Il quotidiano del mattino

Quella mattina io e Browser stavamo attraversando piazzetta di Lughi insieme. Lui camminava poco dietro di me, come fa sempre. Il viso era imbronciato, la sua testa era probabilmente ai suoi computer lasciati soli nella sua casa-laboratorio, mentre i passetti erano corti e svelti nonostante lui sia mastodontico e possa fare passi da gigante; ne risulta che quell’andatura lo fa sembrare un grizzly in equilibrio precario sulle zampe posteriori.
«Vuoi un quotidiano?» gli chiesi fermandomi all’edicola in centro della piazzetta. Lui tirò su con il naso, poi mi disse che sarebbe andato a prendersi uno di quei giornali che vendono gratis al mattino vicino al ‘Bar del Cinghiale’. Lo vidi infatti, subito dopo, caracollare arcigno verso il locale dove Oreste stava facendo le pulizia, sbilanciando le spalle prima da una parte e poi dall’altra; si avvicinò deciso ad un ragazzo basso, riccioluto, dalla carnagione olivastra e senza troppi complimenti si prese il giornale. Lo piegò in due e, nel ritornare da me, se lo incastrò sotto l’ascella. Senza dire nient’altro proseguimmo. Io andavo al lavoro e lui, da quello che ero riuscito a capire, da ‘Gi per riparargli un modem. Facemmo ancora qualche passo insieme poi lui disincastrò il giornale e lo aprì.
«Ma porc…»
«Cosa c’è, Browser?»
La testata del quotidiano diceva ‘Fuori Binario, la voce dei senzatetto’.
«Ma questo non è il solito giornale!» fece lui guardandomi severo.
«Eh no…» feci io ridendo. «È che ti sei avvicinato al ragazzo con quella faccia trucida come se volessi picchiarlo; lui, che probabilmente è un extracomunitario forse pure clandestino, ti ha visto grosso come un vagone e si è lasciato prendere il giornale.»
Browser era confuso. Si voltò persino indietro per vedere se riusciva a scorgerlo.
«Bene, amico mio, io vado… prima che arrestino anche me.»