Un tortellino di troppo

Era il suo cliente più importante e averlo nel suo portfolio gli aveva sempre dato molto lustro alimentando l’invidia degli altri suoi colleghi. Alvise l’aveva ereditato con lo studio di suo padre, ma la futura collaborazione con il nuovo Amministratore delegato, che aveva idee rivoluzionarie, poteva essere a rischio. Ed era cruciale quindi far bella figura con lui.
Così finalmente era arrivato il momento di offrirgli la possibilità di implementare nella produzione della pasta fresca, settore in cui quella azienda era famosa, uno scanner di ultima generazione. Era capace di individuare all’interno della pasta ripiena la più piccola presenza di materiale non alimentare essendo in tal modo in grado di innalzare notevolmente il livello di sicurezza produttivo. Soprattutto ora che, come gli era stato riferito, si erano verificati in ditta misteriosi sabotaggi.
Come d’accordo con l’ufficio commerciale si era recato alla linea tre della produzione (quella cioè che produceva tortellini di maggior pregio ma di minor quantità in modo che l’introduzione dei nuovi dispositivi avvenisse in modo graduale) e aveva sistemato il sofisticato rilevatore a laser collegandolo con una centralina elettronica. Il sistema aveva il compito di individuare, controllando trasversalmente il nastro trasportatore, il tortellino che presentasse anomalie in modo che si potesse intervenire per eliminarlo. Alvise era proprio soddisfatto di quell’apparecchiatura che già in altri stabilimenti in Europa aveva dato degli ottimi risultati; proporlo, per primo nel suo paese, proprio al suo cliente numero uno era per lui motivo di grande speranza per la prosecuzione della partnership.
In vista della presentazione pensò inoltre che avrebbe potuto impressionare il nuovo Amministratore con una rilevazione a sorpresa. Aveva voluto così inserire in un tortellino alcuni pallini da cartuccia per beccaccino che aveva portato da casa per poi sistemare il pezzo sul nastro trasportatore a monte del rilevatore. Lo scanner, una volta acceso, si sarebbe attivato all’improvviso proprio mentre lui sarebbe stato con l’Amministratore; l’allarme avrebbe creato un grande effetto scenico, ideale per convincere definitivamente il cliente.
Stava procedendo nella sua dimostrazione, si stava già pregustando cosa sarebbe successo di lì a poco quando si accorse che, pur trascorrendo i secondi, non accadeva nulla. Qualcosa non stava funzionando.
«Mi scusi» gli disse interrompendo la presentazione e andando a verificare la funzionalità dello rilevatore. Vide che era stato spento. Qualcuno lo aveva disattivato. Allora era vero che c’era un sabotatore! E poi l’occhio gli cadde sulla marea di tortellini che in quell’istante stavano passando sotto l’occhio digitale dello scanner senza che potesse individuare quello da lui predisposto. Provò angoscia e impotenza e un sudore freddo prese a colargli lungo la schiena. Si accorse che anche ad occhio nudo il suo tortellino era del tutto indistinguibile dagli altri. Non poteva credere che a lui stesse succedendo una cosa simile.
«Qualcosa non va?» domandò l’Amministratore che lo aveva nel frattempo raggiunto. Il suo sguardo era incuriosito più che preoccupato.
Lui non seppe cosa rispondere. Pensò solo che avrebbe voluto sparire.
L’Amministratore guardò a quel punto il suo orologio da polso.
«È l’ora di pranzo!» esclamò con un certo entusiasmo «Su, venga, che le faccio assaggiare questi tortellini appena sfornati. Sono una nuova specialità della casa, così mi dice cosa ne pensa. Poi torniamo qui e mi spiega meglio come funziona il suo scanner. Sono sicuro che mi stupirà.»

20 pensieri riguardo “Un tortellino di troppo”

            1. E’ che l’apprezzamento era rivolto al tuo pensierino e non alla pensierina che aveva pensato il bel pensierino.
              Vabbé… predispongo una mappa concettuale e poi te la mando, così non m’imbroglio.
              🤭

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  1. Dovrebbe aver un colpo di fortuna beccare quello coi pallini. Però come rovescio della medaglia potrà affermare che il sabotatore è cosa reale.

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  2. Quindi Alvise mostrerà di gradire i tortellini mangiandone assai, così compiacerà il cliente e con buona probabilità sarà lui a ingerire quello piombato.

    Poi il mattino dopo il piombo verrà evacuato senza danni, lasciando per ricordo solo una lieve scheggiatura a un dente, un castigo tutto sommato meritato.
    🙂

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