Le false credenze sulle falene

falena-colibri-falco-che-si-posa-su-un-fioreSono diverse le false credenze (dure a morire) sulle falene.

Si pensi che, in alcune antiche culture, si credeva che le falene simboleggiassero le streghe e le fate (come se fossero la stessa cosa). La tradizione serba, per esempio, narra, in particolare, che la falena sia l’anima di una strega che cerca il proprio corpo.

Tra le diverse credenze (soprattutto negative), una è stata già trattata nella pagina precedente di questa stessa Sezione (–> Cosa significa se entra una falena in casa) e riguarda la convinzione che questo lepidottero (sopratutto se con ali di color nero –> La farfalla nera) con la sua presenza, porti sfortuna alle persone che vi abitano (invece per i significati che la falena ha quando viene ‘solo’ sognata –> Cosa significa se sogno una falena? o quando viene scelta come animale-totem –> La falena come animale-totem).

Una seconda credenza è quella di ritenere che sia ‘magica‘ (attribuzione che condivide del resto, suo malgrado, con altri animali che vivono di notte, come per esempio i gufi e le civette, –> Miti e leggende sul gufo) sicché, per esempio, nelle antiche culture ispaniche veniva utilizzata per prevedere il tempo, il matrimonio delle giovani donne della casa, l’andamento delle messi nei campi.

Del resto c’è qualcosa di indiscutibilmente miracoloso nella metamorfosi che trasforma il bruco in falena ed è questa aura di mistero e di condivisione con le forze oscure della natura che portano alla scelta della falena come animale totem, di cui si parlerà anche tra poco).

Un esempio di questa trasposizione magica la ritroviamo anche in letteratura, ne ‘Il Signore degli Anelli‘ di J. R. R. Tolkien, per esempio. È proprio a una falena che Gandalf, prigioniero di Saruman il Bianco, confinato in cima a Orthanc, la Torre di Isengard, si rivolgerà per poter fuggire. La falena gli darà ascolto e chiamerà un’aquila che lo aiuterà ad allontanarsi in volo dal luogo di prigionia (vedi il video –> Gandalf escapes Isengard, a minuti 0,46 e soprattutto a minuti 1,17).

I nativi americani, come si accennava prima, consideravano la falena un animale totem (–> La falena come animale-totem) in quanto capace di garantire i poteri della trasformazione e della rigenerazione; il suo volo veniva associato all’elemento dell’aria. Utilizzavano il liquido di rigurgito di alcune falene come antidoto alla stanchezza. Anche la ‘polverina’ che veniva estratta dalle ali poteva essere usata in pozioni taumaturgiche e in riti sacri.

le scaglie delle ali delle farfalleUn altro falso mito, a proposito sempre della ‘polverina’ che cade dalle ali di questi lepidotteri, è che possa dare cecità o morte.

Questa sostanza altro non è, però, se non le ‘scaglie’ che costituiscono la struttura delle ali dando loro la rigidità e compattezza necessarie al volo (del resto lepidottero deriva dal greco antico λεπις, squama, scaglia e πτερόν ala –> Le falene in generale); le scaglie sono sistemate sull’ala come gli embrici di un tetto (vedi foto qui a lato).

Strofinando tra le dita le ali delle farfalle (e delle falene) si rimuovono queste scaglie creando il rischio di rendere fragili le ali stesse che potranno così facilmente rompersi o divenire inadatte al volo. La ‘polverina’ per la sua consistenza, come qualsiasi altra polvere, può però creare allergia, tosse e starnuti se inalata, senza ovviamente lasciare conseguenze importanti; se dovesse entrare poi in un occhio darà lo stesso fastidio che potrà arrecare un corpo estraneo; niente insomma che un buon lavaggio oculare o un fazzoletto medicato non possa rimediare.

Un’altra falsa credenza è che le falene siano velenose se ingoiate e pertanto possano essere nocive a chi le mangia anche per sbaglio (come succede per esempio ai cani e ai gatti, vedi però –> La falena pruriginosa per la quale anche l’uomo deve stare molto attento) La ‘carne’ di falena è in realtà solo amara e sgradevole (vedi però le larve dell’albero mopane, –> La falena in tuta mimetica) sebbene questo gusto non la salvi dalla predazione di gufi, pipistrelli insettivori e altri piccoli mammiferi (che invece proprio per questo la ritengono prelibata).

Caso mai succedesse di venire ingoiata la larva potrebbe (non è detto) provocare vomito e disturbi digestivi, ma dipende dalla grandezza del lepidottero, da una parte, e del predatore, dall’altro. In ogni caso, non determina mai la morte dell’individuo che la ingoia. L’amaro del sapore deriva da determinate tossine che il bruco sviluppa per nutrirsi delle foglie e che in seguito vengono trasmesse all’individuo adulto (falena).

Quanto all’uomo che, com’è noto, mangia di tutto, va detto che le larve di falena (a parte quelle dell’albero mopane di cui si diceva prima) costituiscono un piatto (dicono) gustoso in Australia (vedi foto più sotto), ma anche in alcune zone dell’Asia.

Collegato a quest’ultimo mito (della velenosità) vi è quello (ancora più fantasioso) che le falene sputino veleno.

I lepidotteri secernono effettivamente dall’addome del liquido (detto ‘meconio‘, che è il ‘rigurgito’, cui prima si faceva cenno a proposito dei nativi americani) dalla consistenza lattiginosa ma solo per aiutarsi ad allungare la forma delle ali subito dopo lo sfarfallamento (uscendo dal bozzolo in fase adulta) e per espellere i prodotti di rifiuto accumulati durante lo stadio pupale. Il liquido è del tutto innocuo. In alcuni casi, anzi, ritornando alla larva, in particolare quella di Bombix mori, si ricava un filamento tanto prezioso quanto utile: la seta –> La falena della seta.

Le falene non morsicano (perché non sono carnivore cibandosi infatti di prodotti per lo più vegetali — per quanto alcune specie non disdegnino peli e lana, funghi e licheni o la cheratina come corna e zoccoli e persino gusci di tartaruga mentre la Aglossa cuprina ingerisce il grasso prodotto dai batteri che si nutrono di sostanze in decomposizione, per una falena filmata mentre beve le lacrime di un uccello –> Ricercatore filma falena che beve lacrima di uccello) tantomeno pungono non avendo pungiglione come le vespe e i calabroni (–> Cosa significa se entra una falena in casa).

Sono dotate solo di spiritromba che è una specie di cannuccia srotolabile con cui succhiano sostanze ricche di zucchero o amido o il polline dai fiori, sicché non potrebbero, nemmeno se volessero, mordere qualcuno.

Le falene non sono magiche (e la polverina che ci rimane in mano dopo averle toccate, men che meno, come ho già detto). Il vederle, il sognarle o anche solo il pensarle non attribuiscono a loro, a sé o agli altri sventure o particolari fortune. Se perdono le ali, le antenne o qualche altra parte del corpo le stesse non ricresceranno e sicuramente le falene moriranno.

La falena non vive solo un giorno come comunemente si pensa (gli Ephemeroptera che vivono effettivamente solo un giorno o meno sono farfalle), ma da alcuni giorni sino ad alcune settimane, massimo un mese. Certo è sempre poco, ma non pochissimo.

larve_australiaDa ultimo, il mito più particolare è che la falena (quella delle nostre latitudini) succhi il sangue dei mammiferi su cui si posa (vedi l’unico caso che si conosce –> La falena vampiro).

Se una falena si posa su un animale a sangue caldo (come una mucca, per esempio, o un uccello come si è accennato prima) lo fa per approvvigionarsi di sali provenienti dal sudore o dalle lacrime dell’animale e che non troverebbe altrimenti in natura.

Infine, lo si ribadisce, la falena non ha zanne per mordere.
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–> La farfalla nera

<– Il gufo irritato e il suo verso
–> Le formiche nelle prese elettriche

<– Indice della Sezione ‘A domanda rispondo
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