Ombre incerte (prima parte)

«Cosa ci vorrebbe far capire Professore… che ci saranno delle maree anomale?»
Il giovane giornalista che si era alzato dalla sua sedia per fare la domanda, nella cornice artistica del Salone delle Cerimonie nel Palazzo Ducale della città, indossava giacca e cravatta piuttosto eccentriche e sgargianti; tutti si girarono a guardarlo, più per come era vestito che per ciò che era stato chiesto.
Il prof. Gunnar Pedersen si passò la mano sul viso come per togliersi la ragnatela di pensieri fastidiosi che si sentiva appiccicata addosso. Fece una pausa chiedendosi perché mai, lui e sua moglie, non erano riusciti a insegnare al loro figlio a vestirsi decentemente. Poi con voce ferma continuò:
«No no… sto dicendo piuttosto che, tra dieci giorni a partire da oggi, esattamente alle ore 12.07 del Tempo Coordinato Universale, la convergenza contemporanea dei centri galattici della Via Lattea, della Galassia di Andromeda e della Galassia del Triangolo, all’interno nel Gruppo locale, situazione mai verificatasi dalla nascita dell’Universo, potrà creare sulla Terra effetti su vasta scala, del tutto inaspettati e soprattutto sconosciuti…»
«E quindi?» fece un’altra giornalista in là piuttosto con gli anni ma con il caschetto di capelli biondotinto.
«Quindi potrebbe verificarsi, che so…, un innalzamento appunto dell’acqua degli oceani o determinare una diminuzione della densità atmosferica o addirittura uno spostamento dell’asse terrestre… chi può dirlo? Non ci sono precedenti. Ma non sarà per certo nulla di buono.»
A queste parole si fece un silenzio gelido in sala. Ognuno dei presenti si stava prefigurando nella propria testa situazioni molto vicine all’armageddon.
Nei giorni successivi la notizia fu amplificata con toni apocalittici da tutti i giornali e media mondiali ingenerando ondate crescenti di panico. I governi dei vari Stati nel mondo riuscirono a stento a mantenere il controllo dell’ordine pubblico senza poter però evitare sporadici episodi di violenza e di isteria collettiva.
Ad aggravare la situazione fu l’ulteriore scoperta del prof. Pedersen, appena alcuni giorni dopo la conferenza, che anche tutte le altre 80 galassie del Gruppo Locale registravano il medesimo fenomeno. I loro centri galattici si sarebbero trovati nello stesso istante, facendo pensare così a un disegno programmato miliardi di anni prima, lungo un perimetro ellissoide comune; le forze gravitazionali di tutti quegli ammassi si sarebbero trovate in questo modo in connessione tra loro. E si temé il peggio.
Sino a quando non arrivò il giorno fatidico.
Erano da poco scoccate le ore 12.00
Le persone, anche quelle che per prudenza erano rimaste chiuse in casa sino a quel momento o in bunker anticiclone o anche solo nascoste in cantina, spinte dalla curiosità, uscirono in strada. La tensione era palpabile.
12.01
12.02
12.03
L’ansia stava salendo a dismisura. Il cielo invece era luminoso con qualche nuvola qua e là, il sole splendeva e l’aria era mite. Non poteva accadere nulla di brutto in una giornata simile. Pensarono quasi tutti, dandosi voce l’un l’altro.
12.04
12.05
12.06
Poi tutti trattennero il respiro. Era il momento. Ora avrebbero saputo.
12.07
Ma non accadde nulla.
L’acqua non veniva attirata verso l’alto. Né quella degli oceani, né quella dei laghi, né quella delle bocce dei pesciolini rossi. La radio e la televisione non riferivano nessuna anomalia in nessuna parte del mondo. Tutto sembrava normale. Le persone si guardavano stupite, con aria interrogativa, quasi felici, quasi deluse. Alcuni si abbracciarono come gesto liberatorio.
Poi, pian piano, le ombre cominciarono a staccarsi dalla strada, dai marciapiedi, dai giardini. Si sollevarono lentamente, arricciandosi come carta al fuoco del camino. Lievitavano fluttuando silenziose in aria fino a fermarsi quando frenate nel punto in cui erano attaccate alle persone, alle cose, agli animali. La gente era allibita: non sapeva che fare, avendo persino timore a toccarle per non correre il rischio di romperle.
Poi, con un sonoro ‘snap‘, si staccarono dal loro sostegno. Alcuni vi si aggrapparono al volo per non farle andare via venendo così trascinati tra le nuvole, dove ben presto sparirono.

Segue --> Ombre incerte (seconda e ultima parte)

10 pensieri su “Ombre incerte (prima parte)

  1. Una catastrofe annunciata che non ha prodotto i disastri preconizzati. L’umanità e la natura hanno perso le loro ombre. Vediamo i risultati domenica prossima.

  2. Ok Briciola, penso di aver letto con attenzione, e per dimostrarlo ti dirò che credo di aver trovato un piccolo refuso in “poter però ‘a’ evitare sporadici…”
    🧐

    Poi vorrei ringraziarti perché con questo racconto mi hai riportato agli otto anni, quando ancora ero un bambino innocente e il mistero delle ombre che si staccano mi avrebbe interessato.
    🤪

    Oggi invece sono un vecchio irascibile e brontolone, quindi l’unico mistero che ho trovato è quello del giovane giornalista vestito in modo eccentrico, e vorrei capire cosa c’entra.
    🤔

    Per caso è il figlio a cui il Professore non è mai riuscito a insegnare a vestirsi? E se è suo figlio perché fa finta di non conoscerlo? Non sarà che i due sono in combutta e hanno tramato per rubare le ombre? O non sarà che… Vabbè, ma questo lo scopriremo nella prossima puntata di “Un posto al sole senza ombre”. Forse.
    😎