Torna a casa Klaster

Il bambino sembrava assorto nel suo gioco. Anche se a dire il vero non si capiva che gioco fosse visto che continuava a prendere e a riporre gli oggetti davanti a sé senza criterio. I genitori guardavano un telefilm in tv, in quello che sembrava un lungo pomeriggio di domenica. Poi il bambino levò la testa, quasi avesse sentito qualcosa. Voltò lo sguardo verso i genitori per accertarsi se fosse stato il solo, quindi si alzò e corse alla porta. La aprì. La madre scattò in piedi.
«Paolino, cosa fai?»
«È Klaster, mamma, è Klaster!»
«Ma cosa dici! Vieni dentro e chiudi la porta, che fa freddo».
«È Klaster ti dico, è lui».
La madre si avvicinò alla finestra e controllò. La stradina di accesso al villino era vuota, come lo era lo sterrato oltre i cipressi fino a che non spariva distrattamente dietro al curvone. Si girò verso il figlio e lo accarezzò scuotendo la testa. Ma il bambino stava trattenendo il respiro. Gli occhi erano spalancati e andavano ben oltre quelle piante e il muro di pietra raggelato dall’inverno.
«Eccolo!» gridò d’un tratto, scappando fuori sotto il portico. La donna non riusciva a crederci. Il cane era tornato. Un dogue bordeaux incrociato, dal muso ancora da cucciolo, ma dal cuore generoso. Era vero, allora, come dicevano i giornali, che potessero trovare la strada di casa coprendo centinaia di chilometri. Le venne voglia di piangere: il figlio era pazzo di gioia e si rotolava nel giardino con quel suo cane che tanto aveva pianto quando si era accorto di averlo perduto la scorsa estate. Il marito nel frattempo l’aveva raggiunta alla finestra.
«E così è tornato!» fece lui aggiustandosi gli occhiali sul naso.
«Sì, e guarda quanto è felice tuo figlio!»
«Già» sospirò l’uomo. «La verità è che non sai fare neppure un nodo come si deve. La prossima volta, anziché legarlo al guard-rail, lo butto giù io dal cavalcavia».

11 pensieri su “Torna a casa Klaster

  1. il cappotto casentino è quello di lana cotta che fanno nella fabbrica di stia? ..corsa in moto e pranzo alla tana degli orsi …ah che voglia di un bel sabato a zonzo! baci ,

    Allegra

  2. Sembra che il bambino sia figlio dell’idraulico – per fortuna. Bisogna avere il coraggio anche di raccontare brutte storie, se traspare un silenzioso senso di condanna o almeno di distanza

  3. Siamo tutti pacifisti e non violenti, invochiamo solidarietà e pace ma poi, nella vita quotidiana, lasciamo che la violenza dilaghi. La cattiveria verso gli animali mi indigna e mi fa orrore.
    🙂 TT

  4. …lei lo avrà legato male per lasciargli una possibilità? O perché finisse prima sotto una macchina?  Lui se ne voleva disfare perché? Era una bestia indegna di vivere con lui? O era lei che se ne voleva disfare perché lasciava troppo pelo sparso in casa? E il marito si è lasciato convincere a malincuore a farlo sparire? Lui cattivo. Lei vittima. Il bimbo triste? E se il bambino lo avesse trattato malissimo quel povero cane e i genitori non sapevano come fare per portarglielo via dalle mani? Chissà perché il cane è tornato…magari per vendicarsi del bimbo. O dei genitori…chissà da che parte gira veramente il vento……………..comunque triste e speranzoso allo stesso tempo questo bel racconto.

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