2-2-8

La sentiva spesso, ogni volta che andava all’iper. Poteva accadere di udirla appena entrava o mentre più tardi si aggirava tra i banconi. La voce all’altoparlante scandiva la comunicazione con la solita insopportabile cantilena:
‘Il responsabile di reparto Tonini è pregato di recarsi al 2-2-8’
‘Cassa 7 in chiusura, interpellare il 2-2-8’
‘L’interno 5-6-9 è pregato di mettersi in contatto con il 2-2-8’.
Il tono della voce saliva dal primo numero al secondo per poi impennarsi roca e spegnersi in tono inespressivo. Sempre allo stesso modo, come un messaggio in codice. Ma cosa ci poteva essere al 2-2-8? La domanda finiva per rovistargli nella testa, come un roditore in un magazzino di sementi. C’era la Direzione? L’Ufficio relazioni con il Pubblico? La Presidenza? Il Nulla? Poi meditabondo si infilava alla cassa, pagava e non ci pensava più fino alla volta successiva quando quella comunicazione ricominciava in una serie infinita di variazioni sul tema.
Un sabato nell’iper stavano ristrutturando il reparto ‘prodotti per la casa’ quando superò per errore la linea dei lavori. Forse era caduto un divisorio o forse se ne erano dimenticati di metterlo. Sta di fatto che, anziché tornare indietro, svoltò l’angolo trovandosi davanti alla porta fatidica; un faretto sul muro opposto illuminava discretamente la superficie in plastica lambendo con un bagliore una targhetta di plastica trasparente e la scritta in rosso. Non c’era dubbio: era il 2-2-8. Attese per un po’ che qualcuno entrasse o uscisse di lì. Avrebbe chiesto cortesemente: ‘Scusi, ma cosa c’è al 2-2-8?’ E se ne sarebbe andato. Poche parole, una sola risposta. Ma non passò nessuno. Le voci e i rumori del supermercato arrivano attutite e lui sentiva solo il battito del cuore, ovunque fosse andato a finire. Strinse forte le mani sul carrello e poi lo spinse lateralmente. Si avvicinò. La manopola dorata era lucida, la accolse nel palmo e la girò. C’era un lungo corridoio davanti a sé; poco distante sembravano provenire i suoni e le voci di una festa. Si fece avanti mentre la porta alle sue spalle si chiuse così lentamente che non se ne accorse neppure.
‘C’è nessuno?’ chiese inoltrandosi. ‘Si può? Volevo solo un’informazione…’ Arrivò in fondo al corridoio: le voci ora sembravano provenire da un punto più lontano, forse da dietro l’angolo successivo. E andò avanti e avanti…