Insegnami stanotte

artista - musica - chitarra

Quando sentì per la prima volta questa canzone ne rimase folgorato. Era bellissima. Pensava anche che fosse stato quel suo artista speciale a comporla, ma poi fece una ricerca sul web e scoprì che era addirittura risalente all’anno 1953 e che era famosa tanto da vantare innumerevoli cover anche di grandi cantanti, l’ultima delle quali proprio quella che aveva ascoltato.
E così prese a sentirla una volta, due, tre… fino a perderne il conto, senza riuscire più a fermarsi.
Se andava al lavoro o faceva una passeggiata o trascorreva la serata con gli amici si scopriva a desiderare di risentirla e ancora e ancora come si trovasse in astinenza. E quando tornava a casa ricercava febbrilmente su internet il video o il brano per ascoltarlo di nuovo e così acquietarsi come se avesse aggiunto la parte essenziale che gli mancava.
Ci pensò su, per capire.
Sì, quella canzone gli ricordava un momento indefinito dell’infanzia; l’aveva già sentita anche se non poteva dire quando. Gli aveva fatto sicuramente da leit motiv in giornate felici e spensierate tanto che ora, riascoltandola, anche se in quella diversa e più accattivante cover, riaffioravano quelle stesse piacevoli sensazioni con la stessa forza rievocativa di allora. Già, si rivedeva bambino mentre giocava, leggero nell’anima, nella sua stanzetta, in un tempo che pareva allora immobile, quando ogni cosa sembrava avere il suo posto e un proprio significato; di quando tutto era ancora possibile, il futuro una favola ancora da raccontare e la giovinezza un potente talismano da tenere in tasca.

Ma quella musica pian piano con il passare dei giorni e delle settimane diventò un’ossessione. Aveva smesso ormai di ascoltarla perché se la sentiva già risuonare pressoché in continuazione nella testa. Soprattutto di notte quando non riusciva a prendere sonno.
Quando capì che stava diventando un problema finì per sentire uno psicologo. Dopo molte sedute, in cui gli fu spiegato che quella canzone aveva riportato a galla tutti i problemi irrisolti e rimossi della sua adolescenza, lui ne prese finalmente consapevolezza e la canzone lo abbandonò all’improvviso. Riprese a dormire e a lavorare in modo sereno e produttivo. Si riconciliò con la vita di tutti i giorni.
Poi, un anno dopo, mentre si recava di fretta ad Alvona, in autostrada, inaspettatamente risentì alla radio dell’auto proprio quella canzone. In un attimo ebbe il terrore che tutti quei mesi di terapia potessero andare in fumo ricadendo nella vecchia fissazione. Si agitò, andò nel panico. Prese a dare i pugni all’autoradio per far smettere quella musica, quando sarebbe bastato, dopotutto, solo cambiare canale; e non si accorse che si trovava sul viadotto più alto di quel tratto di strada con il muso dell’auto che puntava dritto dritto verso il vicino guardrail. E prima che potesse frenare o rimettersi in carreggiata lo sfondò come fosse di cartone avvitandosi nell’aria diverse volte per poi finire un centinaio di metri più in giù sulle rocce prospicienti il mare.
Quando riaprì gli occhi era immerso in un mare di bianco.
Dopo un lungo periodo di silenzio gli venne incontro d’un tratto qualcosa di luminoso seguito da una seconda luce altrettanto radiosa che si accodò alla prima e poi da altre ancora fino a quando non lo misero al centro di un cerchio perfetto. Quindi le luci abbaglianti dei volti si attenuarono e lui vide finalmente i lori occhi splendenti. Sentì un’ondata di pace e serenità. Tutti gli sorrisero, di un sorriso misericordioso e carico di speranza.
Quindi tutti insieme iniziarono a cantare:

21 pensieri riguardo “Insegnami stanotte”

  1. Stamani non ho troppo tempo ,ma appena ho un po’ di tempo proverò col PC, ieri dopo tanto tempo che scrivo per il Giornale ” Alessandria Today ” non mi riconosceva più e ho dovuto fare nuovamente il ” login” .Il mondo virtuale è complicato e quindi mi adeguo… Ciao Briciolo !👍🙏🥰

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  2. Curiosità… scrivere al cellulare non è il mio forte e di nota dagli strafalcioni… Scusami per non essere chiara, ma solitamente non rileggo ciò che scrivo e qui ho fatto un macellaio 😞

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  3. Come mai non di riesce a leggere oltre per capire di cosa stai scrivendo…Si sa che le la curo è donna, i tuoi post si fermano dopo le prime frasi e andate oltre non si riesce; clicco e non si apre nulla… Buona giornata, ciao!👍🍀🥰

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      1. Possibile finale alternativo.

        Il protagonista vede una grande luce, e intuisce che il suo corpo giace in un letto di ospedale in coma, quindi si gira e cerca di tornare indietro, ma i suoi amici intanto, nel tentativo di risvegliarlo stanno suonando “quella canzone che gli piace tanto” , e così il poveretto disperato si lancia nella Luce, per scoprire che dall’altra parte tutti passano l’ eternità cantando sempre e solo…

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        “Quarantaquattro gatti
        In fila per sei col resto di due
        Si unirono compatti
        In fila per sei col resto di due
        Coi baffi allineati
        In fila per sei col resto di due
        Le code attorcigliate
        In fila per sei col resto di due
        Sei per sette quarantadue
        Più due quarantaquattro”

        😁
        .

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