L’Ultraverso

Noxxi, era un uomo dall’aspetto fragile e malaticcio che nella preghiera sapeva trovare conforto. Un giorno, per lui infausto, gli accadde di morire, come succede inevitabilmente a tutti gli uomini della Terra. Sospettando però di aver combinato più guai che opere buone, gli sembrava che la destinazione per lui più probabile fosse il Purgatorio, proprio a volerci credere.
Invece, quando riaprì gli occhi, dall’altra parte, si ritrovò nell’Ultraverso, un unico generalista Aldilà che non aveva nulla a che fare con ciò che aveva appreso nel catechismo parrocchiale. Ogni cosa sembrava infatti partorita da una mente perversa.
L’Inferno e il Paradiso (il Purgatorio non c’era mai stato) erano stati smantellati da tempo, tanto che ne era stata ormai perduta ogni memoria. Quelli che erano stati i diavoli, per spirito di sopravvivenza, si erano trasformati in Abominevoli Bruchi, mentre vi era stata la diaspora degli Angeli Raminghi che si aggiravano ora confusi tra le macerie del Paradiso, chiedendosi ancora il perché come in un mantra infinito. Nessuno però li toccava e diceva loro niente. Semplicemente venivano ignorati.
A regnare sull’Ultraverso adesso erano i Gemelli Obesi: Zaldo, buono ma sempliciotto, ai limiti della stupidità, e Torchio, scaltramente cattivo e lucidamente spietato. Per le anime, al trapasso, non c’erano dunque esami di coscienza e giudizi particolari, né cherubini con trombe spianate o diavoli a sorvegliare le anime perdute. Solo anime smarrite, in numero di miliardi di miliardi, incatenate alle Ruote Primordiali, che giravano e giravano in aeternum per generare l’energia necessaria per muovere le galassie.
Il Comando Telepatico spettava a Kroco, l’Abominevole Bruco dei Bruchi, che inviava scosse elettriche direttamente al cervello di ciascuna anima appena mostrava segni di voler rallentare l’eterno cammino. Era implacabile nel portare avanti il suo sordido compito e nessuna lusinga faceva breccia nell’arido cuore.
In sottofondo, a volume insostenibile, diffusa dal Grande Megafono, si doveva ascoltare la perenne Storia dell’Ultraverso che narrava delle imprese dei Gemelli Obesi, la loro presa del potere, il ribaltamento dell’Ordine Immoto, le specifiche tecniche delle ruote propulsive e il Fine ultimo cui tutti, tranne i Gemelli, dovevano contribuire a realizzare.
Fu così che, dal Grande Megafono, Noxxi scoprì l’esistenza di un terzo fratello: Fràmulo, silenzioso e introverso, che, un giorno, sopraffatto dalla noia e dall’assurdità della propria esistenza, aveva premuto sul petto il pulsante “NIHIL” (che insieme a “FELIX” completava l’equipaggiamento supremo dei Gemelli Obesi). In un istante, si ridusse a polvere di atomi dispersa nell’Antimateria. Fu un’uscita di scena che gli altri due fratelli salutarono con un’alzata di spalle, perché Fràmulo, l’intellettuale, non era simpatico a nessuno (tanto che, di lì a poco, la sua immensa biblioteca, per un fortuito incidente provocato dai Bruchi, andò distrutta da un incendio).
Trascorse in questo modo tanto tempo (difficile dire quanto perché nell’Ultraverso il Tempo era stato inchiodato mani e piedi a un tavolo rotante) e Noxxi, durante il fermo per manutenzione della Ruota Primordiale cui era legato come mille altri, colse i malumori crescenti delle altre anime. Nacque così, da lui fondata, la Cricca Clandestina degli Alienati, decisi a ribellarsi alla tirannia imposta con la forza dai Gemelli Obesi. Le cieche repressioni di questi rigurgiti sovversivi non tardarono tuttavia ad arrivare: chi veniva scoperto dagli Abominevoli Bruchi a tramare tra un giro di ruota e l’altro era condannato ad ascoltare per l’eternità spot pubblicitari di televendita di materassi ortopedici. Ma l’organizzazione nel complesso resistette, e l’arruolamento tra le nuove anime non conobbe soste.
La svolta avvenne quando si unì a loro il dr. Pablo Pasco, il Chirurgo, che in vita aveva tenuto bisturi e coscienza ben affilati. Era diventato ben presto medico personale di Torchio, guadagnando la sua totale e incondizionata fiducia. Il Gemello più forte aveva infatti bisogno di assistenza sanitaria, essendo dedito all’abuso compulsivo del pulsante “FELIX”, autodispensatore di beatitudine artificiale.
In occasione quindi dell’anestesia per l’installazione di un cervello di riserva, il dr. Pasco, in accordo con la Cricca degli Alienati, compì l’azzardo: invertì i pulsanti di Torchio scambiando il “NIHIL” con il “FELIX”. Successivamente, sempre il chirurgo, si presentò davanti al Gran Consiglio degli Abominevoli Bruchi per rendere conto di come fosse andato l’intervento. In quel frangente raccomandò più volte che Torchio, debilitato per il troppo uso del pulsante di autodelizia, non usasse il relativo pulsante se non sotto stretto controllo medico e comunque in dosi ridottissime perché poteva friggersi il cervello che nemmeno le scosse elettriche di Kroco avrebbero potuto rianimare.
Il destino fece il resto. Appena rimessosi, Torchio – notoriamente allergico a ogni saggio consiglio – premette e ripremette il bottone della gioia, anche per riscuotere gli arretrati non consumati nel periodo di convalescenza, non sospettando che, in realtà, stava pigiando sul pulsante “NIHIL”. In un attimo si dissolse anche lui in uno spruzzo di particelle scintillanti, esattamente come era successo a Fràmulo.
Alla notizia, Zaldo, il Gemello debole, insicuro e sciocchino, si atterrì di essere rimasto solo. Le decisioni le aveva infatti sempre prese Torchio: era lui che sapeva come mandare avanti la Sacra Baracca.
La Cricca degli Alienati, che aveva nel frattempo scoperto nel sottocrosta dell’Antimateria, il GÖTTERLAGER – campo di concentramento delle divinità, per cui vi era concreta speranza di riportare l’Ultraverso all’Ancien Régime – si presentarono a Zaldo con una possibile soluzione per il suo problema di ansia acuta da unico Gemello. Con l’aiuto di Pasco gli fecero credere che, se si fosse fatto posizionare nel suo torace, al posto del pulsante “NIHIL”, quello di “RESET” avrebbe potuto premerlo per riportare l’Ultraverso alle impostazioni originari di fabbrica, come se cioè fosse appena uscito dal big bang. Il resettaggio avrebbe riportato in vita Torchio (anche se purtroppo anche Fràmulo) e tutte le anime sarebbero state riavviate alle Ruote Primordiali senza più scioperi e pause pranzo. Zaldo accettò di buon grado la proposta e, premuto il tasto “RESET”, che si ricorda essere sempre stato il pulsante di “NIHIL”, si scompose in infinitesimali atomi sfavillanti.
La tirannia era finita. Le Ruote si fermarono, l’Ultraverso cessò di espandersi. Il GÖTTERLAGER fu aperto e Gesù, Allah, Mitra, Confucio e tanti altri, liberati. Gli Abominevoli Bruchi, che sopravvissero alle vendette personali, furono cacciati con ignominia. Ogni anima avrebbe potuto di nuovo avere, di lì a poco, il proprio Aldilà personalizzato per ogni credo: chiese celestiali, giardini zen silenziosi, cori di celeste beatitudine, deserti vuoti per gli atei più incalliti. Si buttarono giù febbrilmente persino i progetti per la ricostruzione dell’Inferno e del Paradiso (no, al Purgatorio non ci pensarono neppure in quel momento). Sembrava insomma l’inizio di una nuova era di fiducia e prosperità.
Ma i vuoti di potere, come si sa, non restano mai tali a lungo. Soprattutto nell’Ultraverso.
Noxxi, fedele alla sua formazione chiesastica, chiese consiglio sul da farsi ad alcuni Angeli Raminghi. Loro lo rassicurarono facendogli notare che il più era fatto: avevano liberato Gesù, e tanto bastava. Ci avrebbe pensato lui.
Ma gli Abominevoli Bruchi superstiti iniziarono a manovrare nell’ombra fomentando nuove tensioni e ordendo congiure tra le variopinte fazioni religiose dell’Ultraverso. E proprio allora accadde.
Noxxi, che fino a quel momento era rimasto uno schivo comprimario, aumentò inspiegabilmente di peso. Ingrassò e ingrassò nonostante la dieta ferrea e l’aiuto della preghiera. Infine, sentì un fremito nel petto. Una sporgenza metallica, mai avvertita prima, pulsava sotto la pelle. Un piccolo sportellino all’improvviso si aprì e rivelò due pulsanti: “NIHIL” e “FELIX”. Le anime lo guardarono in silenzio, incredule ma speranzose. Kroco, l’Abominevole Bruco dei Bruchi, si inchinò. Tutti gli Angeli Raminghi presenti , ma ancora confusi, fecero quadrato attorno a lui benedicendolo.
Noxxi finalmente comprese. Non era più una semplice anima smarrita, né un’anima da avviare alla Ruota primordiale. E si specchiò negli occhi cerulei di un Angelo Ramingo per averne conferma: era una copia esatta di Torchio e Zaldo. Sentì il Potere ribollirgli dentro come una pozione malefica.
“Questo cambia tutto” pensò.
E così nell’Ultraverso, il Ciclo dell’eterna ricerca dell’Onnipotenza riprese a macinare ostinato, tanto che il Grande Megafono si mise a scandire, ora, tutta un’altra Storia.

22 pensieri su “L’Ultraverso

  1. Di’ la verita, questa volta hai scritto subito dopo una libagione con ricchissima dose di alcool.
    Ultraverso, bruchi e chi più ne ha più ne metta…. uaho.

  2. La storia è come una gigantesca ruota mossa dagli uomini che la fanno girare ma alla fine il risultato è sempre lo stesso come in questo pezzo. Gira e rigira fatto fuori uno ne compare un altro che sempre la copia sputata del precedente.

  3. Fantastico racconto.
    😁

    Comunque puoi stare tranquillo perché so da fonte certa che il Prodigioso Spaghetto Volante sta per finire le vacanze in Versilia, e appena sarà tornato basterà un semplice schiocco delle sue spaghettose appendici per ripristinare il classico paradiso di una volta, con il vulcano che erutta birra, le colline di spaghetti e polpette e tante bellissime spogliarelliste o spogliarellisti, a seconda dei propri gusti personali, sempre a disposizione per ogni nostro bisogno.

    😜

    Quindi Ramen fratello, Ramen. Abbi fede e vedrai che tutto andrà nel migliore dei modi e dei mondi.

  4. Ciao briciola, come mai non trovo il commento che ho lasciato nel Sito quando ho finito di leggere la storia, ho cliccato per inviare e ho lasciato anche la mia mail, ma qui non c’è.
    Ciao🙏🏻🫶🏻🤍🤗

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