Mark ormai usciva sempre più raramente. Camminare per la città lo inquietava. Aveva avuto recentemente anche un attacco di panico ed era stato davvero male. Per fortuna poteva lavorare da casa. Aveva l’attrezzatura sufficiente a consentirgli di lavorare con comodità da remoto senza muoversi dalla scrivania; il centro commerciale più vicino aveva poi un efficiente servizio di delivering. Lui ordinava online, il ragazzo arrivava lasciando la busta sullo zerbino e l’importo veniva addebitato sulla carta di credito. Niente di più semplice e niente che potesse desiderare di più.
Poi una mattina, in un momento di pausa, mentre si stava fumando una sigaretta alla finestra, gli cadde l’occhio su un uomo seduto a un tavolino del bar all’angolo. L’aveva già notato in quella stessa posizione durante altri lunedì precedenti. E lo ricordava bene che fosse proprio quel preciso giorno della settimana perché era anche quello in cui il ragazzo del market gli portava la spesa. Era strano il comportamento di quel tizio perché faceva finta di leggere, visto che il giornale che aveva sul tavolino veniva fissato senza essere sfogliato. E quella volta si accorse inoltre che, a un certo punto, l’uomo aveva fatto un lieve cenno con la testa, come per assentire. Di lì a poco, come se avesse ubbidito a quel comando, nel giardino pubblico di fronte, aveva preso a transitare una donna che spingeva una carrozzina. Camminava lentamente come quando si va a passeggio e si vuole far trascorrere il tempo. Poi si accostò a un platano e con un gesto rapido nascose nell’incavo dell’albero qualcosa, quindi proseguì con passo rapido. Dopo pochi attimi un secondo uomo, che era seduto su una panchina poco distante, si alzò lentamente avvicinandosi a quello stesso albero da cui prelevò un biglietto di color azzurro che, letto velocemente, fu messo subito in tasca. L’uomo al tavolino nel frattempo se n’era già andato.
Pareva la scena di un film di spionaggio. Pensò Mark.
Il lunedì della settimana successiva si sorprese ad assistere alla stessa scena dal medesimo punto di osservazione. L’uomo al tavolino, facendo sempre finta di leggere il solito giornale, fece ad un certo punto il medesimo cenno con il capo. E questo mosse un uomo anziano che, appoggiandosi claudicante a un bastone, si avvicinò al platano per lasciare il biglietto. Il secondo uomo (sempre lo stesso), già seduto sulla panchina, si alzò di conseguenza per prelevarlo e quindi leggerlo, come da copione.
Cosa stavano combinando? Si chiese Mark. Chi erano?
La settimana successiva si preparò meglio tirando fuori dal solaio un potente binocolo comprato anni prima quando ancora praticava birdwatching. Ora tutti i protagonisti li poteva vedere bene in volto. Anzi, osservare da vicino le loro espressioni era coinvolgente perché era chiaro, a dispetto della apparente indifferenze di tutti, che erano tutti d’accordo e si trattava di un modo ben orchestrato per veicolare informazioni probabilmente riservate. Gli uomini seduti al tavolino e sulla panchina erano sempre gli stessi, cambiavano solo i messaggeri. Tant’è che questa volta il ruolo era toccato a un giovane, sui vent’anni. Passò, guardando il proprio cellulare accanto al platano, per poi inserire con un gesto fulmineo il consueto biglietto nell’incavo. Tutto come da routine, insomma, anche se questa volta l’uomo seduto sulla panchina, quando andò a prelevare il foglietto, non se lo mise in tasca ma lo buttò distrattamente in un cestino dei rifiuti, poco distante.
Mark sentì una fitta di curiosità. E, improvvisamente, comprese che doveva saperne di più, doveva leggere cosa c’era scritto su quel messaggio. Quello era un’occasione probabilmente irripetibile. Lui, del resto, era fatto così.
In un attimo, dimentico dei suoi disagi psicologici, indossò maglia e jeans e scese in strada. Si assicurò che nessuno lo vedesse e poi cercò in modo frenetico il foglietto nel cestino. Era caduto appena di lato e lo trovò subito. Lo infilò in tasca e, con il cuore, in gola risalì in casa. In studio lo lesse attentamente. Era scritto con diligente grafia femminile. Poche parole ma inequivocabili.
“14.09, ore 24 — 65, Fitzcarraldo Street. Target in loco. Procedere.”
Sentì un sudore freddo lunga la schiena. Stavano tramando qualcosa di losco. Ed era per quella sera. Che fare? Si chiese. Chiamare la polizia? E se fosse stata solo la sua fantasia a galoppare e fargli credere chissà cosa? Si agitò. Pensò a mille possibilità. Soppesò i pro e i contro. Si sentì molto combattuto: non voleva abbandonare il confort di casa sua, ma d’altronde forse qualcuno sarebbe stato in pericolo e lui poteva salvarlo. Cedette: decise che sarebbe andato a vedere di persona e, all’occorrenza, se le cose si fossero messe proprio male, avrebbe potuto chiamare le forze dell’ordine. Inoltre, nottetempo, non lo avrebbe visto nessuno.
Così alle 24 si recò al n. 65 di Fitzcarraldo Street. Era una via isolata nella zona industriale della città; non c’erano che fabbriche tranne, al numero civico 65, una villetta. Le luci all’interno erano accese.
Si nascose dietro a una grossa siepe. Fece arrivare mezzanotte. Ma un’ora dopo, non era ancora successo nulla. Le luci nella casa si erano da tempo spente e tutto sembrava tranquillo. In giro non c’era anima viva. Ci doveva essere stato evidentemente un contrordine. Si disse. Ma poi che ci faceva lì? Perché si era fatto trascinare in quella situazione? Lui che ci entrava, dopotutto in quella faccenda? Maledetta la sua curiosità. Decise di andarsene. Ma prima di farlo, senza un perché, andò verso la porta della casa. Voleva sentire se ci fossero dei rumori sospetti.
La pallottola calibro .223 Remington non la sentì neppure arrivare. Alla velocità di 950 m/sec gli colpì la nuca prima ancora di udire lo sparo. Si riversò a terra come un fantoccio, senza neppure riuscire a realizzare che la vittima designata era proprio lui.

Molto coinvolgente, mi sono venuti i brividi, eppure qualcosa mi diceva che la vittima designata fosse proprio lui.
Beautifully done. Had me until the end. Quite nice to be fooled so. Thank you.
Thank you for your attention
Era meglio restare a casa a dormire al calduccio…
wtf, l’hanno giocato proprio bene 😂
un po’ mi hai ricordato un mix di Blaga’s lessons e The Truman Show
tutto perfetto, anche il finale largamente preannunciato. dato che, conoscendoti (conoscendo come costruisci i tuoi racconti, intendo) un finale simile era atteso, forse potevi (a) giustificare fin dall’inizio che il protagonista poteva essere un bersaglio (per esempio da casa era un analista della CIA) (b) trovare un finale diverso (per esempio si avvicina alla casa e trova i due uomini del bar e del parco morti con un terzo che ammazza anche lui). con immutata stima 🙂
m’e’ venuto un brivido….
Quando la curiosità fa male. Meglio restare nella propria zona comfort piuttosto che improvvisarsi detective.
Lungi che il risparmio non è mai guadagno
Feliz domingo.💐💐💐
Beh non scenderò al parco per leggere pizzini lasciati nei platani
Però potrebbe essere divertente…
Sai da cecchino professionista da tempo mandato a riposarsi in pensione temo la perdita della mia confortzone e diventare bersaglio
Leggevo giusto ieri sulla rivista Snipes Today, che sicuramente ricevi anche tu, un articolo di un famoso cecchino che trattava di questo argomento e di come fosse seccante, dopo anni di onorato servizio, ritrovarsi una situazione di questo genere. Il Sindacato poi non vuole prendere posizione…
Ma noi siamo in Italia l’imps ha assunto sotto contratto le nuove leve che ci hanno sostituito
Bene, meno male allora…
Perché proprio lui?
Ottima domanda
😅
Mark detto “Er bomba” si guadagnava da vivere insegnando tecniche terroristiche online ai barbudos di mezzo mondo. Dopo che era stata messa una grossa taglia sulla sua testa era diventato molto cauto, e sembrava impossibile farlo uscire dalla sua tana protetta. Però alla fine il Mossad lo ha beccato.
Perché no?
Scusate ma mi dicono dalla regia che il Mossad si è sbagliato e il Mark detto “Er bomba” abita al piano di sotto. Quello ucciso in effetti è il Mark detto “Er puzzetta”, che si isolava per sfuggire alle prese in giro degli amici. Vabbè, ma tanto è uguale.
🤪
Allora è stata una eliminazione con risvolti antinquinamento…
La curiosità uccise il gatto, ma il Briciola Day potrebbe riportarlo in vita.
😁
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Attenzione, tra due settimane
è il “Briciola Day”.
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😲 Che colpo di scena!
Bello, finale inaspettato 🌹🐈⬛
BUONA DOMENICA