Pensieri Vaganti

Ufficio«Non si può più andare avanti così.»
Il ragazzo, una nuvola di riccioli rossi indomabili sulla testa, era entrato nell’ufficio del Responsabile senza farsi annunciare. Osmond, che se lo vide comparire davanti all’improvviso con le perenni borse sotto gli occhi nonostante la giovane età, si chiese, senza sapersi dare una risposta, perché nella Sezione di quel dipendente avevano tutti i capelli rossi. O piuttosto non era un caso?
«Entra, entra pure… accomodati» gli disse con affettata gentilezza mostrando la sedia scomoda.
Sigurd non si mosse dalla soglia rimanendo agganciato allo stipite della porta; e, come se stesse continuando un discorso interrotto in precedenza, aggiunse:
«Lei non mi può sottrarre ancora dell’altro personale… alla Sezione Pensieri Rimuginanti sono già in troppi, mentre io non riesco a stare dietro all’ordinario…»
Il Responsabile alzò un po’ il mento in direzione del ragazzo come per invitarlo a proseguire. Perché sentiva che c’era dell’altro.
«Vede Capo… non si tratta solo di veicolare dei Sogni…» continuò il ragazzo il cui volto andava e veniva dalla pozza di luce diffusa dal lampada Tiffany sulla megascrivania del Responsabile «sono piuttosto dei prodotti personalizzati e occorre che, per ognuno dei Riceventi, ne siano valutate preventivamente la personalità e l’esperienza, estraendone le sequenze oniriche essenziali che vanno reinterpretate oltretutto in modo dinamico; fatto questo occorre integrare quanto ottenuto con nuove parti originali da girare, per poi infine montarle in modo efficace; e solo dopo quel momento, se tutto va bene, trasmetterlo. E questo ogni notte… è un lavoro immane…»
«Non devi pensare che non apprezzi il tuo lavoro, Sigurd, ma…»
«Non voglio comprensione o complimenti, Capo, voglio solo far bene il mio lavoro…» disse alzando un poco la voce.
Il Responsabile considerò che non aveva mai visto quel ragazzo così alterato e si rese anche conto che, ancorché lo sapesse lavorare diligentemente, già da diversi anni, alla Sezione Confezionamento Sogni, non sapeva pressoché nulla di lui.
«Non potreste trasmettere per qualche notte, in modo random ovviamente, sogni già utilizzati?» azzardò Osmond accarezzandosi la barba curata ;«prendendoli a prestito, che so, dall’Archivio Repliche? Oppure… ecco ecco sì, potreste trasmettere un Sogno vuoto o Confuso oppure con spezzoni minimi, insomma con ritagli residuali dal montaggio di altri Sogni, e mandarli magari a chi al mattino non li ricorda neppure bene…»
«Abbiamo già avuto diverse lamentele sul punto, Capo» fece Sigurd asciugandosi il naso sul polsino del pullover. «I Sognatori esigenti stanno aumentando. Tutta colpa di quelle maledette App di intelligenza artificiale. Ora è più facile ricordarsi o appuntarsi sull’App i Sogni fatti…Trasmettere più volte lo stesso sogno può tramutare il Sogno in Incubo e lei sa come sono al Servizio Controllo di Qualità… ce lo boccerebbero prima ancora che parta…»
«Sì, hai ragione, mi hanno già dato un mucchio di grattacapi quelli là…» fece il Responsabile guardando l’orologio a muro alle spalle di Sigurd e realizzando che stava facendo tardi per la sua partita di burraco del martedì.
«A proposito di Incubi…» disse a quel punto Osmond in modo conclusivo. «Potresti metterti d’accordo con Kristin della Sezione Incubi Leggeri e potresti vedere se hanno qualche incubo di risulta, magari solo per superare l’emergenza.»
«Ci avevo già pensato, Capo, la verità è che alla Sezione Incubi Leggeri e tutti quegli altri del Sovrasettore Sogni Angosciosi non sono affidabili… sono dei pasticcioni… pensi che una volta un Incubo di livello cinque, anziché trasmetterlo a un veterano di guerra del Libano, affetto da stress post traumatico, l’hanno passato per errore a un bambino di dieci anni. Sono trascorsi due mesi da allora e il bambino, povero Luca, è ancora in terapia psicologica…»
«Capisco…» mormorò quasi a sé stesso Osmond stupito del fatto che di questo incidente non ne sapesse nulla. «Va bene, Sigurd » e sospirò dopo un attimo di pausa. «Ti prometto che ci penserò su.»
Senza dire altro, il ragazzo contrasse i muscoli del volto e si allontanò.
Osmond socchiuse gli occhi.
Era uno di quei giorni in cui rimpiangeva gli anni tranquilli passati tra quella banda di svitati ma simpatici della Sezione Pensieri Vaganti.

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27 pensieri su “Pensieri Vaganti

  1. Le cinghie di contenzione sono per trattenere il sogno? Allora si…Ogni sognatore ama seguire il sogno senza freni…è un controsenso frenarlo mentre raggiunge il suo sogno…bisogna mantenere il sogno…per farlo prendere😁Sogni d’oro!

  2. È vero che sembra ispirato a Murakami e al Lettore di vecchi sogni, a me però ha fatto venire in mente anche un cartone, Monster &co, dove i mostri spaventano nel sonno i bambini per sfruttare l’energia delle loro urla…

  3. come se il sogno fosse parte di un processo industriale pianificato e programmato, con tutte le problematiche del caso. Come al solito i tuoi racconti non solo affascinano, ma creano punti di riflessione. Non conosco Murakame, riconosco di essere ignorante in merito, ma devo dire che il tuo scritto mi affascina e visto che lui ti ha ispirato…. metto nella mia personale lista “coloro che vanno letti”…. sperando di arrivarci presto.

  4. Non ho esperienza di IA, ma mi sembra che tu abbia trovato il lettore perfetto e non abbia più bisogno di noi.

    😁😏

    Vabbè, pazienza, e senti, ultimamente tutte le notti io faccio sogni eroici in cui sono l’eroe che salva la situazione, ma salvare la gente è una faticaccia e mi sveglio più stanco di quando vado a letto. Cribbio, chiaramente c’è un errore, perché io avrei voluto fare sogni eroTici, e non eroici. Quindi non è che potresti chiedere all’ IA come devo fare per protestare?
    😉