Fragile

fiori di - magnoliaLa vita è fragile. Come questa lacrima sul petalo di magnolia che, incerta da quale lato abbandonarsi alla gravità, si asciuga all’improvviso al primo sole del mattino.
Fragile come il nido del merlo che i sassi di un ragazzino ha squassato impietoso in un sussurro di vento; era al riparo dei rami più robusti e ora è qui, ai miei piedi, spezzato in due nell’erba punteggiata di uova azzurre.
Fragile come la tua voce che cerca di rassicurarmi mentre la vita ci trascina via; mi guardi come sai fare tu nei momenti difficili perché sai che le parole che fanno bene al cuore sono finite e non bastano più; cerchi di dirmi con gli occhi che non ci si può fare nulla, che è la vita è fatta così, che quando ormai non te l’aspetti più ti strappa via dalle braccia quel che maggiormente ami.
Cerchi di dirmi che, dopo tutto, siamo rimasti noi, quel modo speciale di essere noi, e che ci può bastare, che ci deve bastare, finché l’uno potrà riconoscersi nello sguardo dell’altra.
Ma a me sembra invece che il tempo sia scaduto, che non sia più possibile rinnovare le speranze di questo presente nel nostro domani, crearsi una nuova nicchia in cui perpetuare un po’ di serenità. Perché la vita è fragile, troppo fragile. Come un sorriso che nasce e muore nello spazio di un respiro, come i bagliori ipnotici trasportati da queste onde confuse. Sì, fragile, come il calore di un ultimo abbraccio.
Mi tendi la mano per portarmi con te, lontano dai mei pensieri che mi incatenano qui ed ora. Ma non sai neppure tu, Amore mio, quale altro posto possa farci dimenticare anche solo per un momento quello che ho perduto. Basta solo fare un passo, mi stai per dire. Un piccolo passo in una direzione qualsiasi, oltre questa immobilità attonita, oltre al bene impastato al male. Bisogna scuotersi, bisogna reagire. Mi sussurri. E hai ragione. Certo che ce l’hai.
Ma non ce la faccio. Un passo è troppo. Un passo è un mondo capovolto. Il dolore ha fatto la sua radice velenosa e io sono andato in mille pezzi; e i miei mille piccoli pezzi sono tra l’erba tra le uova azzurre; sono lacrime di rugiada che galleggiano nel cielo come lucciole cieche, e i bagliori si sono spenti senza alcun clamore.

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11 pensieri su “Fragile

  1. Il dolore riesce a farci a pezzi ma anche io credo nel piccolo passo che non libera dal dolore ma permette di lasciarlo vivere in noi…

  2. Birbo Bicirossa – Sono un bambino che si rifiuta di crescere e viaggio nel Tempo e nello spazio, dove vivo avventure che poi i grandi non credono mica quando le racconto. Perché quelli da dieci anni in su ci fanno presto a diventare strani, eh? Beh ... questo è quello che mi succede, e se non ci credete pazienza, eh?
    Birbo Bicirossa il scrive:

    Stupendo. Fa pensare. Mi permetto solo di aggiungere che veramente la nostra vita è fragile come un fiume, che sulle montagne nasce da piccole gocce di pioggia, e nello scendere a valle si fa sempre più ampio e possente, finché stanco del viaggio si allarga e rallenta fino a immettersi in mare, dove si arrende e muore. Ma ecco che rinvigorite dal sole e da quella grande massa d’acqua, le piccole gocce si alzano sotto forma di vapore, e un vento cortese le porta ovunque, anche sulla montagna da cui erano partite, dove cadono come pioggia leggera, che torna a essere un fiume che scorre verso il mare, dove si muore e ricomincia, ancora e ancora, per questa e infinite altre eternità.

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