Come ho scritto in altre pagine di questo Blog (in particolare nella sezione dedicata alla Scrittura creativa, –> Come far scoccare la scintilla della creatività) l’idea per una storia nasce anche quando ci si imbatte per caso una situazione ricca di spunti.
Ma andiamo per ordine. Proprio ieri, mentre camminavo sul marciapiede della mia città, una donna di una certa età che passeggiava con l’ombrello nella direzione opposta alla mia (stava piovendo) proprio perché il marciapiede era occupato da me e da un’altra persona che mi camminava accanto (spingendo una carrozzina), ha atteso in un primo momento il passaggio si liberasse; poi, però, all’improvviso, ha deciso di passare ugualmente inserendosi tra me e il palo di un segnale stradale, dietro al quale si era fermata, facendo sì che il palo trattenesse dapprima l’ombrello e poi lo liberasse come una fionda verso di me colpendomi (debolmente) a una spalla. Niente di che, si dirà.
Ma quel gesto mi ha creato subito l’associazione mentale con l’ombrello che io avevo a mia volta nello stesso frangente e che aveva (come nel racconto) una stanghetta che si sgancia sovente dal proprio supporto facendo afflosciare il telo da quella parte.
E allora mi sono domandato che cosa sarebbe potuto accadere se, anziché colpirmi l’ombrello della donna con le sue punte stondate, mi avesse sbattuto contro la sola stanghetta? E cosa sarebbe successo se la stanghetta fosse stata appuntita? E se anziché colpire la mia spalla avesse sbattuto contro qualcosa di molto più tenero come per esempio… la testa di un neonato?
Mi sono poi reso conto, scrivendo la storia (che è la risposta a tutte le domande in questione), che la stessa risultava essere piuttosto cruda, in salsa splatter, sicché ho cercato in calcio d’angolo di ambientare l’episodio all’interno di un incubo, come per dire che queste cose possono accadere solo nei sogni. Anche se invece credo proprio che possa non essere così.
Il parallelismo tra neonato dell’incubo e il neonato nel lettino dovrebbe essere evidente, come dovrebbe essere evidente che la donna ha riversato nell’incubo la sua esperienza diretta di vita (ombrello rotto e il bambino nel lettino/bambino nello zaino).
L’immagine è stata creata ad hoc dalla intelligenza artificiale.
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