«Capo, abbiamo un problema.»
Ezechia si infastidiva sempre quando doveva interromperlo. Anche perché, a dirla tutta, il Capo non sospendeva mai quel che stava facendo continuando a smussare e lisciare la lama in modo così puntuale che avrebbe detto essere ossessivo. Era ben vero che teneva in ordine ed efficienza tutte le falci dell’Ufficio, ma quello stridore se lo sentiva nelle orecchie anche quando era a chilometri di distanza.
«COMEEE?»
«Capo, abbiamo un problema» urlò per soverchiare il rumore.
«Quale problema?» fece il Capo passando a raschiare l’altro lato della lama. Delle piccole scintille si sprigionarono dalla lama cadendo sul piano di lavoro.
«Nel corso di un controllo nell’Archivio Generale è risultato un deficit di ingressi. In altre parole, un’Anima è stata saltata e risulterebbe ancora in vita.»
«Non è possibile!»
Ezechia capì che la cosa doveva essere grave. Per la prima volta da quando lo conosceva, il Capo si era fermato e lo stava osservando. Almeno così gli sembrava perché il cappuccio che teneva calato sulla faccia adesso era girato dalla sua parte. Si rese anche conto in quel momento che, da quando lavorava per lui, non l’aveva mai visto in viso.
«Vai avanti…» lo esortò.
«Allora, dunque… è successo che Manasse, che doveva andare a prendere quell’Anima nel giorno prestabilito, è risultato invece essere assente. A questo proposito vorrei chiederle, Capo, molto rispettosamente: ci è consentito stare assenti? Lo dico perché sono almeno milleduecento ventitré anni che non mi prendo un giorno di pausa. E qui l’attività è serratissima. Lo dicevo così non per lamentarmi, ma per saperlo… questa attività la faccio solo per hobby, per passione intendo dire…, io ho anche una vita fuori di qui.»
«Vai avanti.»
«Manasse, dicevo, è stato assente quel giorno, ma ha passato per tempo, come doveva, le consegne a Ebediele. Fin qui tutto regolare. Solo che Ebediele, non si è accorto del nominativo di quest’Anima, come le dicevo, che si chiama… aspetti che me lo sono segnato… ah ecco sì: Clementine Kitchen.»
«Kitchen?»
«Kitchen, esatto. Non l’ha notata perché il nome si trovava riportata nella seconda pagina della lista consegnata. Poi con il daffare che c’è sempre, il giornaliero sempre strapieno, beh… sa com’è… questa cosa è sfuggita. Non sarebbe successa però se Noi ci ammodernassimo un po’. C’è un App per queste cose da poter usare anche sul cellulare… Sono stati inventati i laptop, i server, l’intelligenza artificiale… possibile che dobbiamo usare ancora il cartaceo?»
«Laptop, server? Cosa sono?» chiese disorientato il Capo.
«Appunto.»
«Ricordati che Noi abbiamo la Provvidenza dalla nostra parte: non si rompe mai e non ha bisogno di strane diavolerie per funzionare, per cui…»
«Per cui?»
«Per cui, vai avanti.»
«Insomma questa donna doveva essere prelevata 32 anni fa…»
«E adesso quanti anni ha?»
«103.»
«Dobbiamo rimediare immediatamente. Pensaci tu, Ezechia, oggi stesso» e riprese ad arrotare la lama.
«Capo, abbiamo un problema.»
C’era un silenzio, come dire, tombale. Il Capo stava posando una falce per prenderne un’altra. Ezechia ne approfittò per relazionare.
«Cominci a essere monotono, però. Già di ritorno? Notizie su Clementine Kitchen?»
«Sì, sono andato sul posto dell’ultimo domicilio conosciuto e…»
«E…?»
«E risulta deceduta.»
«Allora siamo Noi a non aver aggiornato l’Archivio Generale…»
«Forse… se non fosse che la donna risulta perita circa dieci anni fa in un naufragio della nave da crociera su cui si era imbarcata. Ma il corpo non è mai stato ritrovato. Anche se il naufragio si è verificato in alto mare, dunque ci potrebbe anche stare che sia andato disperso.»
«Cosa non ti convince, Ezechia…»
«…»
«Un dentista farebbe meno fatica a toglierti un dente…»
«E che nel Magazzino delle Anime Restituite non c’è l’Anima di Clementine Chicken. Va bene che c’è tanta confusione anche lì, ma prima o poi trovano tutto.»
«Kitchen.»
«Prego?»
«Clementine Kitchen non Chicken.»
«Sì, scusi Capo, Kitchen. È che ho fame, a quest’ora.»
Ciò che più Ezechia detestava era il dover fare tutta quella dieta per rimanere così, tutto ossa.
«Allora è viva, non c’è dubbio: bisogna assolutamente trovarla. Insisti, Ezechia, insisti.»
Ezechia se ne stava per andare quando il Capo lo fermò.
«Ah… porta con te il novizio, Sallum. È entrato da meno di una settimana e deve fare ancora pratica…»
«Posso, Capo? Sono Sallum…» disse bussando a un armadio a forma di bara.
«COMEEE?»
«Sono Sallum» disse alzando la voce per superare lo stridore della lima.
«Sei solo? Come mai? Ezechia dov’è?»
«Ezechia, Capo, è assente. Mi ha chiesto di avvertirla dicendo che lei avrebbe capito.»
«No, non ho capito. Mi aveva solo detto che ha una vita… Ma sul serio la morte ha una sua vita?»
«Ecco…» fece a disagio guardandosi attorno come per chiedere aiuto. «Sono felice però di comunicarle che abbiamo risolto tutto con la Kitchen, anche senza App…»
«Vai avanti.»
Sallum fece un passo verso il Capo sentendo che odorava di naftalina e olio per estrema unzione.
«Non fisicamente, Sallum… vai avanti con il discorso. L’avete trovata, dunque.»
«No, Capo. È lei che si è fatta trovare da noi.»
«In che senso?»
«Nel senso che, dopo aver visto morire tutti quelli che amava, si è ritrovata sola. Per anni ha vissuto d’inerzia, senza più uno scopo. Poi un giorno, davanti allo specchio, ha capito che non era più lei a trattenere la vita, ma la vita a trattenere lei. Così ha deciso di restituire l’Anima, convinta che qualcuno ne avrebbe fatto un miglior uso. Così ha lasciato un biglietto alle amiche di burraco con la scritta “È ora”. Noi siamo venuti a saperlo e siamo andate da lei. Ci aspettava.»
«Ma guarda… ed è solo per questo che si è fatta trovare?» fece il Capo grattandosi la testa con la lima.
«No, ha detto anche che, siccome era anche molto ricca era arcistufa di essere attorniata da amiche sanguisughe oltre al fatto che non ne poteva più di giocare a burraco.»
«Adesso mi torna.»
«Bene ora risulta tutto in parità, Capo… Siamo stati bravi?»
«Insomma…»
«Altri ordini?»
«No, per oggi, no… però, visto che sei qui…»
«Comandi.»
«Se ne può sapere di più su questa App…?»
«Sì, certamente… ma mi ci vorrà un po’ per spiegarle tutto.»
«Non abbiamo anche l’Eternità dalla nostra parte?»
Sallum cercò spazientito l’orologio al suo polso. Constatò per l’ennesima volta che gli era scivolato tra tibia e perone. Pensò anche che avrebbe fatto tardi e che non sarebbe riuscito a mantenere la promessa fatta a Clementine di farle fare un giro orientativo per la Stazione di Primo Ricevimento, giusto per farla ambientare un po’. Ma era contento lo stesso, dopotutto poteva dire a Ezechia che il Vecchio l’avrebbe abbozzata con quella balla della Provvidenza e si sarebbe fatto finalmente sentire con i piani alti. Anzi altissimi.

Comunque dopo un ritardo di 30 anni…o si affrettano o ne passano altri 30…ahahah
Insomma sembrano in un ufficio qualsiasi alle prese con errori banali che creano caos…
Bel pezzo…
so che è di cattivo gusto, ma quando ho letto dell’anima non reclamata per anni ho pensato che potevi nominare le due ex-queens immortali: la regina Elisabetta e Maggie Smith
Non è considerato (quasi mai) narrativamente corretto inserire in un racconto fantasy elementi di realtà
😄
Nice post! 🙂
Anche la morte sbaglia e dimentica le anime dei defunti. Basta una balla per restituire il sorriso.
bellissima lettura! grazie e complimenti
😁 Straordinario!
Mi ha fatto pensare a come il sentirsi diversi possa portare gli umani a desiderare così ardentemente un qualcosa – in questo caso la morte nonostante di norma la teme – pur di avvertire una appartenenza.
No, questa volta non mi piace abbastanza…
🤔
… Ma invece mi piace moltissimo.
🤪
Peccato però che la cosa non avrà un seguito, perché si potrebbe trarne una serie a fumetti di notevole successo. Invece so già che tu butterai anche questo piccolo tesoro in un cassetto, e subito ti darai da fare per produrne altri, e questo vuol dire che sei ancora più strano dei personaggi che inventi.
😨😱😂
Il fatto che ritieni che io sia più strano dei personaggi che invento lo prendo come un bel complimento. Grazie. Quanto ai fumetti, a parte gli scherzi, è una collaborazione che mi piacerebbe instaurare e alla quale sto pensando da diverso tempo. Ma ho appurato che non è cosa semplice per tanti motivi. Non è che conosci qualcuno?
Temo che dal lato pratico con me caschi parecchio male.
😁
Tuttavia immagino che il primo passo sia proseguire con altri racconti seguendo il filo della trama che hai già delineato. In pratica si scrivono da soli. Morte chiederà una mano a Bill Gates per modernizzare il suo lavoro, poi qualche racconto per presentare bene i personaggi e i nuovi problemi che avranno con l’introduzione delle app, e infine i primi scontri con i cattivi della situazione, diciamo una setta di umani, che nel corso dei secoli hanno acquisito potere e ricchezza vivendo molto oltre il normale, ma adesso vogliono ancora di più.
😉