Tippy

Mi ha telefonato Browser: era viola di rabbia. Mi ha detto che stava chattando con una tipa sudamericana tutta pepe, cui piacevano i topi da computer grassocci e grufolosi come lui (sono parole testuali usate dal mio amico) quando il black-out alla corrente elettrica gli ha fatto saltare il collegamento. Nonostante tutti i tentativi di ripescare ‘la mulata’ non è più riuscito a rintracciarla perché il programma che lui aveva usato per parlarle aveva estratto quella tizia random, cioè a caso, tra tutti gli utenti in quel momento in linea nel mondo. Browser sa solo che il suo nick è Tippy e che ha un pappagallino rosso e blu tatuato appena sopra il capezzolo sinistro. Eh sì perché, mi ha raccontato lui, Tippy chattava con la webcam puntata, appena sotto il sorriso abbacinante, sul suo seno prosperoso completamente scoperto. Browser, insomma, è in preda a una delle sue periodiche crisi da maschio sessualmente depresso. Fino a ora ha trovato, con il nome di Tippy, solo una ditta canadese che vende preservativi per corrispondenza e un gay di Bora-Bora che fa visite a domicilio anche con trasferte transoceaniche.
Mi ha assicurato, comunque, che non mollerà, a costo di farsi piccolo piccolo come un bit e scandagliare personalmente tutta la Rete.
Certo ci vuole un bel po’ di sforzo per immaginare un enorme topogigio, con un cespuglio in testa, ridotto ad una manciata di bit, tuttavia…
E poi dicono che i pappagallini non sono animali pericolosi!