Il parere del medico

Stavo arrabattandomi su che sugo di pomodoro in barattolo sarebbe stato meglio comprare (sembra che negli ipermercati lo facciano apposta, con tutta quella varietà di preparati, a metterti in difficoltà) quando vedo che un uomo sulla sessantina, giaccaincravattato di tutto punto, aria professorale e di sussiego, si avvicina ad una coppia che faceva la spesa. Accanto a loro c’era un bambino, sui quattordici anni di età, che spingeva una carrozzina, di quelle ultramoderne, con un neonato a bordo.
«Questa carrozzina non va» esordì il tipo facendo un leggero inchino all’indirizzo della signora. «Lo schienale non è ergonomico ed è troppo spostato all’indietro, in caso di rigurgito, il piccolo potrebbe soffocare… glielo dico a ragion veduta, sono infatti il prof. Mario De Mari, primario del reparto di Chirurgia pediatrica di Capaglossa… Inoltre la medesima carrozzina non ha sufficiente protezione nella parte laterofrontale: il neonato potrebbe scivolare di sbieco e farsi molto male.» Il fatto che l’uomo, casualmente, calzasse un guanto di plastica, di quelli che si usano per scegliere la verdura e pesarla, gli conferiva ancor più, sottolineandola, quell’aria da chirurgo appena uscito dalla sala operatoria che si era attribuita.
La donna sorrideva gentilmente standosene in silenzio.
«Le mamme giovani e sane come lei devono essere sensibilizzate» continuava l’incravattato, imperterrito. «La prevenzione, nelle morti neonatali, è fondamentale.» E, così dicendo, il medico fece una risatina di compiacimento alla coppia, cercando consenso anche nella mia direzione; al che io finsi un improvviso e irrefrenabile interesse per una passata rustica a pezzettoni. L’uomo eseguì poi un ultimo leggero inchino a tutti e se ne andò via soddisfatto trascinando il proprio carrello della spesa.
La donna a quel punto si girò verso il marito e disse:
«What’s happens?»
«I don’t know, darling» rispose l’altro alzando le spalle.