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paracaduteIl Generale di Brigata stava picchettando con le nocche sul pianale della scrivania. Guardava fuori dalla finestra come volesse prendere ispirazione dalle nuvole di passaggio. Il Colonnello, seduto davanti a lui, non aveva più saliva da deglutire e se si fosse spostato anche solo di un millimetro dal filo della sedia sarebbe senz’altro caduto.
«Lei si rende conto che è il terzo militare che muore in un modo così orribile?» Il Colonnello assentì silenziosamente. Era almeno mezz’ora che stavano discutendo di quell’argomento. La interpretò come una domanda retorica che non reclamasse, almeno per il momento, una risposta che peraltro non c’era.
«Ma lei che indagini ha fatto?» insistette.
Anche questa era una richiesta che aveva già sentito innumerevoli volte. Ma questa volta era stata formulata in modo tale da necessitare di non starsene zitto.
«I paracadute, i primi due voglio dire, provengono dal Centro Militare di Piegatura di Giassona, Signor Generale…»
«E quindi?» fece l’altro ricominciando con quel suo fastidioso batter di nocche.
«E quindi pensando che ci fosse un sabotatore ci siamo rivolti al Centro Militare del Nord-Ovest con il risultato però che il giorno dopo un paracadute non si è aperto ugualmente…»
«E così salgono a tre, le morti inspiegabili…»
«Sì, Signor Generale, a tre… è corretto.»
«E io che cosa racconto a quelle tre povere famiglie che ci avevano affidato i loro ragazzi?»
Il Colonnello pensò che a questa domanda insidiosissima era meglio non replicare potendo essere sufficiente fissare le piastrelle del pavimento.
«Cosa gli racconto, IO, eh?» perseverò implacabile il Generale alzando la voce. Il Colonnello avrebbe voluto essere proprio quella nuvola lassù che transitava velocemente nel cielo.
«La cosa più sconcertante, da quanto sembra emergere dal rapporto della Commissione Interna, è che i paracadute, sia quello dorsale che quello ventrale, erano stati ricontrollati dal suo reparto anche prima del volo e che il contrassegno di sicurezza, quello che viene inserito nello zaino del paracadute dall’addetto alla piegatura (con su scritto giorno, ora, nome e cognome dell’addetto e relativa matricola) era regolare, mentre dopo la tragedia su quello stesso contrassegno ci sarebbe stato scritto invece “El Diablo”. Me lo conferma?»
«Lo confermo, Signor Generale, lo confermo.»
«Ma che scherzo è mai questo? Chi ha manomesso i paracadute?»
«Nessuno Signor Generale. I paracadute sono conservati sino a pochi minuti prima del lancio in un apposito locale piantonato da ben due militi!»
«Come nessuno!?!» urlò il Generale dando una manata sul pianale della scrivania che fece tremare i vetri della finestra. Sembrò masticare le parole che non riusciva a pronunciare, poi esplose: «Colonnello, esigo da lei, e ripeto E-S-I-G-O, che lei metta fine immediatamente a questa strage.Ribadisco:  I-M-M-E-D-I-A-T-A-M-E-N-T-E. Ne va del buon nome della sua Caserma e, perdio, anche del mio! Non ci voglio rimettere le mostrine per colpa sua. HA CAPITO BENE?»
Fiutando il tono da commiato, il Colonnello balzò in piedi sull’attenti. «Signorsì, Signor Generale» urlò guardando il soffietto. E, prima che l’altro aggiungesse qualcos’altro, scappò via.
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«Mi devo congratulare con lei, Colonnello. La credevo un incompetente e invece mi ha risolto il problema. Sono favorevolmente impressionato. Sono passati sei mesi e nessuna altra tragedia si è verificata. Come ha fatto?»
«A mali estremi…»
«Non mi dica che si è rivolto alla vicina base americana e ai loro esperti? Mi compiaccio Colonnello, ottima scelta, lei farà una brillante carriera, davvero e…»
«No, Signor Generale… niente base aerea americana…»
«Ah no? Ma sì, ci sono! Ha fatto fare ai suoi un corso apposito di piegatura di paracadute, giusto per essere autonomi e stroncare sul nascere…»
«No, Signor Generale, i paracadute provengono dal solito Centro Militare di Giassona… »
«Ah… e allora?» chiese deluso.
«Allora mi sono rivolto a Mario.»
«Mario?»
«Sì, volevo dire don Mario, il cappellano militare. Gli ho fatto benedire con l’acqua santa i paracadute prima di ogni utilizzo.»
«Davvero?» fece incredulo il Generale.
«Davvero! Quando, a contatto con l’acqua benedetta, i paracadute hanno preso a sfrigolare e a muoversi come tocchetti di capitone sopra una griglia ho capito di essere sulla buona strada!»

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