L’intervista

La donna trascinava per la hall della stazione un bambino recalcitrante che, a sua volta, faceva sballonzolare dietro a sé un piccolo trolley.
«Mamma, ho sete…» 
La signora sembrava non ascoltare. Guardava attorno a sé, per capire che direzione prendere. Poi ricominciò a tirare il figlio che teneva per il polso per paura che gli scappasse.
 «Mamma, mi fai male. E ho tanta sete».
«Aspetta che devo vedere da che binario parte il treno…»
In quel preciso istante un ragazzo alto, ben vestito, con i capelli a spazzola, le si parò davanti con un microfono. Al di sopra della sua spalla, si accese un faro che illuminò donna e bambino, mentre una telecamera stava zummando.
«Siamo di Telegold Libera e stiamo conducendo un’inchiesta. Mi dica, signora: cosa la porta in questa stazione? Dove sta andando?» La donna, presa alla sprovvista, cominciò ad agitarsi sfornando un sorriso che le uscì tutto storto. «È contenta dei servizi di questa stazione? Trova tutte le informazioni che cerca? Il personale ferroviario si dimostra disponibile?» incalzò il ragazzo.
«Non… non saprei… è che non viaggio spesso» rispose la donna che si rassettò rapida i capelli sforzandosi di vedere nel bagliore accecante chi le stava parlando. «Sono qui con mio figlio… ma è solo lui che parte, va dal padre… sa, è sempre così impegnato quello là, e se vuole vedere il bambino…» disse sarcastica, indurendo i lineamenti del volto non più giovani. L’intervista durò altri cinque minuti. Il ragazzo, simpatico e dagli occhi cerulei, non la finiva più di fare domande, ma la signora, dopo un po’, ci aveva preso gusto.
«Su quale canale sarà trasmessa?» chiese alla fine la donna mentre il ragazzo stava già andandosene con il suo cameraman.
«Canale 102, signora, passerà nel tiggì di questa sera, alle 20».
La signora ringraziò e ancora un po’ emozionata, gettò un occhio al display delle partenze accorgendosi che il treno era in ritardo. 
«Bene, abbiamo ancora del tempo» annunciò la madre rivolta al bambino che le stava facendo il broncio. «D’accordo, hai vinto, andiamo al distributore, ti compro la coca-cola, va bene? Però se poi stai male, te le do pure…» 
Al figlio spuntò finalmente un sorriso sulle labbra, tanto che, fino al distributore, fu lui a tirare la madre. Poi la donna aprì la borsa, cercando per ogni dove il portamonete. Non c’era più. Istintivamente guardò nella direzione in cui aveva visto sparire intervistatore e cameraman. In quel punto la hall era deserta.
 Poi il bambino la strattonò:
«E allora? Questa coca-cola?»

9 pensieri su “L’intervista

  1. E meno male che ho letto qualcosina e tra queste anche il perchè di "briciolanellatte"….sono una donna e non ti avrei inviato un messaggio per invitarti a cena ma…sa di puccioso il tuo nik.:-)))

  2. Ma come mai le tue storie hanno spesso un finale amaro?Forse senti l'influenza della nostra società……Lavinia

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