A giudicare dalla villa e dal giardino, ampio e curato, gli occupanti di quella casa dovevano essere molto agiati, considerò il CEO nell’approssimarsi a suonare al cancello. Ma non ci riuscì perché una voce metallica dal videocitofono lo anticipò.
«Posso esserle d’aiuto?» si sentì dire da una voce maschile.
«Ehmm… sono Matthew Mason… Amministratore delegato dell’Agenzia di Onoranze funebri Mason & Mason.»
La voce al citofono si azzittì e non disse più nulla. Mason sapeva che faceva sempre questo effetto alla gente e aggiunse:
«Lady Thompson ha ritirato questa mattina presso la nostra sede di Regent Street un’urna con le ceneri della compianta sua madre…»
Dopo qualche istante uno scatto meccanico sbloccò il cancello che si aprì automaticamente.
Mason si inoltrò a passo svelto per il viale ombroso. Si scorgeva in lontananza, tra gli alberi di alto fusto, la villa in stile georgiano e si chiese quanto tempo ci avrebbe messo ad arrivare sino al portone di ingresso. In vista del porticato distinse ad un certo punto muoversi un uomo in divisa da domestico. Non lo aveva visto prima e si domandò da quanto tempo stesse lì ad osservarlo.
«Mi segua…» disse a un certo punto il maggiordomo quando Mason era a tiro di voce.
L’ingresso della villa intimoriva per la sua sontuosità così come l’arredo e gli arazzi. Mason era abituato a trattare con clienti di quel genere, ma quella magione emanava opulenza e una solenne austerità.
Il maggiordomo lo fece accomodare in biblioteca, chiedendogli se volesse una tazza di tè. Mason trovava penoso trovarsi lì e non aveva nessuna intenzione di prolungare la sua visita più del dovuto. Gentilmente rifiutò.
Milady non si fece attendere. E quando la vide entrare in biblioteca si accorse che sul suo viso traspariva una viva preoccupazione.
«Mi avete consegnato le ceneri sbagliate?» proruppe lei senza neppure salutare.
Mason fece un passo in avanti ma poi si fermò per mostrare deferenza; si limitò ad assumere l’espressione abbattuta da basset hound con la congiuntivite.
«No Milady, per fortuna, no…»
«Dunque?» fece alzando il mento e ricomponendosi.
«C’è stato, però, in effetti, un errore…»
Ora lo sguardo della donna era diventato tagliente come se stesse meditando quale punizione corporale infliggere a chi considerava un umile sottoposto.
«Si spieghi…»
«Ecco… durante la cremazione che ha preceduta quella della sua reverenda madre, l’addetto non ha…»
«Non ha?» incalzò preparata ormai alla cattiva notizia come un nostromo sul cassero prodiero poco prima del naufragio.
«Non ha pulito bene il cassetto delle ceneri… e una parte del corpo cremato in precedenza è finito nelle ceneri della compianta… si tratta delle ceneri di un popolano, oltretutto,… un certo Humphrey Johnson.»
La donna impallidì e si lasciò cadere su una poltrona come se una forza irresistibile l’avesse attratta al centro della terra.
«Ho sentito il dovere, Milady, di intervenire personalmente per porre rimedio a questo spiacevolissimo inconveniente. Se mi restituirà l’urna della sua amata madre, il Laboratorio sarà in grado di separare le due ceneri. Utilizziamo un marcatore laser per contrassegnarle indelebilmente, una per una.»
La donna per un po’ guardò nel vuoto, incredula per cotanto affronto. Poi si alzò lentamente come fosse una sonnambula. Prelevò delicatamente l’urna dalla mensola del camino e, sempre senza profferire parola, la consegnò all’uomo.
«È stato un errore inqualificabile per una ditta di prestigio come la nostra» ribadì Mason costernato. «È sempre più difficile trovare del personale all’altezza. Questo ovviamente non ci scusa. Ovvieremo al disagio il più presto possibile. Sono davvero mortificato, Milady» disse l’uomo sprofondandosi in un inchino.
Mason a quel punto indugiò a osservare la donna. Per un attimo aveva perduto compostezza ed eleganza. Non era la prima volta che assisteva a reazioni simili, anche se per motivi differenti.
«Milady» si sentì a quel punto di aggiungere. «Mi rendo conto di quanto possa sembrare… irriguardoso nei suoi graziosi confronti.» E poi cercò le parole giuste. «Ma la verità è che, al di là delle convenzioni, ciò che rimane di noi dopo la morte è sempre, come dire…, una mescolanza. Nella cenere dopotutto finiscono anche di ricordi, le emozioni, i legami con il prossimo. E senza nulla togliere all’increscioso incidente… le ceneri sono in fondo anche un amalgama delle storie che sono state vissute, dei volti amati o conosciuti, degli incontri fortuiti, delle frasi dette o solo pensate, e delle relazioni… alcuni insignificanti, altre… inaspettatamente essenziali.»
La donna, con lo sguardo ancora fisso sull’urna, parve riflettere. Quell’oggetto, che fino a un attimo prima aveva incarnato la purezza e la memoria della madre, ora le appariva come un simbolo scomodo di un’umanità forzatamente condivisa.
Mason aspettò ancora per qualche istante che la donna dicesse qualcosa, ma visto che continuava a tacere si allontanò lentamente ripetendo l’inchino. Stava per uscire dalla stanza quando Milady chiese con un filo di voce:
«E… e siete stati anche in grado di poter capire… quale parte del corpo di questo signore è finita nell’urna di mia madre?»
Mason si voltò sostenendo l’occhiata di severo rimprovero della donna e annuì gravemente.
«Sì, Milady. Purtroppo si tratta delle natiche.»
«Oh cielo, che orrore!» esclamò la donna lasciandosi cadere nuovamente sulla poltrona.

💕
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Insomma la compianta si è impossessata di cose che potrebbe voler mantenere…potrebbe rimanere male a dover restituire…
Bel pezzo
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oh cielo…. le natiche. Non la punta del piede o un orecchio…. le natiche. Che affronto.
E niente, pure sto giro grazie…. rendi il lunedi’ decisamente meno pesante.
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Le ceneri pure della reverenda madre contaminate da una parte non nobile di un popolano. Che affronto!
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😂😂😂
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Ahahahah!!!
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forse era meglio evitare di dirglielo… ora il ricordo è definitivamente rovinato…
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Bene bene, vedo che oggi ci regali un umorismo dal sapore antico, un po’ alla Wodehouse, ma anche moderno e assai surreale. E ammetto che con la storia delle natiche mi hai veramente sorpreso, perché ovviamente mi aspettavo si finisse con una vicina, ma ben distinta, parte anatomica.
🤔
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Offro un finale alternativo e assai volgare, garantito per mandare tutto in vacca:
“Milady, purtroppo l’uomo bruciato in precedenza aveva un … Organo… veramente troppo grande, e così la parte più sporgente è finita per sbaglio nell’urna successiva”.
“Avete detto grande? Ma quanto grande?”
“Molto grande Milady, oserei dire come quello di un cavallo o … ”
“ODDIO È MORTO ARMANDO!!!”
🤪😂
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😳
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😂😂😂😂😂
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Ho pensato che così sarebbe stato più ‘spregiativo’ per la nobildonna 😎
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Si, certo, ma sai sono io che mando sempre tutto in vacca.
😏
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Quale inqualificabile affronto! 😊
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😆 Gli ultimi racconti scritti da te terminano con parti del corpo diciamo “particolari”: a cosa lo dobbiamo? 😄
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In effetti…
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Guardiamo il lato positivo: le natiche, almeno, potrebbero essere simbolo di fortuna. 😉
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Vero. Se non fosse che la compianta è morta…
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Potrebbe tornarle utile anche nell’aldilà. Chi puo’ dirlo
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😬
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