti di legno impiallacciati, carta per fotocopie, carta plasticata e altro di consimile).

Ma la legna stagionata non è tutto: occorre avere riguardo anche alla qualità della legna; ci sono vari tipi di legna consigliabili in rapporto al loro utilizzo come combustibile, tenendo conto, in linea di massima che il legno duro brucia più lentamente rispetto a quello tenero e morbido (sicché quest’ultimo può essere usato per l’accensione mentre l’altro per il mantenimento della fiamma).

Per saperne di più sul tipo di legna adatta alla stufa –> La legna da stufa.
[space]

↵↵ torna all’indice Allora te lo dico io…

<– Come ti accendo la stufa
–> La legna da stufa

<– leggi gli ALTRI SCRITTI