La ragazza era una biondina, abbastanza anonima per la verità, ma si distingueva per il suo fervore e la passione con cui stava contestando. Certo, urlava come tutti, ma lo faceva come se da quello che diceva fosse dipesa la sua stessa vita. Si voltava persino, ogni tanto, verso i dimostranti per incitarli a farsi sentire. Al contrario di tutti gli altri, però, era ben vestita e aveva un foulard di marca attorno al collo che le impreziosiva il completo.
Tamara e i suoi braccianti, invece, avevano gli abiti da lavoro ed erano venuti dalla bassa; un viaggio lungo sino a quella piazza del potere, senza molte speranze per la verità, più disillusi che entusiasti di far sentire la propria voce, ma ugualmente consapevoli che fosse arrivato il momento di opporsi con fermezza e con tutte le forze a loro disposizione alle sconsiderate politiche economiche di quel Governo. La conduzione delle stalle andava sempre peggio. I limiti di produttività imposti dall’Europa, il prelievo fiscale sempre più alto e la concorrenza tecnologica delle grandi industrie del settore suonavano come un requiem per le piccole aziende.
Così Tamara aveva pensato, come simbolo di quella manifestazione di protesta, di portarsi dietro anche la “Bella Rosina”, un’alpina grigia non più giovane, ma che era il vanto non solo della loro fattoria, ma dell’intero comprensorio. Aveva pensato che se i responsabili del Governo l’avessero potuta guardare anche solo per un attimo negli occhi avrebbero capito molto di più da lei che dai soliti vuoti slogan. Anche se lo Stato, come al solito, latitava.
Sulla spianata c’erano invece, ben schierate, ben più di una squadra della polizia in tenuta antisommossa. E questo faceva ben capire come il clima politico fosse da tempo cambiato e quale fosse la reale posizione dello Stato su quell’argomento. Era dunque un “muro contro muro”, dove era però solo la povera gente che, come al solito, alla fine ci avrebbe rimesso.
Tamara piano piano, tenendo al guinzaglio la “Bella Rosina”, si fece allora strada tra i dimostranti. La sua intenzione era di mettersi in bella mostra sotto le finestre dei cosiddetti “onorevoli” e far capire loro cosa significava il duro lavoro. Al suo lento incedere tutti la lasciavano passare, un po’ per rispetto un po’ per l’imponenza dell’animale. Fino a quando non arrivò quasi in prima fila alle spalle della biondina che non smetteva di urlare un ritrito: «Basta, vergogna, tornate nella fogna; basta, vergogna, tornate nella fogna!»
«Certo che hai davvero due bei polmoni, complimenti!» le disse dopo qualche attimo Tamara con un spiccato accento brianzolo.
La ragazza, ancora impegnata a gridare a squarciagola, non badò alla donna. Poi, probabilmente infastidita da alcuni fumogeni, la “Bella Rosina” emise un potente muggito, in una nuvola di vapore acqueo, tanto che tutti gli astanti si azzittirono. La biondina si voltò.
«Ma è una mucca!» fece sgranando gli occhi accorgendosi di quanto l’animale le fosse vicino.
«Teoricamente è una “vacca”…» fece Tamara squadrando il vestito griffato della biondina «ma va bene lo stesso chiamarla anche “mucca”…»
La ragazza sorrise e aggiunse:
«È proprio una vergogna che non si faccia nulla per i diritti degli animali!»
«Sì, hai ragione» fece la donna assentendo «noi però ci teniamo a trattarli bene… tutto sommato sono loro che mantengono noi.»
«Vi fa onore, davvero… e cosa ne farete delle mucche quando non faranno più latte da consumo!»
«Veramente vorremmo che il latte da consumo fosse solo meglio pagato e che la nostra attività di lavoratori fosse più remunerativa!»
«Come sarebbe a dire? Questa non è la contestazione vegana, contro lo sfruttamento degli animali e dei loro sottoprodotti?»
«Assolutamente no… mi hanno detto che era nella piazza adiacente… ma che è già terminata da un’oretta»
«O madonnina bella…» fece quella abbassando le braccia in un gesto di sconforto. Il vestito di Armani le stava però a pennello. «Mi scusi» fece ancora lei, scartando in qualche modo la “Bella Rosina” che sembrava squadrarla con aria di disappunto; e si fece strada tra la folla sparendo in tutta fretta.

SALUTI
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Capita…
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fantastica. ho passato due minuti a immaginare la faccia della tipa quando ha capito che aveva sbagliato manifestazione. La ciliegina sarebbe stata la Rosina che le lasciava addosso un bello strato di saliva dopo abbondante leccata…. ma non si puo’ avere tutto.
Fantastica, come al solito.
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Sì bella idea
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BUON INIZIO SETTIMANA
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😂🤦♂️
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Wonderful Story
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la Rosina bella è anche… il titolo di una Filastrocca piemontese… e di un canto popolare…
e c è anche la Bela Rosin… che fu dapprima l’amante e in seguito la moglie morganatica del re d’Italia Vittorio Emanuele II di Savoia…
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Insomma non era il momento giusto…ahahahah
Pero’ il guinzaglio e i diritti stridono in ogni momento
Bel pezzo
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I laughed when I read the ending, which I hope was an appropriate reaction. The Armani-wearing woman was too much. Actually, though, I appreciate all the perspectives created–which make for an engaging story!
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Your interpretation of the story is more than correct. Thanks for your comment
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Avrebbe fatto la gioia dei nostri governanti questa radical chic che sbaglia la piazza.
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Di belle ‘Rosine’ ne ho conosciute parecchie nella mia infanzia insieme al contadino che con pazienza e fatica le accudiva, e ne avevo un gran rispetto. Bello il racconto, ciao!
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Solo i ricchi possono battersi per la dieta e gli animali, i veri lavoratori combattono per il diritto al lavoro ben retribuito.
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😆 Certo, scambiare una protesta per un’altra…
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Buona domenica ❤️
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Bravo, ben reso. Mi sembra persino di sentire sulle labbra il buon sapore del latte appena munto. Viva la bella Rosina e la brava Tamara che bene la accudisce.
🤗
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