Va bene, allora ti lascio andare. Se hai proprio deciso, ti lascerò andare.
Sì, sono sicura che ci hai pensato bene. E poi è nell’ordine naturale delle cose.
Ti ho tenuta in grembo fino a ieri, qui, tra le mie braccia, come una cosa preziosa,
come la cosa più bella del creato.
Sono stata tutto il tuo mondo, il tuo orizzonte, il rifugio dei tuoi sogni.
Ho raccolto i tuoi pianti, i primi gridolini di gioia, le incertezze del vivere e i dubbi dell’esistere; ho visto i tuoi primi sorrisi devastanti e le tenere parole per esprimere meraviglia. E ora, in un attimo, è venuto il momento. Un momento che non è più rimandabile, che non si può più far finta che non verrà.
Ma tutto il passato è stato davvero un istante. Il tempo di un tuono, il tempo di un lampo, un ingannevole attimo in cui mi sono illusa che, nonostante tutto, mi saresti appartenuta per sempre.
E ora cerchi solo di sfuggire al mio sguardo, perché tutto quello che vuoi è abbandonare questo posto il più in fretta possibile.
Il tuo imbarazzo è la mia disperazione, la tua determinazione la mia sconfitta.
Sì, lo capisco, è la maledetta ruota che gira e schiaccia ogni cosa. L’urgenza della vita che si rivolta contro la vita.
Ma vedo che non mi ascolti neppure più, Anima mia.
Pregusti già la tua partenza, la nuova avventura.
Sì, non posso più trattenerti, Tesoro. Va bene, vai, se devi andare, vai.
Fai buon viaggio. E ti dico arrivederci, anche se so che è solo un addio.
E la goccia di pioggia si staccò dalla nube soffice e bigia per cadere poco più in giù sulla terra ostinata.

