Un tramonto è per sempre

Era uno di quei tramonti che non ti aspetti in una città come quella. Forse su qualche isoletta naufragata nell’oceano o sotto cieli immusoniti dall’altra parte del globo. Ma era invece eccezionalmente lì, davanti a loro, su quel ponte antico carico di secoli e di troppi turisti. Ebbe un groppo in gola; con la coda degli occhi si accertò che lei gli fosse vicino. Era bellissima nella brezza fiacca, rimasta imprigionata tra le case aggettanti sul fiume. Chiuse gli occhi reprimendo l’idea di tutta quella gente attorno e pensò all’acqua placida appena più sotto che si faceva largo come in un tango triste tra i piloni scuri. Si fece coraggio e la prese per mano:
«Vieni, ti devo parlare» e se la portò con sé verso l’altra riva. «Vorrei che non mi interrompessi. Lasciami dire e poi potremmo parlarne, se vorrai… Ecco… non so però se ho la forza di dirti questa cosa… io… beh… so che hai un amante. Lo so da diverso da tempo. Speravo fosse una cosa passeggera, ma oramai dura da troppo tempo e so che state anche progettando un viaggio insieme. È per questo che siamo venuti qui, io e te. Perché devo parlarti, devo trovare le parole giuste. Io, io non ce l’ho con te, né con lui, che è anche più giovane di me… e in parte quindi ti capisco, ma devo assolutamente dirti che non voglio perderti. Non posso vivere senza di te, né senza nostra figlia. Posso ancora darti molto, voglio farlo, voglio ritornare ad essere quello che ero quando mi hai conosciuto tanti anni fa e mi dicevi che eri pazza di me. Lo so, mi hai sempre reputato un uomo orgoglioso, incapace di riconoscere i miei torti. Lo pensavo anch’io. Ora però non posso più tacere. Ti amo, amore mio. Ti prego, dammi ancora un’ultima possibilità…»
«Guardi che mi sta facendo male alla mano!» disse una persona anziana con un forte accento inglese. Aveva un bel sorriso splendente da dentiera nuova, un largo cappello blu con un improbabile nastro rosa e una margherita appena sbocciata. Una veletta a rete le scendeva fin sotto la rima delle labbra e lui la stava incredibilmente tenendo per mano. Si voltò disperato: la moglie era ferma una ventina di metri più indietro con il naso incollato a una vetrina di gioielleria.