Intervista rilasciata a Fulvia Leopardi

Briciolanellatte, un nick che hai scelto perché richiama le cose semplici di una volta. Ma chi c’è in realtà dietro al nick Briciolanellatte?
C’è un uomo forse un po’ troppo complicato, alla continua e difficile ricerca di un equilibrio tra il sé e l’ambiente in cui vive. Poggiobrusco è diventato un luogo dell’anima, dove il tempo non ha un valore monetizzabile e l’amicizia è un bene condiviso. E lì io ho trovato il mio riparo.

Il tuo blog si intitola “diario di un mondo parallelo”, e in effetti è una sorta di romanzo scritto post dopo post. Com’è nata l’idea di questo blog? E soprattutto, perché più che un blog vero e proprio sembra una piccola community? (Vignette, aforismi…)
Il blog nasce dalla voglia di raccontarmi, di esplorare le immagini e le sensazioni del mio modo di essere. E’ anche una forma di training autogeno, un modo per raggiungere quell’equilibrio cui prima facevo riferimento e che nella realtà dei fatti appare sempre troppo spesso una chimera irraggiungibile. Non so cosa tu intenda per community, ma posso dirti che sono l’unico autore del blog e di tutto quello che contiene. Sono riflessioni, pensieri, appunti di vita che hanno trovato un loro preciso spazio.

Stephen King sostiene che creare intere comunità (per un libro) è difficoltoso, perché devi caratterizzare tutti i personaggi e tutto un mondo con le sue storie palesi o nascoste che siano. Per te lo è stato?
A dire la verità no. Forse Stephen King allude al duro lavoro che deve essere preparato in anticipo, prima ancora dell’incipit, libro per libro (e lui ne ha scritti tanti) con la creazione, ogni volta ex-novo, di personaggi, caratteri, interazioni, trame e ambientazioni. Nel mio caso, i personaggi di cui parlo nel blog sono invece sempre gli stessi, fortemente caratterizzati una volta per tutte, già a me noti per le loro debolezze, virtù, tic e slanci affettivi. Dunque, a parte il momento iniziale, in cui ho dovuto vincere la forza d’inerzia, tutto, dopo, è stato più semplice.

Come nascono i tuoi racconti? E ti ispiri a qualcuno (dei molti) autori che preferisci?
I racconti nascono spontaneamente. Mi capita di frequente di vivere la stranissima sensazione di limitarmi a mettere per iscritto ciò che qualcuno dentro di me mi detta, tanto che finisco io stesso per meravigliarmi di quello che (di bello o di brutto) scrivo. A volte parto da un’immagine slegata da un contesto, a volte da una frase che continua a ronzarmi nella testa come se volesse a tutti costi farsi notare, altre volte ancora parto dalla fine del post per poi ricostruire il racconto tutt’attorno o a ritroso. La maggior fatica la compio invece nella ricerca della forma corretta, giusta anche la necessità di contenere il post in poche righe (il lettore nel web è abituato ad una lettura rapida, onde poter passare il più presto possibile ad un altro blog che, è bene ricordarlo, è lontano dal tuo un semplice clic di mouse), stando attento ai ritmi, alle cadenze, a non tradire mai il finale che deve giungere inaspettato e imprevedibile.
Catturare l’attenzione e fidelizzare il lettore sono obbiettivi difficili da raggiungere e sotto questo aspetto ho ancora molto da imparare. Gli autori, cui mi sento in debito di stile sono senza dubbio Kafka, Buzzati e McEwan, per citarne solo alcuni, ma a loro non mi ispiro per trarre spunto narrativo, semmai mi limito a mutuarne, almeno idealmente, la lezione espressiva.

Per le vignette hai creato una serie di personaggi. Ognuno ha un argomento specifico oppure li scegli casualmente?
I personaggi sono slegati dagli argomenti trattati che sono (o dovrebbero) essere attinenti alla satira sociale e soprattutto politica. La scelta di questo o quel personaggio ubbidisce pertanto a criteri meramente estetici, di ‘impaginazione’ della vignetta.

Il tuo blog è stato uno dei primi ad essere pubblicato da Jumper. Molti hanno detto che quella di Jumper è una mera operazione commerciale, anche se loro non ciguadagnano poi molto. Visto che il blog è uno strumento visibile a tutti, pensi che abbia un senso pubblicare su carta articoli che con un po’ di ricerca e buona volontà si possono trovare anche online?
Quella di Jumper è stata un’opportunità molto interessante anche se, a mio avviso, non ha goduto di una pubblicità adeguata da parte della Jumper stessa, impegnata, giustamente, su molti altri fronti editoriali. L’iniziativa ha tuttavia sofferto, a mio avviso, di un’ambiguità di fondo. Avrebbe avuto senza dubbio maggior penetrazione di mercato se si fosse rivolta a chi frequenta poco il web e molto più le librerie. Chi naviga è abituato a ‘consumare’ in fretta, come in un fastfood, il post sul monitor, piuttosto che sulla carta; è comprensibile quindi che il ‘lettore elettronico’ non opti per un supporto con cui ha minor dimestichezza per ragioni di tempo o di scelta culturale.

Concludo con la domanda che è uguale per tutti i blogger: segnalami due blog che ti piacciono e due che proprio non ti vanno giù.
I blogger meritevoli di essere segnalati sono molti, anche al di fuori della (tanto ambita) cerchia delle cosiddette blogstar. I primi due che mi vengono in mente sono: giusec & friendz e viss (e visse felice e scontenta). Ma, ripeto, ce ne sarebbero tanti altri. Personalmente sono molto attratto da blog che mi emozionano, che rompono con gli schemi tradizionali e si evidenziano per la scrittura non convenzionale e stimolante. Non saprei invece indicare i blog che detesto (anche perché finirei per far loro della involontaria pubblicità). Quando li incontro mi limito ad allontanarmene velocemente fino a dimenticarne l’esistenza. Si tratta di blog volgari che usano un linguaggio gratuitamente triviale e che affidano al turpiloquio quando non addirittura alla bestemmia il modo di esprimere i propri contenuti quasi sempre di infimo livello.

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1 pensiero su “Intervista rilasciata a Fulvia Leopardi

  1. Ciao, in effetti quando dici che a volte parti da un’immagine slegata da un contesto, a volte da una frase che continua a ronzarti nella testa e altre volte ancora parti dalla fine del post per poi ricostruire il racconto tutt’attorno o a ritroso…mi pare di trovare conferma nel fatto che spesso nei tuoi brani lanci delle perle di saggezza o di sagacia, che rimangono impresse!
    Grazie!!!

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