San Michele e il Drago

Un giorno, al limitare della Caverna di Saint Jean La-Haute, San Michele sostò per un attimo. Serrò gli occhi come se avesse voluto prepararsi al buio che avrebbe di lì a poco affrontato e prese un gran respiro. Forse si mise anche a pregare, subito dopo, ma di questo non vi è alcuna certezza né gli storici hanno tramandato alcunché sul punto perché le fonti sono carenti.
Sta di fatto che all’intera scena assistette un Pellegrino diretto in Terra Santa. Si trovava poco distante, sotto un melo selvatico alla ricerca di un po’ di refrigerio per quel pomeriggio torrido di luglio. Nel vedere che il giovane, calato in un’armatura imponente e pesante, la spada scintillante sguainata e librata in aria, non si muoveva, gli diede una voce:
«Tutto bene, ragazzo? Hai bisogno di aiuto?»
San Michele subito non capì da dove provenivano quelle parole ma poi, schermandosi il volto con la mano, intravvide un uomo in mezzo alla vegetazione.
«No grazie, buon uomo, non ho bisogno di nulla.»
«Mi pare però che tu sia incerto se entrare o no in quella caverna.»
«Sì è vero, devo andare a uccidere il Drago.»
«Ho sentito dire anch’io che vive lì dentro da dove esce la notte per seminare il terrore nella vallata. Ma perché devi farlo proprio tu?»
San Michele abbassò la pesante spada e si appoggiò al suo manico.
«Perché sono Michele e questo è il mio destino…»
«Capisco» fece il Pellegrino che si era a quel punto alzato. «Allora perché stai esitando, ragazzo?»
«Perché ho paura, buon Uomo. È un Drago immenso, terribile, ha una forza sovrumana ed è probabilmente imbattibile…»
«Be’ se hai paura, aspetta. Attendi qualche ora o qualche giorno o persino qualche anno… andrai a uccidere il Drago solo quando ti sentirai pronto.»
San Michele guardò fisso negli occhi il Pellegrino che nel frattempo gli si era avvicinato incuriosito da tanta spavalderia e tempra.
«Impossibile!» gli disse alzando un poco il mento con l’espressione di chi pronuncia una frase definitiva.
«Perché è impossibile?» aspettare è la cosa più facile che ci sia. Anche io sto aspettando che la vita mi sorrida, che diventi per me un po’ più sopportabile, che volga finalmente dalla mia parte. Non c’è fretta. Potrà essere domani o dopodomani o quando sarò vecchio. Ma so che accadrà, prima o poi.
«Come, non capisci?» gli domandò San Michele con un leggero sorriso sulle labbra. «Se aspetterò come dici tu di essere pronto, il Drago si ingigantirà nella mia testa e nel mio cuore e diventerà un mostro insuperabile; avrà già vinto prima ancora che io decida di dargli battaglia. La paura non farà che crescere dentro di me e finirà per paralizzare ogni mio pensiero e ogni mia azione e non ci sarà più nulla che io possa davvero fare se non dichiararmi sconfitto. Il Drago è la mia paura e la paura è il mio Drago. Lo devo affrontare, qui e ora, prima che sia troppo tardi.»
Poi San Michele squadrò un’ultima volta il Pellegrino e, alzata in aria la sua spada, fece ingresso nella Caverna.

12 pensieri su “San Michele e il Drago

  1. Complimenti una bella e creativa trasformazione da leggenda cattolica quale è sempre stata… In quanto a paure, credo che per superarle sia necessario il doverle affrontare altrimenti non saranno mai superate, purtroppo alle volte non è sempre facile farvi fronte.

  2. rulookingforjesus – I am a 52 years old married with 4 kids. I am curretly a professional soccer coach in the United States. I enjoy sports, writing, reading, running and spending time with my family. Over the years I have enjoyed knowing Jesus and now he continues to show me that I must share him with everyone. Therefore this blog is allowing a person who is very private to open up without being anything but truthful about Jesus
    rulookingforjesus il scrive:

    Good post

  3. fulvialuna1 – Cammino sempre a due metri da terra, la mia testa vive tra nuvole e venti, tra leggende e figure mitologiche, tra storia e arte....Come dice mio fratello, dovrei vivere in una torre, sulla montagna più alta del mondo; dovrei vivere tra libri, pennelli, tele, colori, stoffe.... Amo le alte vette, ma non disdegno il resto della natura, amo gli animali e il cuore me lo ha rubato un lupo. Amo tantissimo gli uomini che per me sono un mondo incredibile, ma le donne sono la mia forza,; non posso vivere senza bambini e senza le storie che raccontano gli anziani. Amo cucinare, cucire, dipingere, leggere, scrivere diari, scrivere su foglietti che viaggiano nella mia casa come avessero le gambe; mi piace il cinema, il calcio, le moto. Mi piace occuparmi della mia casa e del mio giardino...ma non sono Biancaneve e nemmeno Cenerentola, sono Paola, che per una serie di incredibili storie posso essere anche Penelope e anche Fulvialuna. Il mio sogno più grande è la pace nel mondo, questo mondo in cui cammino sempre a due metri da terra, ma quando ci appoggio i piedi resto ben salda ed è difficile spostarmi, tanto che il mio motto è "...il posto che mi piace si chiama mondo..."
    fulvialuna1 il scrive:

    Vincere le proprie paure è vincere il Drago più temibile che possa esistere.
    (San Michele è il mio tutto assoluto da sempre)

  4. Sossu – Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento. Proverbio cinese "L'APPARENZA INGANNA "
    Sossu il scrive:

    Molto bello hai trasformato una credenza prettamente cattolica in una fiaba dove la morale è attualissima. Brava con il ♥️

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