Giornate di vento

Il piccolo ‘Svaldi, il nipote di otto anni del mio vicino Nello, mi aveva appena portato la sua casetta degli uccellini. Una folata di vento, di quelle potenti come a volte capitano qui a Poggiobrusco, l’aveva sganciata dal ramo di quercia e sbattuta per terra sgangherandola.
«Per fortuna non c’erano uccellini, dentro…» mi fece notare lui mentre mi accorgevo, nel maneggiare i resti, che sarebbe stato più semplice costruirne una nuova.
«Già per fortuna».
«Questa storia del vento è seccante, però» mi disse assumendo involontariamente una delle espressioni di Nello. «Uno fa tanto per dare una casa alle ghiandaie e poi basta poco per rovinare tutto. Ma come si forma il vento?»
Gli chiesi di passarmi il martello e dei chiodi piccoli, giusto per prendere tempo e trovare così le parole giuste. Accesi un paio di luci in più nel garage per vederci meglio.
«In poche parole…» dissi schiarendomi la voce «il vento, almeno credo, ma posso sbagliarmi…, si forma quando c’è uno spostamento d’aria da un punto a un altro dell’atmosfera. Uno strato caldo insomma prende il posto di uno freddo, che è più pesante».
Lui mi squadrò in quel suo modo strano: inclinando la testa da un lato e chiudendo un occhio. Sembrava stesse scegliendo l’inquadratura giusta da mandare a memoria. Si vedeva che non l’avevo convinto.
«E se fosse invece che un gruppo di angeli, tutti insieme, hanno deciso di prendere il volo? Sbattono le ali così forte che fanno tutta quell’aria…»
«Non ci avevo mai pensato».
«Lo sai? Anche mia madre è volata in cielo ed è un angioletto» mi disse subito dopo.
«Sì, lo so bene, ‘Svaldi». Il viso del bambino era sereno. Stava guardando il cielo che si preparava al tramonto novembrino, con qualche nuvola pallida e solitaria qua e là che provava a valicare il monte. «Per quanto io non l’ho mai capita ‘sta cosa qui…»
«Cosa ‘Svaldi?»
«Come faccia a volare la mia mamma… ci ha le vertigini, lei».

5 pensieri su “Giornate di vento

  1. :))))
    Sai che io ho sempre pensato che fosse Dio che voleva “ripulirmi” dai pensieri?
    E così mi mettevo a prendere il vento e mi sembrava anche che funzionasse 🙂
    Poi però mi veniva sempre una terribile Otite!
    In un certo senso…i pensieri passavano comunque 😉

  2. Un compagno di scuola di mia figlia perse la mamma a 6 anni, dopo due mesi vinse un torneo di calcio; al momento della foto tutti lo vedemmo alzare la coppa verso il cielo. Alla nostra domanda: “Cosa fai Lorenzo?” Lui rispose: “La faccio vedere alla mamma, ora lei è un angelo, vola nel cielo e mi guarda!” Inutile dire che restammo tutti senza parole. Bacio Bric. TT

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