Solo per dirtelo

Ecco, sei appena arrivato dal sentiero A105. Un sentiero che si inerpica tra gli abeti rossi e i cirmoli odorosi aprendosi all’improvviso sulla vista di imponenti rocce pallide che si slanciano verso il cielo come volessero acchiappare le nuvole e portarle giù. Sbuffi un po’. Sei fuori forma ma conti di ‘tagliare il fiato’ molto presto, durante già i primi giorni di vacanza. Il programma è ambizioso, certo, ma fattibile e il tempo reggerà, anche se farà come al solito troppo caldo per la media di stagione.
Trovi al rifugio un tavolo libero, tutto per te e per lei, la tua compagna di tanti anni. Del resto è l’ora giusta: gli escursionisti sono sparpagliati nei boschi o più verosimilmente ancora nei rispettivi B & B od hotel, ostaggi dei loro pargoli mezzo addormentati davanti a una sostanziosa e ricca colazione. Alzarsi molto presto al mattino è sempre stato un gran vantaggio, qui più che altrove.
Sei seduto con la schiena dritta, sulla panca un po’ scomoda. Studi la situazione dei camerieri cercando di distinguerli tra il via vai delle persone che comunque già affollano il rifugio come api bottinatrici. Ti godi le luci, i colori, il profumo dell’aria tersa che sa di buono e di pulito. Poi alzi la mano per richiamare la signorina che ti ha visto e sorride. Verrà subito; sì, verrà in un baleno a prendere l’ordinazione, perché è così che lì funziona.
Ecco, mentre tutto questo accade, Lui sta morendo. Proprio mentre, sorridente, ti stai mangiando un prelibato yogurt ai frutti di bosco, lui sta chiudendo esausto gli occhi; proprio mentre stai osservando quella signora sovrappeso che è riuscita finalmente a trascinare al punto ristoro la pesante carrozzina con dentro due gemelli urlanti. E lui si è appena accasciato sulla sedia, con l’ultima parola nella penna che non riuscirà però a scrivere più. Vai considerando che la vita è una esperienza stramba, che ti scorre via tra le dita prima ancora di riuscire a realizzare che la stai consumando ad ogni attimo. E la sua penna rotola giù, prima sul pianale della scrivania e poi per terra. E’ a migliaia di chilometri da questo luogo; da solo, in una casa piena di oggetti, grigia di polvere; dove appena poteva si ritirava a scrivere, impacchettato nella sua solitudine assoluta che per lui era tanto feconda. Sua moglie è rimasta in città, con il suo bridge infinito, le sue amiche ‘maizitte’ e l’immancabile tè al gelsomino assediato da frollosi biscotti allo zenzero e cannella. ‘Torno domenica’, le aveva detto a fior di labbra, incerto sull’uscio, come fosse un rimprovero; e se ne era andato così senza attendere una vera risposta che lei in ogni caso non gli avrebbe dato. C’era rimasta infatti un po’ di ruggine tra loro per quella questione mai risolta tornata improvvisamente a galla quel venerdì mattina. Ma ne avrebbero parlato ancora al suo ritorno, aveva pensato la moglie infornando i biscotti. E, non vista, aveva fatto spallucce mentre lui la salutava.
Il nome di quell’uomo, anche se te lo dicessi in questo momento, non ti direbbe nulla. Ma di lì a dieci anni, il 5 settembre 2022, per l’esattezza, avresti scoperto sulla bancarella del mercato un suo libro e poi nei mesi a venire un altro e poi un altro ancora. E, leggendoli, non solo ti avrebbero cambiato la vita, ma sarebbe stato stravolto anche il tuo modo di concepire le persone e la tua stessa esistenza. Ti avrebbero fatto scoprire quel modo irriverente e pratico di ‘leggere’ la vita e quel modo tagliente di pensare e pensarsi senza fare sconti o cadere in infingimenti patetici. Avresti finito per cambiare lavoro, la tua stanca compagna che ti amava solo per abitudine, portandoti a inseguire i tuoi sogni che avresti finalmente riconosciuto e amato per il resto dei tuoi giorni. Il pensiero profondo di quell’uomo, triste e scontroso, avrebbe insomma un giorno capovolto la tua esistenza tanto da desiderare fortemente, a distanza di tanti anni, che lui potesse essere ancora vivo per poterlo conoscere e ringraziare.
Sì. Stavi proprio guardando quella signora e i suoi marmocchi urlanti in un fotogramma che è già passato; in un giorno tutto sommato felice, ma tristemente opaco.
Ecco. Era solo per dirtelo.

13 pensieri su “Solo per dirtelo

  1. Birbo Bicirossa – Ciao, voglio avvisarti che proseguendo troverai due blog di pessima satira e dubbio umorismo. Un consiglio, non seguirmi credendo che contraccambierò, perché di solito non lo faccio. 😁🤪😉
    Birbo Bicirossa il scrive:

    Sostegno morale, quanto ne vuoi.
    😁

    • In effetti la storia di questa settimana non è di immediata comprensione.
      Si racconta di un uomo qualunque la cui vita sarà stravolta, dieci anni dopo, dalla lettura dei libri di un grande life coach che lo indurranno a prendere in mano le redini della sua vita.
      Il Destino che gli parla (voce fuori campo), ma che lui non può ascoltare, gli dice che quel giorno in cui lui è in vacanza in montagna, nel preciso momento in cui è impegnato in un’occupazione banale, il suo mentore, che lui ancora non conosce neppure, sta in realtà morendo triste e solo.

  2. Birbo Bicirossa – Ciao, voglio avvisarti che proseguendo troverai due blog di pessima satira e dubbio umorismo. Un consiglio, non seguirmi credendo che contraccambierò, perché di solito non lo faccio. 😁🤪😉
    Birbo Bicirossa il scrive:

    Ecclesiaste capitolo 11. Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo lo ritroverai.

Lasciami un tuo pensiero Annulla risposta