Recensione: Dora Bruder

dora bruderPiù noioso del libro Dora Bruder di Patrick Modiano ho trovato, tempo fa, solo un vecchio documentario della BBC sui riti di accoppiamento delle formiche verdi dell’Amazzonia o la descrizione degli abitanti del bosco da parte di Tolkien nel ‘Signore degli Anelli’.

Non si capisce in realtà che tipo di libro aspirasse a voler diventare o quali le ragioni vere per le quali è stato scritto e pubblicato: si tratta di un romanzo? Di un diario? Di una denuncia? O piuttosto di un documento storico, un pamphlet o solo un modo come un altro per sottrarre emblematicamente all’anonimato una qualunque ragazzina ebrea inghiottita dagli orrori di Auschwitz?

Il libro sarà stato pure scritto con motivazioni encomiabili, per carità, non se ne parla mai abbastanza di questo genocidio infame, ma è la struttura del lavoro che non si riesce a digerire, per non parlare del ritmo che è piano, monotono, opaco, come la ‘voce’ fuori campo dell’Autore.

Ci si accorge poi, ben presto, scorrendo le pagine, di non provare sentimenti. Non riprovazione, non disperazione o angoscia, né risentimento o condanna morale o anche solo tristezza o desiderio di creare una distanza dall’abominio umano. Nulla. Solo sollievo, con la lettura dell’ultima pagina, ma solo perché è l’ultima.

Non c’è traccia insomma anche solo di buona letteratura a dispetto del Nobel consegnato a questo Autore nel 2014. Non c’è traccia di una riflessione profonda, di un appunto a margine, di una considerazione conclusiva, di un tratto poetico, di una valutazione che consegni al lettore un significato di senso compiuto che non sia quello immediato e scontato della ragazzina ebrea immolata sull’altare ariano di una banda di criminali.

È solo un gelido resoconto con un sottofondo di guerra, che pare redatto per mero dovere di cronaca, un rapporto scritto con asettico distacco, dove sono più le domande (inutili e) vuote che l’Autore si pone qua e là che i tentativi di una risposta anche banale.

L’assegnazione del premio Nobel a Modiano, devo dire, mi ha colto davvero di sorpresa (soprattutto perché, lo confesso, non lo conoscevo, a dispetto dei concorrenti del calibro di Eco, Maraini e soprattutto Murakami). Ma la seconda sorpresa è stato leggere questo libro, che, ripeto, mi ha del tutto disorientato.

Certamente darò un’altra chance a questo Autore (ma non subito, mi devo riprendere) leggendo qualcun altro dei suoi libri come ‘L’orizzonte‘ ‘Nel caffè della giovinezza perduta‘ ‘Bijou‘ ‘Riduzione di pena‘ ‘Fiori di rovina’, ‘Sconosciute‘ e soprattutto ‘Un pedigree’ citato espressamente nella motivazione del premio svedese come particolarmente rappresentativo dell’intera opera di questo scrittore o ‘Via delle Botteghe oscure’ che è il lavoro (edito in questo giorni per i tipi di Guanda) che il segretario dell’Accademia Reale, Peter Englund, ha raccomandato di leggere per prima.

Ecco, sì, farò così, andrò con ordine, che forse sono io che ho sbagliato tutto.

Insomma, in conclusione, non saprei neppure esprimere un giudizio, perché è un libro che non ho capito o, probabilmente, non ho interpretato nella giusta maniera. Deve essere un mio limite.

Una valutazione in ‘mucchine’ tuttavia, come da prassi, qui incalza. Ho pensato allora a una mucchina e mezza. Una, perché il libro è breve e si legge tutto sommato in fretta (se fosse stato lungo quanto l’Uomo senza qualità di Musil certamente non lo avrei finito); mezza, perché aver vinto il Nobel vorrà pur dire qualcosa.

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Dora Bruder

di Patrick Modiano
Editore Guanda
collana ‘Narratori della Fenice’
2011, 136 pagine, brossura
EAN 9788860884879
finito di leggere oggi, 21 dicembre 2014, in formato cartaceo
valutazione 1,5/5 mucchine
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6 pensieri su “Recensione: Dora Bruder

  1. Lo sto leggendo è arrivato a metà del libro , proprio perché non riuscivo a capirne il senso, mi sono messo a fare una ricerca e ho trovato la tua recensione. Grazie, cominciavo a preoccuparmi….

  2. Condivido il giudizio, infierendo ulteriormente: una mucchina era più che sufficiente! Ha vinto il Nobel, è vero, ma che cosa non si fa pur di non assegnare quel premio a Philip Roth! Di Modiano ho letto anche Bijou e Primavera da cani (gli unici romanzi trovati in libreria, dopo il Nobel) e ho deciso che non leggerò altro: troppa narrativa mi attira per perdere altro tempo! Complimenti per i tuoi racconti e per il blog; grazie di essere passato da me! 🙂

  3. finalmente una recensione che mi aiuta nel mio dilemma dilettura: lo leggo o non l o leggo? Anche io non lo conoscevo prima del Nobel, ma sono tantissime le cose che non conosco e dunque la mia ignoranza. proverò a leggere l’ultimo e ti farò sapere. Ciao

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