Recensione: Uomini senza donne

Uomini senza donnePremetto che il genere racconto mi piace molto. Del resto non amministrerei da così tanti anni un blog incentrato addirittura su racconti minimi che non superano la lunghezza di una cartella.

Contrariamente alla maggioranza dei lettori trovo pertanto che, quando a scrivere sia un artista di grande talento, come Alice Munro, Raymond Carver o, appunto come in questo caso, Murakami Haruki, il risultato sia spesso pregevole e meritevole di attenzione.

Murakami si era già cimentato con questo genere letterario in un altro lavoro (I salici ciechi e la donna addormentata), e anche allora aveva fatto comprendere di saper ben padroneggiare questo difficile e insidioso strumento espressivo.

C’è da dire che in questo genere, Murakami sa ancor meglio scandagliare la realtà abbandonando (tranne forse per il finale del racconto ‘Kino’ e per tutto il racconto ‘Samsa Innamorato’) il suo stile onirico-fantastico di alcuni romanzi (a volte anche eccessivo ben oltre la verosimiglianza) affrontando tematiche che gli sono congeniali, prima fra tutte la sparizione, l’illogicità della vita e soprattutto la solitudine dell’uomo davanti alle grandi scelte.

La sua straordinaria capacità di delineare in profondità i personaggi è anche in questo libro ragguardevole. Riesce a disegnare i personaggi a ondate successive, in modo sempre più preciso e scolpito, come uno scanner che ad ogni passaggio aggiunge un colore o un dettaglio, assegnando loro una dimensione morale che li fa ricordare ben oltre la chiusura del libro.

L’originalità di questo lavoro (sotto sette racconti) risiede nel fatto che i personaggi questa volta sono in prevalenza donne e di converso gli uomini senza di loro. L’opera ruota sul concetto di assenza, sul significato della solitudine interiore, sulla mancanza e sul vuoto che la donna sa lasciare in chi ha avuto modo di viverla e di perderla. Ed è una galleria di personaggi particolari, veri (con esclusione forse di ‘Samsa Innamorato’) che ci accompagnano l’uno dopo l’altro, uno diverso dall’altro, pagina dopo pagina, con la gradevole impressione, alla fine del libro, che si prendano tutti per mano per un ultimo leggero inchino per salutare il lettore.

Il libro non è un capolavoro (come altri libri di questo Autore) ma è molto piacevole da leggere (i miei racconti preferiti sono ‘Shahrazad’ e ‘Samsa Innamorato’) e si piazza molto bene nelle sua galassia di opere. Sicuramente da leggere.

In mucchine la valutazione è 4/5.

MU4
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Uomini senza donne

di Murakami Haruki
Editore Einaudi
collana ‘Supercoralli’
2015, 222 pagine, rilegato

traduttore Pastore A.
ISBN 9788806225872
finito di leggere oggi, 8 agosto 2015, in formato cartaceo
valutazione 4/5 mucchine

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<– Dora Bruder
–> (fine)

 

 

3 pensieri su “Recensione: Uomini senza donne

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