Il canto melodioso dell’usignolo

usignoloNotte # 1
Sono proprio contento di essermi trasferito qui in campagna dal centro città. Aria profumata, colori riposanti, il silenzio. In questa notte tranquilla, poi, si sente solo il canto melodioso dell’usignolo. Niente più turisti, niente più traffico, niente più idropulitrici che sferragliano sulle strade alle quattro del mattino. Solamente sole e aria buona, cibo sano e riposo. Ah, sono in pace con me stesso.

Notte # 3
Gran bella giornata, anche oggi. Ora mi ci vuole davvero un meritato riposo. Un bel libro e un meritato riposo. Ho fatto proprio bene a sistemarmi in questa casetta. Ho le mani tutte spellate ma sono felice.
I ritmi sono diversi da quelli di città. Non c’è che dire.
Anche l’usignolo ha iniziato presto questa sera a tenermi compagnia. Non mi stancherei mai di ascoltarlo.

Notte # 6
Una giornata davvero faticosa. Non ci sono abituato.
I maggiori sforzi che facevo quando lavoravo erano quelli di scrivere al computer e parlare con la gente. Ora bisogna dissodare la terra, potare gli ulivi, innestare le piante, tagliare l’erba e riporre la legna e poi… e poi le galline. Perché ho comprato le galline? Non mi bastava andare al market e comprare le uova? Anche se qui non è come nella grande distribuzione giù in città dove trovi di tutto: sugli scaffali ci sono appena quattro cose e di marche sconosciute.
E poi la terra è propria bassa. Ma perché l’hanno sistemata così in basso?
Per fortuna posso dormire in tranquillità in questo silenzio stupendo.
Certo: sembra che l’usignolo aspetti proprio il momento in cui mi corico. Tocco il letto e lui canta. Canta bene, per carità, ma canta. Gran parte della notte. Anzi, a me sembra tutta la notte. Si azzittisce solo all’alba.
Chi potrebbe però vantarsi di avere un usignolo personale, come ce l’ho io? Forse nessuno.
Forse perché non è una cosa di cui vantarsi. Ha due polmoni supplementari, questo volatile? Fischia, trilla e gorgoglia. Non potrebbe acquietarsi anche solo un po’ e farsi un giro? Che so, andando a usignole o a mettere in ordine il nido o a far la spesa?

Notte # 14
Oggi ha grandinato fortissimo: non avrò nemmeno un frutto questa estate. Sono bastati pochi minuti di grandinata e il prato è diventato tutto bianco. Per fortuna avevo riparato la macchina. C’erano però a terra fiori, foglie e gemmine già turgide. Un disastro. C’erano anche dei nidi di merlo spaccati a metà con le uova rotte.
Vado a dormire. Non ci voglio pensare. Che nervoso.
Chissà perché l’usignolo è sempre sopra all’albero accanto alla mia camera da letto. Forse ci ha fatto il nido? Il suo nido evidentemente è rimasto intero! Il merlo sì e l’usignolo no. Non c’è giustizia distributiva tra gli uccelli?
C’erano altri 32 alberi a disposizione dove poteva stare…

Notte # 16
Potrei convincere l’uccello ad andare da un’altra parte. Potrei scuotere l’albero o i rami oppure potrei uscire di notte con una di quelle trombette da stadio… ma no ma no, che dico? Mi farei odiare dai vicini; già mi guardano in modo strano ogni volta che passo per la strada; sì ho la macchina lussuosa e allora? Ho lavorato una vita per comprarmela. E ora che sono in pensione ho voluto regalarmela. Che colpa ne ho io se siete tutti dei contadini poveracci?
No, la tromba da stadio non va bene.
E se segassi l’albero?
Ma no… mi fa ombra sulla camera da letto ed è fresca per questo. E poi è un olivo di Boemia con un profumo dolcissimo di vaniglia…

Notte # 21
(si sente un colpo di fucile)

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