SRN

Quando Jimmy aprì la porta si trovò davanti un tizio molto curioso, magro, allampanato, vestito in modo strano, forse da elfo, e attorniato da alcune persone più piccole di lui.
«Sì?» disse.
«Buongiorno, siamo dell’SRN» fece l’uomo con faccia sorridente e tono definitivo nella voce come se quella sigla dovesse spiegare tutto.
«SRN?» chiese Jimmy sgranando gli occhi.
«Ma sì certo, SRN» rispose indicando la propria maglietta blu su cui campeggiava in stampatello la sigla in giallo ‘SERVIZIO RESI NATALIZI’. «Come l’anno scorso portiamo avanti questa equa e solidale assistenza post-natalizia occupandoci di redistribuire i regali che non piacciono riciclandoli gratuitamente.»
«Anche quest’anno? Ma l’anno scorso non siete passati…»
«Forse lei era in viaggio all’estero? Forse in Scandinavia?» fece l’uomo elfo facendo un’espressione simpatica e complice.
«Già è vero!» fece Jimmy «me n’ero dimenticato… Ehi, ma come fa a saperlo?»
«Sappiamo tutto giù alla Sede centrale, così come sappiamo del maglione di sua zia, quello color salmone con cucita sul davanti una renna gigante; della boccia di vetro con le 123 microsaponette tuttifrutti, o della cravatta fucsia che le ha regalato la sua assistente…»
Jimmy rimase interdetto. «In effetti…» disse.
«Guardi, se lei acconsente, il maglione andrebbe a un signore indigente di Akureyri in Islanda, le saponette verrebbero recapitate a un ospedale da campo di Lashkar Gah in Afghanistan, la cravatta… beh per la cravatta ci dovremmo impegnare un po’…»
«Be’ se stanno così le cose…» disse Jimmy che aveva preso a sorridere «vado a prenderle il tutto…»
«Non ci pensi neppure» fece l’uomo elfo mettendosi una mano sul cuore «lei mi offende… il servizio è completo… facciamo tutto noi, se possiamo entrare.»
«Ah sì?… allora prego…» disse facendosi da parte per far passare il gruppo di piccoli elfi che, parlottando fra di loro, si sparpagliò rapidamente per le stanze.»
«Però, senta…» fece Jimmy accarezzandosi la barba di un giorno «d’accordo che è tutto per beneficienza… ma un regalo riciclato per me non ci scappa?»
L’uomo elfo fece un sorriso radioso.
«È qui che la volevo… ma certo che c’è qualcosa anche per lei, il riciclo è circolare… (le piace il gioco di parole? È il motto della campagna di quest’anno e l’ho inventato io…). Insomma, per lei ho questo!» e, dal carrellino che aveva dietro alle spalle e che Jimmy non aveva visto, tirò su un bel pacco infiocchettato e piuttosto pesante. «So che lei è un appassionato: le piacerà!»
«Cos’è?»
«Sono uova fossili di triceratops…»
«Noooooo! Davvero?»
«Sì: una anziana signora del Wisconsin ci ha chiesto di ritirarle. Lei le ha avute da suo nipote che fa l’archeologo ma proprio non sapeva cosa farsene… Stonavano con il mobilio, ci ha detto.»
«Non ci posso credere…» fece Jimmy con le lacrime agli occhi. L’archeologia era la sua passione.
«Bene, allora è il momento di togliere il disturbo» fece l’uomo elfo vedendo tornare i suoi aiutanti. «È stato un piacere conoscerla» sottolineò prendendo le scale seguito dagli altri.
«Allora grazie, grazie davvero» fece Jimmy guardandoli andar via con il maglione e la boccia di vetro (e forse anche con la cravatta color fucsia). Poi rientrò in casa e prese a scartare febbrilmente il pacco.
Dentro c’era un mattone.
Oddio’ si alzò in piedi allarmato tastandosi le tasche dei pantaloni: ‘Il portafoglio!‘ e poi, guardando verso la scrivania: ‘La penna stilografica d’oro e…